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I consumi di bellezza tra normalizzazione e marginalità
Titolo Rivista: SOCIOLOGIA DEL LAVORO  
Autori/Curatori: Carla Lunghi 
Anno di pubblicazione:  2013 Fascicolo: 132 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  11 P. 181-191 Dimensione file:  252 KB
DOI:  10.3280/SL2013-132014
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L’autrice ha esaminato i risultati di alcune ricerche qualitative svolte in due contesti marginali: la povertà e il carcere. Il tema del corpo e della cura del sé, pur non essendo il focus principale delle rilevazioni, è emerso in maniera molto forte, rivelando un immaginario estetico standardizzato ma con una potente valenza stabilizzante. La magrezza, la giovinezza, il vestirsi alla moda, l’uso sapiente di trucchi e di cure estetiche sono i consumi più desiderati e, nello stesso tempo, maggiormente in conflitto con le forti difficoltà esistenziali ed economiche di quasi tutte le intervistate. Tuttavia sono anche vissuti come preziose occasioni d’inclusione sociale, in controtendenza rispetto al mondo dei liberi dove, al contrario, sono utilizzati come strumenti di distinzione e differenziazione. Non si vuole essere più belle delle altre donne ma, semmai, essere belle proprio come le altre, alla conquista di una normalità, a volte negata dalle difficili condizioni abitative, lavorative, familiari e sociali.


Keywords: Bellezza, povertà, carcere, corpo, moda, inclusione sociale

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Carla Lunghi, in "SOCIOLOGIA DEL LAVORO " 132/2013, pp. 181-191, DOI:10.3280/SL2013-132014

   

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