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Vecchie e nuove forme di gratuità lavorative: ipotesi per l’utilizzo della categoria dello sconfinamento nel lavoro sociale al tempo della crisi
Titolo Rivista: SOCIOLOGIA DEL LAVORO  
Autori/Curatori: Mauro Ferrari 
Anno di pubblicazione:  2014 Fascicolo: 133 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  13 P. 29-41 Dimensione file:  586 KB
DOI:  10.3280/SL2014-133002
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L’articolo prende spunto dai materiali empirici raccolti negli ultimi otto anni sul tema del lavoro sociale e della relazione fra operatori sociali e organizzazioni del welfare. Quel che accade al welfare locale in tempi di crisi è contemporaneamente una contrazione delle risorse economiche, un irrigidimento dei meccanismi di controllo della spesa e delle prestazioni erogate, una precarizzazione contrattuale, una apertura al mercato: così che le trasformazioni in corso ridisegnano profondamente il ruolo degli addetti e delle rispettive organizzazioni, quindi i giochi relazionali fra soggetti pubblici, no profit e profit, e fra questo variegato gruppo professionale ed i cittadiniutenti dei servizi. L’ipotesi di lavoro che utilizzeremo considera gli operatori come "relè organizzativi" (Crozier-Friedberg, 1990), capaci contemporaneamente, grazie alla loro collocazione di frontiera (Ferrari, 2010a) di ricevere sollecitazioni, elaborare i propri saperi e informarne le strutture di appartenenza (Comuni, aziende sanitarie locali, cooperative), contribuendo alla costruzione delle politiche sociali locali. Intento di questo saggio è di porre in evidenza come nel lavoro di relazione - sociale e non solo - siano individuabili diverse forme di sconfinamento, che possiamo considerare come un aspetto di lavoro gratuito, implicito, diffuso e pressoché sconosciuto, con l’obiettivo di evidenziarne le ambivalenze e le potenzialità riflessive.


Keywords: Welfare, lavoro sociale, learning organizations, self enactment, pratiche di lavoro, trespassing

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Mauro Ferrari, in "SOCIOLOGIA DEL LAVORO " 133/2014, pp. 29-41, DOI:10.3280/SL2014-133002

   

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