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Polizia scientifica e "anomalie sessuali" nei primi decenni del Novecento
Titolo Rivista: RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA 
Autori/Curatori: Laura Schettini 
Anno di pubblicazione:  2014 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  15 P. 43-57 Dimensione file:  1622 KB
DOI:  10.3280/RSF2014-002005
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Il saggio esplora il modo in cui la sessualità è diventata oggetto di intervento da parte della Scuola di polizia scientifica nel primo trentennio del secolo passato e le implicazioni che tale interesse ha avuto. L’ipotesi è che questo istituto, che ha rappresentato un’esperienza peculiare nel panorama europeo, distinguendosi soprattutto per la convinzione con la quale recepì le istanze dell’antropologia criminale, abbia promosso un nuovo approccio alla sfera sessuale in cui ragioni scientifiche a preoccupazioni di ordine pubblico erano sapientemente intrecciate. In particolare l’articolo analizza come le convinzioni circa l’importanza delle anomalie sessuali in campo criminologico portate avanti dalla Scuola di polizia scientifica si siano tradotte a livello centrale nell’opera di schedatura e vigilanza di omosessuali, ma anche travestiti, portata avanti dal Servizio antropologico-biografico e, a livello periferico, si siano disseminate in fenomeni di curiosità, studio, indagini di polizia sulle condotte e i corpi degli "anomali sessuali".


Keywords: Polizia scientifica, anomalie sessuali, servizio di segnalamento, museo criminologico.

  1. [1] Gibson M. Nati per il crimine. Cesare Lombroso e l’origine della criminologia biologica. Milano: Bruno Mondadori; 2004.
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Laura Schettini, in "RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA" 2/2014, pp. 43-57, DOI:10.3280/RSF2014-002005

   

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