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Con-sentire: due epistemologie sono meglio di una
Titolo Rivista: GRUPPI 
Autori/Curatori: Gattinara Enrico Castelli 
Anno di pubblicazione:  2014 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  18 P. 23-40 Dimensione file:  96 KB
DOI:  10.3280/GRU2014-002003
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Lo scritto riprende il testo di una relazione presentata a Padova nel novembre del 2011 in occasione di una giornata dedicata al pensiero di Franco Fasolo, che era da poco scomparso. L’autore non aveva mai conosciuto Franco Fasolo, ma ha ugualmente voluto entrare in relazione con lui non semplicemente studiandone l’opera, ma mettendosi in ascolto dal suo "esser fuori", provando a risuonare insieme a quello che della sua persona resta e a "sentirlo insieme" al pubblico, provando cioè a con-sentire. Con-sentire viene dal gruppo, come tante volte ha raccontato Fasolo: il gruppo permette di sentire insieme, e quindi di sentir-si: sentire insieme, cioè sentire con, è un modo meraviglioso e terapeuticamente efficace per sentir-si. Il pensiero di Franco Fasolo viene interrogato come epistemologia della dualità ed epistemologia della gruppalità. Nel gruppo i rapporti possono essere di vario tipo, inclusi quelli duali. Allo stesso modo, in un rapporto duale entrano sempre e inevitabilmente in scena dimensioni gruppali, ma noi facciamo (storicamente e culturalmente) molta più fatica a liberarci dal dualismo che a liberarci dalla molteplicità. Anche quando parliamo di molteplicità, ne parliamo spesso in termini dualistici. Lo stesso facciamo quando contrapponiamo un pensiero sistematico a un pensiero a-sistematico, oppure il determinismo all’indetermini smo, il preciso al confuso, l’ordine al caos. La contrapposizione è uno dei problemi storico- culturali ed epistemologici di ogni dualismo occidentale: la contrapposizione e quindi la lotta, la guerra. Il problema però non è nella dualità, ma sta nella logica dell’opposizione, vale a dire nella teoria del terzo escluso, che crea uno strettissimo legame logico, epistemologico e politico fra opposizione ed esclusione. Tragico è l’aut-aut dell’opposizione esclusiva di contro all’et-et della combinazione inclusiva. Sembra all’autore che nei suoi scritti, nel suo lavoro e nella sua militanza Fasolo abbia insistito soprattutto su una cosa, da un punto di vista epistemologico: che le epistemologie sono tante, e che ognuna ha di mira un assetto del sapere e della conoscenza funzionale al proprio punto di vista. Il che significa che per certi obiettivi va bene un certo tipo di epistemologia, mentre per altri ne va bene un’altra. Se però da un lato è possibile rivendicare esplicitamente la necessità del pluralismo, anche se fondamentalmente di due epistemologie di riferimento, l’una tradizionalmente oggettivistica, l’altra invece aperta e flessibile, tuttavia dietro agli sforzi della nuova epistemologia resta aperta la trappola dell’opposizione bipolare, dell’alternativa binaria, dell’aut-aut fra due opposti. Quello che Fasolo proponeva ridendo o sorridendo era di fare attenzione a questa trappola e l’umorismo gli serviva per sottrarvisi, per sfuggire alla terribile e tragica serietà dell’aut-aut: non c’è una separazione inderogabile fra il bianco e il nero, o meglio, la separazione c’è e si vede nettamente, ma la linea non è dritta e il dominio di campo non è assoluto. Nel bianco c’è del nero e viceversa. Ciò che conta non sono infatti né il bianco né il nero, ma il loro abbraccio, il loro con-senso reciproco. Fasolo mette in atto due epistemologie contemporaneamente (o più epistemologie): per dirla metaforicamente con una immagine semplice, mette in atto un’epistemologia del rigore e delle regole (la presenza necessaria a far funzionare il gruppo) e un’epistemologia organica e aperta dell’indifferenziato e dell’indefinito (l’assenza, che rende dinamico e vivo il gruppo). La cosa interessante però sta nel fatto che la prima epistemologia serve alla seconda per confermarne la validità, e la seconda serve la prima per convincere tutti della sua affidabilità. La prima infatti è quella più diffusa e condivisa, la seconda invece è quella più "praticata". Ma quando si passa a teorizzare la seconda, si ricorre alla prima, ai suoi strumenti analitici e positivi; tuttavia la teorizzazione si fonda sulla pratica e sull’efficacia della seconda, che introduce di fatto termini e concetti inesplicabili e solo comprensibili. Ecco ancora perché due epistemologie sono meglio di una.


Keywords: Psicoterapia, dualità, gruppalità, con-sentire, aut-aut, due epistemologie.

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Gattinara Enrico Castelli, in "GRUPPI" 2/2014, pp. 23-40, DOI:10.3280/GRU2014-002003

   

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