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Propaganda, sperimentalismo e tradizione nella ricostruzione di Reims
Titolo Rivista: STORIA URBANA  
Autori/Curatori: Maria Rosaria Vitale 
Anno di pubblicazione:  2014 Fascicolo: 145 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  39 P. 51-89 Dimensione file:  1077 KB
DOI:  10.3280/SU2015-145003
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L’impatto delle distruzioni della Grande Guerra ha profondamente influenzato la percezione di Reims nell’immaginario collettivo. L’incendio della cattedrale si colloca all’inizio degli incessanti bombardamenti che - lungo i quattro anni di conflitto - distrussero oltre il 60% della città. Sulla base di questo primo evento tragico, la retorica della guerra elaborò prodotto il simbolo di una città martirizzata e quasi rasa al suolo, la cui icona più significativa era la "Cathédrale des Sacres" violata dalle bombe tedesche e ridotta in rovine. Il successivo dibattito che coinvolse il mondo occidentale contribuì a consolidare il mito del "sacrificio" e della "resurrezione" di Reims e del suo monumento più famoso. Il dibattito avviato già durante il conflitto si concentrò sulle opposte alternative di ricostruire o mantenere le rovine come un ricordo dell’oltraggio subito. La ricostruzione della città fu portata avanti fino a metà degli anni venti, fra sperimentalismo e compromesso. Dall’altra parte, la ricostruzione dei monumenti continuò ancora per diversi decenni, in alcuni casi giungendo a conclusione dopo la seconda guerra mondiale. Questo grande cantiere urbano mostra come le istanze di rinnovamento tecnico, amministrativo e finanziario si intreccino con le resistenze al cambiamento, e ci rivela continuità e discontinuità nell’architettura e nel restauro, prima e dopo la guerra.


Maria Rosaria Vitale, in "STORIA URBANA " 145/2014, pp. 51-89, DOI:10.3280/SU2015-145003

   

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