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Lettura del Macbeth
Titolo Rivista: PARADIGMI 
Autori/Curatori: Giuseppe Di Giacomo 
Anno di pubblicazione:  2015 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  15 P. 111-125 Dimensione file:  64 KB
DOI:  10.3280/PARA2015-001008
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A differenza dell’Amleto, che è la tragedia dell’inazione, il Macbeth è la tragedia dell’azione, anche se la sua dimensione tragica si rivela nella interiorizzazione dell’azione stessa. Quello che comunque accomuna le due tragedie sta nel fatto che entrambe iniziano con la presenza del sovrannaturale: lo Spettro del re nel caso dell’Amleto, e le Streghe nel caso del Macbeth. E se il sovrannaturale è qualcosa che travalica i limiti di quel logos che rende i nostri discorsi subordinati al principio di identità e di non-contraddizione, allora in queste tragedie a emergere è proprio la contraddizione e quella dimensione paradossale che, a ben vedere, è alla base del nostro stesso pensiero. L’altro tema dominante è quello del tempo lineare nel quale ha fatto irruzione il tempo circolare delle Streghe, togliendo a esso ogni possibilità di riscatto, cioè di senso. Quello che ne risulta è il tempo tragico moderno, dal quale è scomparso l’Essere, e la cui frammentarietà si presenta come una somma di "domani" senza senso, uno strisciare da un punto all’altro sino alla fine del tempo.


Keywords: Action, Blood, Evil, Imaginary, Supernatural, Temporality (circular, linear, symbolic).

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Giuseppe Di Giacomo, in "PARADIGMI" 1/2015, pp. 111-125, DOI:10.3280/PARA2015-001008

   

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