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Il cinema di relazione di Carlo Mazzacurati
Titolo Rivista: PSICOBIETTIVO 
Autori/Curatori: Caterina Selvaggi 
Anno di pubblicazione:  2015 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  8 P. 159-166 Dimensione file:  93 KB
DOI:  10.3280/PSOB2015-001011
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Attraverso l’analisi del più importante film di Carlo Mazzacurati, morto nel 2014, cioè "La giusta distanza" (2007), l’A. evidenzia lo stile con cui il regista non si limita a rappresentare fatti o paesaggi ma piuttosto le relazioni tra i personaggi; le immagini di questo film hanno per oggetto proprio le relazioni, ed è per questo che può essere chiamato "cinema di relazione". La storia è infatti ricostruita attraverso sguardi, parole, silenzi, e movimenti della macchina da presa che segue il corpo dei personaggi. È così che uomo innocente ingiustamente condannato verrà guardato da una "giusta distanza" che ne riscopre l’innocenza: la distanza dei rapporti con le persone.


Keywords: Mazzacurati; regia; sguardo; azione; parole; interno-esterno; immagine.

  1. Bateson G. (1976) Verso un’ecologia della mente, Adelphi, Milano
  2. Deleuze G. (1983) L’immagine-movimento, Ubulibri, Milano
  3. Metz C. (1980) Cinema e psicoanalisi, Marsilio, Venezia
  4. Searle J.R. (1969) Speach acts, Cambridge University Press, London
  5. Selvaggi C. (2013) La relazione postmoderna, FrancoAngeli, Milano
  6. Van Dijk T. (1980) Testo e contesto, Il Mulino, Bologna

Caterina Selvaggi, in "PSICOBIETTIVO" 1/2015, pp. 159-166, DOI:10.3280/PSOB2015-001011

   

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