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Bella e vera tenerezza. La corte (L’hermine), di Christian Vincent, 2015
Titolo Rivista: PSICOBIETTIVO 
Autori/Curatori: Giuseppe Riefolo 
Anno di pubblicazione:  2016 Fascicolo: 2  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  10 P. 161-170 Dimensione file:  103 KB
DOI:  10.3280/PSOB2016-002011
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Il film sembra occuparsi di una storia d’amore, ma prima ancora che dell’amore sensuale si occupa delle relazioni di tenerezza che, per la psicoanalisi sono il fondo del campo terapeutico intersoggettivo. La "corrente di tenerezza" per Freud è un particolare tono relazionale che, mitigando le pulsioni parziali, introduce alla sessualità adulta. Per la psicoanalisi più attuale, prima che essere un’operazione, è una posizione di fondo che l’analista assume nell’ascolto del paziente e nella propria partecipazione affettiva al processo terapeutico. Il film fa riflettere sui passaggi fra la bellezza considerata come un processo e l’evoluzione della bellezza verso la tenerezza. Infine, la sentenza, che i protagonisti del film sono chiamati a formulare, coglie importanti differenze fra il concetto di Verità e quello di Realtà. La verità è una dimensione soggettiva del paziente, mentre la realtà è una dimensione relazionale. Le terapie si occupano di rendere continuamente reale ciò che per il paziente è vero.


Keywords: La corte; tenerezza; bellezza; conflitto estetico; verità; realtà; cinema e psicoanalisi

Giuseppe Riefolo, in "PSICOBIETTIVO" 2/2016, pp. 161-170, DOI:10.3280/PSOB2016-002011

   

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