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L’aula come luogo di rivelazione/intervento delle performance malavitose
Titolo Rivista: MINORIGIUSTIZIA 
Autori/Curatori: Mario Schermi 
Anno di pubblicazione:  2016 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  11 P. 112-122 Dimensione file:  126 KB
DOI:  10.3280/MG2016-003010
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Le mafie sono mondi a noi propinqui e prossimi. La propinquità dice del loro accadere solo a pochi passi dai nostri mondi civili e, forse, anche dentro. La prossimità dice delle differenze, ma anche di alcune (inquietanti) somiglianze con i nostri mondi. Tanto basta per riprendere a intercettare e interrogare le mafie che accadono innanzitutto presso di noi. I contesti educativi, e la scuola in particolare, sono luoghi in cui le mafie appaiono nei gesti, nelle posture, nei linguaggi portati da bambini e ragazzi. All’educazione mafiosa occorre saper rispondere con un’educazione civile, attenta alle singolarità e capace di valorizzare le nostre dimensioni pubbliche (le istituzioni, il diritto, le libertà). E questo, non negli auspici generali e/o nei progetti particolari, ma nelle aule, nel quotidiano esercizio del lavoro educativo impegnato nella formazione del cittadino.


Keywords: Aula, pedagogia mafiosa, comunità e cerchio magico, educazione civile e educazione intima

Mario Schermi, in "MINORIGIUSTIZIA" 3/2016, pp. 112-122, DOI:10.3280/MG2016-003010

   

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