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Welfare, professioni sociali e dimensione di genere: l’assistente sociale
Titolo Rivista: WELFARE E ERGONOMIA 
Autori/Curatori: Carla Moretti 
Anno di pubblicazione:  2015 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  17 P. 124-140 Dimensione file:  207 KB
DOI:  10.3280/WE2015-002010
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La ricomposizione di una normativa unitaria delle figure professionali sociali, prevista dalla legge 328/2000, a tutt’oggi non è stata attuata; la modifica del titolo V della Costituzione ne attribuisce la potestà legislativa alle Regioni, salvo la determinazione dei principi fondamentali che resta di competenza legislativa dello Stato. Le professioni sociali che hanno un riconoscimento nazionale sono: l’assistente sociale, l’educatore e l’operatore socio-sanitario; di queste professioni l’unica che ha avviato una riflessione sulla dimensione di genere è l’assistente sociale. Il contributo pone rilevanza agli studi di genere che hanno caratterizzato la professione dell’assistente sociale nei diversi periodi storici; in particolare vengono rilevati gli elementi significativi emersi in alcune ricerche realizzate in Italia e nei Paesi Europei. Inoltre con l’introduzione, a partire dagli anni Ottanta, delle competenze manageriali nell’ambito dei servizi sociali, il dibattito sulla dimensione di genere acquisisce ulteriori elementi di analisi relativi ai modelli di leadership femminili e maschili.


Keywords: Welfare; professioni sociali; genere; assistente sociale; management sociale.

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Carla Moretti, in "WELFARE E ERGONOMIA" 2/2015, pp. 124-140, DOI:10.3280/WE2015-002010

   

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