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La stepchild adoption approda alla nomofilachia
Titolo Rivista: MINORIGIUSTIZIA 
Autori/Curatori: Valeria Montaruli 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  10 P. 160-169 Dimensione file:  91 KB
DOI:  10.3280/MG2017-001020
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L’articolo prende le mosse dalla sentenza della prima sezione civile della Cassazione in data 22.6.2016, n. 12692, che rappresenta il primo approdo alla nomofilachia della cosiddetta stepchild adoption. Rispetto alla rapida trasformazione delle relazioni affettive e sessuali alla quale tutti assistiamo, si registrano forti conflitti etici e valoriali, che hanno sinora frenato un intervento del legislatore sulla materia. Al cambiamento, in assenza dell’attesa modifica normativa, fornisce una valida risposta la giurisprudenza, che si mostra aderente alle peculiarità dei casi concreti, offrendo nuove chiavi di lettura dell’adozione in casi particolari. La sentenza in esame conferma pienamente l’orientamento assunto dai tribunali minorili, che si è basato su un’interpretazione evolutiva del sintagma della "constatata impossibilità di affidamento preadottivo", ritenendolo configurabile anche in caso di insussistenza dello stato di abbandono. L’articolo contiene una disamina degli orientamenti giurisprudenziali in materia di adozione in casi particolari e ai suoi rapporti con l’adozione legittimante, nel quadro delle riforme normative che si sono succedute negli ultimi anni e nell’evoluzione della giurisprudenza della Cedu.


Keywords: Stepchild adoption, adozione in casi particolari, constatata impossibilità di affidamento preadottivo, omogenitorialità, migliore interesse del minore.

Valeria Montaruli, in "MINORIGIUSTIZIA" 1/2017, pp. 160-169, DOI:10.3280/MG2017-001020

   

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