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Convergenze tra fenomenologia e psicoanalisi
Titolo Rivista: GRUPPI 
Autori/Curatori: Carla Rufina Zennaro 
Anno di pubblicazione:  2016 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  15 P. 11-25 Dimensione file:  181 KB
DOI:  10.3280/GRU2016-002002
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In questo scritto l’autrice è impegnata nella ricerca delle convergenze e delle differenze tra fenomenologia e psicoanalisi: i due indirizzi teorici, i punti di riferimento della sua formazione e della sua pratica professionale che le consentono una maggiore comprensione dei movimenti dell’umano sentire e un più efficace aiuto ai pazienti. In particolare racconta due dei più significativi incontri fatti durante la sua formazione personale: il primo col prof. Ferdinando Barison, "il Direttore", "il Primario" dell’ospedale psichiatrico di Padova, il secondo col dr. Ludwig Binswanger, "il Grande Vecchio". Durante gli anni della formazione giovanile l’autrice ha frequentato l’ospedale psichiatrico a Padova e una prestigiosa clinica in Svizzera: lì ha avuto modo di riflettere sia sui pericoli che derivano dal nostro lavoro e dal nostro coinvolgimento emotivo con certe patologie psichiche, sia sulla funzione di salvaguardia della salute fisica e mentale e sulla funzione protettiva che il primario, il gruppo di colleghi e le discussioni con loro esercitano su ciascuno di noi. Questo confronto permette una maggiore comprensione del paziente, la possibilità di condividere ansie e paure e di meglio capire i vissuti transferali e controtransferali che sorgono dall’incontro con i pazienti gravi. Ecco la convergenza tra fenomenologia e psicoanalisi: l’apertura all’Altro implica il coinvolgimento sia dell’intrapsichico sia dell’intersoggettivo. Fin dal primo incontro, curato e curante, analizzando e analista instaurano movimenti reciproci di transfert e di controtransfert, vivono nuove esperienze umane e creano assieme qualcosa di nuovo sulla base delle proprie Soggettività. Ed ecco la differenza fondamentale, ma solo dottrinale, tra i due indirizzi teorici: la fenomenologia rifiuta la metapsicologia come una sovrastruttura non necessaria per l’incontro col paziente e per la sua comprensione. L’applicazione della metapsicologia serve da contenitore delle emozioni e del pensiero del terapeuta per evitare di sprofondare nell’abisso col paziente; ma rischia di essere usata come difesa per rifugiarsi nella teoria e non ascoltare gli affetti.


Keywords: Psicoanalisi, Fenomenologia, Patologie gravi, Funzione protettiva del gruppo di lavoro, Incontro con l’Altro, Psicopatologia clinica.

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Carla Rufina Zennaro, in "GRUPPI" 2/2016, pp. 11-25, DOI:10.3280/GRU2016-002002

   

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