Transitando nell’istituzione carceraria: l’esperienza di un gruppo di "discussione civile"

Titolo Rivista: GRUPPI
Autori/Curatori: Cristina Marogna, Floriana Caccamo, Massimo De Mari
Anno di pubblicazione: 2016 Fascicolo: 2 Lingua: English
Numero pagine: 17 P. 160-176 Dimensione file: 172 KB
DOI: 10.3280/GRU2016-002013
Il DOI è il codice a barre della proprietà intellettuale: per saperne di più clicca qui

Qui sotto puoi vedere in anteprima la prima pagina di questo articolo.

Se questo articolo ti interessa, lo puoi acquistare (e scaricare in formato pdf) seguendo le facili indicazioni per acquistare il download credit.
Acquista Download Credits per scaricare questo Articolo in formato PDF

anteprima articolo

FrancoAngeli è membro della Publishers International Linking Association, Inc (PILA)associazione indipendente e non profit per facilitare (attraverso i servizi tecnologici implementati da CrossRef.org) l’accesso degli studiosi ai contenuti digitali nelle pubblicazioni professionali e scientifiche

Questo lavoro si propone di indagare il ruolo dell’istituzione carceraria nel proteggere l’individuo dalle angosce persecutorie e depressive. Gli autori, nel trattare il tema del campo istituzionale che si crea in carcere, sottolineano il criterio dell’isomorfismo tra offerta di servizi e modelli organizzativi adottati. La fenomenologia dell’isomorfismo considerata dal punto di vista del gruppo permette di osservare come il gruppo, confrontato su alcune specifiche immagini, fantasie ed esperienze portate dal singolo, senta direttamente tali eventi mentali come loro e metta in atto una reazione sostanziale che è difensiva e inconscia.

  1. Balier C. (2005). Psychanalyse des comportements violents. Paris: Puf.
  2. Begoin-Guignard F. (1991). Identification projective et identité de groupe. Journal de la Psychanalyse de l’Enfant, 10: 23-45.
  3. Bion W. (1961). Esperienze nei gruppi. Roma: Armando Editore, 1971.
  4. Bion W. (1962). Apprendere dall’esperienza. Roma: Armando Editore, 1972.
  5. Bleger J. (1989). Psicoigiene e Psicologia istituzionale. Loreto: Ed. Lauretana.
  6. Carrà G., Giacobone C., Pozzi F., Alecci P. & Barale F. (2004). Prevalence of Mental Disorder and Related Treatments in a Local Jail: a 20-month Consecutive Case Study. Epidemiologia e Psichiatria Sociale, 13, 1: 47-54. DOI: 10.1017/S1121189X0000322
  7. Corbella S. (2003). Storie e luoghi del gruppo. Milano: Raffaello Cortina.
  8. Correale A. (2007). Area traumatica e campo istituzionale. Roma: Borla.
  9. Enriquez E. (1992). L’organization en analyse. Paris: PUF.
  10. Fazel S., Cartwright J., Norman-Nott A. & Hawton K. (2008). Suicide in Prisoners: a Systematic Review of Risk Factors. J. of Clinical Psychiatry, 69: 1721-1731.
  11. Fazel S. & Danesh J. (2002). Serious Mental Disorder Among 23,000 Prisoners: Systematic Review of 62 Surveys. Lancet, 359: 545-550. DOI: 10.1016/S0140-6736(02)07740-
  12. Ferrario G., Campostrini F. e Polli C. (2005). Psicologia e carcere. Milano: FrancoAngeli.
  13. Freud S. (1921). Psicologia delle masse e analisi dell’Io. OSF, 9. Torino: Bollati Boringhieri.
  14. Goffman E. (1961). Asylums. Torino: Einaudi, 1968.
  15. Gussak D. (2007). The Effectiveness of Art Therapy in Reducing Depression in Prison Populations. International Journal of Offender Therapy and Comparative Criminology, 51, 4: 444-460. DOI: 10.1177/0306624X0629413
  16. Jaques E. (1966). Sistemi sociali come difesa contro l’ansia persecutoria e depressiva. In: Klein M., Heimman P. e Money-Kyrle R., a cura di, Nuove vie della psicoanalisi. Milano: Il Saggiatore.
  17. Kaës R. (1976). L’apparato pluripsichico: costruzioni del gruppo. Roma: Armando Editore, 1983.
  18. Kaës R. (2007). Un singolare plurale. Roma: Borla.
  19. Kafka F. (1925). Il processo. Torino: Einaudi, 1983.
  20. Kernberg O. (1998). Le relazioni nei gruppi. Ideologia, conflitto, leadership. Milano: Raffaello Cortina.
  21. Lewin K. (1951). Teoria e sperimentazione in psicologia sociale. Bologna: Il Mulino.
  22. Lhuilier D. (2000). La santé en prison: permanence et changement. In: Veil C. e Lhuilier D., La prison en changement. Ramonville-Saint-Agne: Erès.
  23. McDougall J. (1920). A Note on Suggestion. Journal of Neurology and Psychopathology, 1, 1: 1-10.
  24. Milliken R. (2002). Dance/movement Therapy as a Creative Arts Therapy Approach in Prison to the Treatment of Violence. The Arts in Psychotherapy, 29: 203-206. DOI: 10.1016/S0197-4556(02)00151-X
  25. Milner M. (1987). La follia rimossa delle persone sane. Roma: Borla.
  26. Ministero della Giustizia (2005). “Osservazioni, inchieste e altre attività degli Uepe. Dati ripartiti per sesso”. Direzione generale di statistica.
  27. Morgan R.D., Kroner D.G. & Mills, J.F. (2006). Group Psychotherapy in Prison: Facilitating Change inside the Walls. Journal of Contemporary Psychotherapy, 36, 3: 137-144. DOI: 10.1007/BF0272905
  28. Neri C. (2011). Gruppo. Roma: Borla.
  29. Quinodoz J.M. (1992). La solitudine addomesticata. Roma: Borla.
  30. Ravit M. (2008). Construire sa peine: temporalité et travail psychique en prison, dans un groupe “Photolangage”. Bulletin de Psychologie, 1, 493: 63-70. DOI : 10.3917/bupsy.493.0063
  31. Sarchiapone M., Carli V., Giannantonio M. & Roy A. (2009). Risk Factors for Attempting Suicide in Prisoners. Suicide Life Threat Behaviour, 39, 3: 343-350.
  32. Schaller G., Zimmermann C. & Raymond L. (1996). Risk Factors in Self Injurious Behavior in a Swiss Prison. Sozial Praventivmedizin, 41: 249-256.
  33. Vacheret C. (2008). Foto, gruppo e cura psichica. Napoli: Liguori.
  34. Yalom I.D. & Leszcz M. (2005). Theory and Practice of Group Psychotherapy. New York: Basic Books.
  35. Zagury D. (2001). Le psychiatre face aux expressions actuelles de la violence. Perspectives psychiatriques, 40, 3: 194-198.

Cristina Marogna, Floriana Caccamo, Massimo De Mari, Transitando nell’istituzione carceraria: l’esperienza di un gruppo di "discussione civile" in "GRUPPI" 2/2016, pp 160-176, DOI: 10.3280/GRU2016-002013