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Colonizzazione per consenso: Ma’ale Adumim e la politica israeliana degli insediamenti
Titolo Rivista: PASSATO E PRESENTE 
Autori/Curatori: Marco Allegra, Ariel Handel 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: 102 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  21 P. 47-67 Dimensione file:  159 KB
DOI:  10.3280/PASS2017-102003
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The exam of the events that brought about the creation of the first nucleus of the settlement of Ma’ale Adumim (1975) challenge some of the widespread stereotypes on Israel’s settlement policy in the West Bank, as well as the conventional wisdom emerging from most scholarly contributions on the theme. The history of Ma’ale Adumim demonstrates how the proliferation of the settlements was the product of active cooperation between sectors of the Israeli Labour party, the Likud and the settlers movement, and eased by the existence of a broad consensus on the creation of large suburban settlements in the periphery of Jerusalem.
Keywords: Colonie, Israele, Palestina, Ma’ale Adumin, Gerusalemme

  1. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 357; R. Ranta, The Wasted Decade, cit., p. 237.
  2. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 357.
  3. Eli Raz, intervista.
  4. R. Ranta, The Wasted Decade cit., p. 237.
  5. AMMA/6900.0/Davar, 3 febbraio 1972; AMMA/6920.0/Maariv, 29 marzo 1972.
  6. Perez, Ansbacher, interviste.
  7. W. Harris, Taking Root cit.; G. Gorenberg, The Accidental Empire cit.; R. Ranta, The Wasted Decade cit.
  8. G. Gorenberg, The Accidental Empire cit., pp. 297-98.
  9. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., pp. 358-59.
  10. Le ricerche di Marco Allegra su Ma’ale Adumim sono state rese possibili da un finanziamento della Fundação para a Ciência e a Tecnologia (Fct) - Ministério da Ciencia, Tecnologia e Ensino Superior, Portogallo (Ref: SFRH/BPD/74721/2010) e dai fondi di ricerca dell’Iscte-Iul Scientific Award (2015).
  11. Alla fine del 2013 (periodo per il quale sono disponibili dati relativamente accurati e completi) la popolazione dei coloni ammontava a 567.000 unità, di cui 211.000 residenti a Gerusalemme Est: nostre stime basate su dati dell’Israeli Central Bureau of Statistics, del Jerusalem Institute for Israel Studies e di BT’selem, in M. Allegra-A. Handel-E. Maggor, Appendix, in Idd., Normalizing the Occupation: The Politics of Everyday Life in the West Bank Settlements, Indiana UP, Bloomington 2017.
  12. Gli autori del presente saggio hanno pubblicato alcuni articoli sulla politica degli insediamenti: oltre al volume del 2017, cfr. A. Handel-G. Rand-M. Allegra, Wine-Washing: Colonization, normalization, and the geopolitics of terroir in the West Bank’s settlements, «Environment and Planning A», 47 (2015), n. 6, pp. 1351-57; M. Allegra, The politics of suburbia: Israel’s settlement policy and the production of space in the metropolitan area of Jerusalem, ivi, 45 (2013), n. 3, pp. 497-516.
  13. Alcune stime suggeriscono che, a seconda della definizione adottata, tra 2/3 e l’80% dei coloni risieda nell’area metropolitana di Gerusalemme: cfr. M. Allegra, Habanaliyut shel hakibush: hapolitika shel hapirvur beMa’ale Adumim (La banalità dell’occupazione: la politica della suburbanizzazione a Ma’ale Adumim), «Teoria U’vikoret» (Theory and Criticism) [in ebraico]; M. Allegra-A. Handel-E. Maggor, Appendix cit.
  14. Una recente ricerca condotta da Oded Haklai ha evidenziato come, per esempio, circa 2/3 degli israeliani tra i 18 e i 39 anni sia convinta che l’insediamento di Ariel (uno tra i maggiori in Cisgiordania, da lungo tempo al centro di vivaci polemiche internazionali riguardo allo statuto dell’Università là esistente) si trovi dentro i confini pre-1967 di Israele; cfr. O. Haklai, 1967. Why more and more Israeli Jews think the settlements are in Israel, «Fathom», 16 (2017), http://fathomjournal.org/1967-why-more-and-more-israeli-jews-thinkthe-settlements-are-in-israel/.
  15. I documenti dell’AMMA (situato nel comune di Ma’ale Adumim, http://ma-archive.org.il/parch.htm) sono catalogati attraverso l’attribuzione di un numero progressivo assegnato su base cronologica. Nel testo i riferimenti a questi documenti sono riportati nella forma seguente: AMMA/[numero di catalogo]/[descrizione sintetica del documento o, in caso di ritagli di giornali, nome della testata], data. Le traduzioni dall’ebraico, salvo dove diversamente indicato, sono di Ariel Handel. Le interviste citate nel testo sono state realizzate con alcuni membri del nucleo originario dei residenti di Ma’ale Adumim – Eli Raz, Shimon Ansbacher, Avner Perez, Eli Pintus – nel giugno 2013.
  16. Cfr. M. Allegra, Dr. E-1 or: How I learned to stop worrying about the Two State Solution, «Open Democracy», 2014 (www.opendemocracy.net/arab-awakening/marco-allegra/e1-or-how-i-learned-to-stop-worrying-about-twostate-solution).
  17. Cfr. W. Harris, Taking Root: Israeli Settlements in the West Bank, the Golan, and Gaza-Sinai, 1967-1980, Research Studies Press, Chichester (UK)-New York 1980; P. Demant, Ploughshares Into Swords: Israeli Settlement Policy in the Occupied Territories, 1967-1977, Amsterdam UP, Amsterdam 1988; G. Gorenberg, The Accidental Empire: Israel and the Birth of Settlements, 1967-1977, Times Books, New York 2006; A. Eldar-I. Zertal, Lords of the land: the war over Israel’s settlements in the occupied territories, 1967-2007, Nation Books, New York 2007.
  18. O. Yiftachel, Ethnocracy: Land and Identity Politics in Israel/Palestine, University of Pennsylvania Press, Philadelphia 2006; E. Weizman, Hollow Land: Israel’s Architecture of Occupation, Verso, London-New York 2007; N. Gordon, Israel’s Occupation, University of California Press, Berkeley-Los Angeles-London 2008; V. Tilley, The One-State Solution: A Breakthrough for Peace in the Israeli-Palestinian Deadlock, University of Michigan Press, Ann Arbor 2010. Cfr. inoltre il dibattito tra Sammi Smooha, Ruth Gavison, As’ad Ghanem, Nadim Rouhana, Oren Yiftachel e Alan Dowty («Israel Studies», 1997-99). Sui riflessi geopolitici dell’espansione delle colonie cfr. R. Reuveny, Fundamentalist colonialism: the geopolitics of Israeli-Palestinian conflict, «Political Geography», 22 (2003), n. 4, pp. 347-80. Esiste un’abbondante produzione di report e dati sul tema da parte di ong (es. BT’selem e Peace Now) che però si esaurisce quasi esclusivamente nel monitoraggio dell’espansione delle colonie e delle conseguenze legali e umanitarie sulla popolazione palestinese.
  19. Cfr. R. Isaac, Israel Divided: Ideological Politics in the Jewish State, Johns Hopkins UP, Baltimore 1976; I. Lustick, For the land and the Lord: Jewish Fundamentalism in Israel, Council on Foreign Relations, New York 1988; G. Aran, Jewish Zionist fundamentalism: the Block of the Faithful in Israel (Gush Emunim), in M.E. Marty-R.S. Appleby (eds.), Fundamentalism Observed, University of Chicago Press, Chicago 1991, pp. 265-344; E. Sprinzak, The ascendance of Israel’s Radical Right, Oxford UP, Oxford-New York 1991; R. Friedman, Zealots for Zion: Inside Israel’s West Bank Settlement Movement, Random House, New York 1992; M. Feige, Settling in the Hearts: Jewish Fundamentalism in the Occupied Territories, Wayne State UP, Detroit 2009. Per un contributo in italiano cfr. R. Guolo, Terra e Redenzione, Guerini e associati, Milano 1997.
  20. Il Gush Emunim (Blocco dei Fedeli) fu fondato nel 1974 da giovani seguaci del rabbino Tzvi Yehuda Kook (figlio di Avraham Isaac Kook, figura chiave del sionismo religioso) vicini al Mafdal, il Partito nazional-religioso.
  21. W. Harris, Taking Root cit., p. 150; P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., pp. 357-59; G. Gorenberg, The Accidental Empire cit., p. 309.
  22. R. Ranta, The Wasted Decade: Israel’s Policies Towards the Occupied Territories, 1967-1977, University College London, London 2009 (Phd dissertation), p. 237.
  23. E. Weizman, Hollow Land cit., p. 111.
  24. N. Shalev (Bimkom/BT’selem), The Hidden Agenda. The Establishment and Expansion Plans of Ma’ale Adummim and their Human Rights Ramifications, Bimkom e BT’selem, 2009, p. 11. Cfr. S. Gazit, Trapped Fools: Thirty Years of Israeli Policy in the Territories, Frank Cass, Portland (OR) 2003, p. 246.
  25. Lo speciale status dell’area è confermato dal fatto che nel 1975, nel corso dello sviluppo dei piani per l’area industriale di Mishor Adumim, il governo ricorse alla procedura allora inusuale dell’esproprio (sancendone così l’inclusione nel demanio) dei terreni, non alla loro requisizione (formalmente temporanea). L’annessione dell’area di Ma’ale Adumim fu nuovamente proposta senza successo nell’ottobre 1973 dal ministro della Giustizia Yaakov Shapira: cfr. M. Benvenisti, Jerusalem, the Torn City, University of Minnesota Press, Minneapolis 1976, p. 248; P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., pp. 356-57.
  26. R. Ranta, The Wasted Decade, cit., pp. 98-99, 237.
  27. Eli Raz, intervista. Anche Mick Dumper considera Dayan fra i primi promotori del progetto per la costruzione di una colonia lungo la strada Gerusalemme-Gerico: The Politics of Jerusalem since 1967, Columbia UP, New York 1997, n194.
  28. La futura colonia era allora indicata con il nome di Jericho Ilit (Gerico Alta) o Kiryat Jericho (Città di Gerico) e avrebbe dovuto essere costruita tra Gerico e Gerusalemme, a circa 16-18 km di distanza dalla seconda. Apparentemente, all’epoca Galili aveva già compiuto a tal scopo diverse visite presso il sito (AMMA/6920.0/Maariv, 29 marzo 1972). Fonti giornalistiche riportavano circa i piani «ben noti» per la costruzione di un insediamento nell’area (AMMA/6940.0/Davar, 11 ottobre 1972; AMMA/6900.0/Davar, 3 febbraio 1972). Per l’intervista ad Allon a «Maariv» del 24 marzo 1972 cfr. R. Ranta, The Wasted Decade, cit., pp. 184-85. Sull’ordine militare cfr. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 357; N. Shalev, The Hidden Agenda cit., p. 9.
  29. AMMA/6900.0/Davar, 3 febbraio 1972; AMMA/6920.0/Maariv, 29 marzo 1972; AMMA/6940.0/Davar, 11 ottobre 1972. Cfr. anche W. Harris, Taking Root cit., pp. 39, 107, 109; P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 356. Questa interpretazione pare confermata da successive dichiarazioni di Allon: cfr. G. Gorenberg, The Accidental Empire cit., p. 319.
  30. Alcune interviste ai membri del garin religioso (Ansbacher e Avner) sembrano confermare che la partecipazione di Ben-Arie si interruppe subito dopo luglio 1974. Eli Pintus (tra i membri del nucleo originario di residenti di Ma’ale Adumim, unitosi al gruppo nell’ottobre 1974) non incontrò mai Ben-Arie (intervista). Secondo Perez, al momento del suo ingresso nel garin, il gruppo di Ben-Arie era sull’orlo dello scioglimento. In apparenza, Zvi Spalter fu l’unico membro del garin di Ben-Arie a continuare l’attività nel nuovo gruppo. I documenti dell’AMMA sembrano confermare questa ricostruzione: l’ultimo documento a menzionare Ben-Arie è dell’agosto 1974 (AMMA/5.0/Sharon, lettera a Galili, s.d. ma probabilmente luglio 1974; AMMA/10.0/Ben-Arie, invito a partecipare alla riunione del garin, 18 luglio 1974; Maariv/7030.0, 29 luglio 1974; AMMA/40.0/Verbali delle riunioni del garin religioso, 1 agosto 1974).
  31. Ansbacher, Perez, interviste.
  32. AMMA/90.0/Comunicato che riporta la nascita del garin sponsorizzato dal Likud, 5 agosto 1974; AMMA/40.0/Verbali delle riunione del garin religioso, 1 agosto 1974.
  33. Nel luglio 1975 rappresentanti del garin di Raz dichiararono, in un lungo articolo pubblicato da «Maariv», che il loro scopo era offrire a coloro che sostenevano la politica di colonizzazione la possibilità di restare all’interno del Partito laburista, resistendo alle sirene di Gush Emunim e Likud (AMMA/7010.0/Maariv, 19 luglio 1974). Dall’esame dei documenti, la motivazione dei membri del garin del Likud sembra derivare dalla volontà di non restare esclusi, a vantaggio dei laburisti e Gush Emunim, dalla partecipazione all’operazione Ma’ale Adumim, accreditando così il Likud fra gli attori della politica di colonizzazione (AMMA/80.0/Verbali della riunione del Comitato per gli insediamenti del Likud, agosto 1974; AMMA/85.0/Richiesta di fondi al Likud da parte della Sezione giovanile del Likud, agosto 1974).
  34. AMMA/40.0/Verbali della riunione del garin religioso, 1 agosto 1974.
  35. AMMA/110.0/Verbali della riunione congiunta dei garin, 7 agosto 1974; AMMA/260.0/Verbali della riunione congiunta dei garin, 24 settembre 1974; AMMA/270.0/Verbali della riunione congiunta dei garin, 29 settembre 1974.
  36. Nonostante gli scarsi risultati ottenuti, il gruppo di Raz era nell’estate 1974 ancora autonomamente attivo, come dimostrato da un lungo articolo apparso su «Maariv», dedicato alle attività del garin laborista; AMMA/7010.0/Maariv, 19 luglio 1974.
  37. AMMA/407.0/Peres, lettera a Ben-Zvi, s.d., ma probabilmente fine 1974; AMMA/932.0/Ben-Zvi, lettera ad Allon, 3 marzo 1975.
  38. Ansbacher e Perez, interviste; AMMA/40.0/Verbali della riunione del garin religioso, 1 agosto 1975. In questo, i membri del gruppo originale di Ben-Arie erano in effetti più scettici sulla possibile cooperazione con i laburisti.
  39. AMMA/2980.0/Comitato di Ma’ale Adumim, lettera al Gush Emunim, 21 maggio 1978; AMMA/3000.0/Gush Emunim, risposta al Comitato di Ma’ale Adumim.
  40. AMMA/300.0/GMA, lettera a Galili/15.10.1974; AMMA/430.0/GMA, verbali della riunione, 19 novembre 1974; AMMA/440.0/GMA, lettera a Galili, 21 novembre 1974. Il 19 novembre, durante la riunione che ufficializzò la nascita del GMA, i rappresentanti dei garin chiarirono per la prima volta il loro scopo ultimo, ovvero la nascita di Ma’ale Adumim come nuovo centro urbano; cfr. anche AMMA/1575.0; AMMA/460.0/GMA, lettera a Galili, 25 novembre 1974.
  41. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 359.
  42. Ibidem; AMMA/915.0/AAA, 2 marzo 1975.
  43. AMMA/216.0/Bar-Zilla, lettera a Rabin, 2 marzo 1974; AMMA/932.0/Ben-Zvi, lettera ad Allon, 3 marzo 1975.
  44. Ivi, pp. 358-359; Demant indica, tra i sostenitori del piano per Ma’ale Adumim, i membri del governo Yisrael Galili, Shimon Peres e Gad Yacobi (Rafi), Yosef Burg e Michael Chasani (MAFDAL); tra i suoi avversari Avraham Ofer, Yehoshua Rabinowitz, Haim Zadok e Haim Bar-Lev (Labor), Victor Shem-Tov e Shlomo Rosen (Mapam); tra coloro che avevano una posizione di compromesso Rabin, Allon, Moshe Baram, Aharon Yadlin, Aharon Uzan e Aharon Yariv. Alla luce del coinvolgimento attivo di Galili, si può ipotizzare che Allon, pur mantenendo un ruolo più defilato, sostenesse attivamente il progetto. Cfr. anche G. Gorenberg, The Accidental Empire cit., p. 297.
  45. Il primo documento archiviato nell’AMMA è in effetti una lettera di Ariel Sharon a Galili, di richiesta di ricevere Ben-Arie, a capo di un gruppo di 70 famiglie che desideravano fondare un insediamento a Ma’ale Adumim: AMMA/5.0/Sharon, lettera a Galili, s.d. ma probabilmente luglio 1974.
  46. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 358; N. Shalev, The Hidden Agenda cit., p. 12.
  47. AMMA/245.0/Attorney General, lettera al ministro della Giustizia, 12 settembre 1974. Sul memorandum di Galili Development of the Ma’ale Adumim Area-Explanatory Notes, 31 October 1974 (Anatot-Ma’ale Adumim File, vol. 3, ISA/77/A/7314/10) cfr. N. Shalev, The Hidden Agenda. The Establishment and Expansion Plans of Ma’ale Adummim and their Human Rights Ramifications, Bimkom and BT’Selem, Jerusalem 2009, p. 12.
  48. AMMA/135.0/Zorea, lettera a Galili, 11 agosto 1974; AMMA/145.0/Galili, nomina di Zorea a capo del gruppo di lavoro, 15 agosto 1974; cfr. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., pp. 358-59. Dalle fonti esaminate, emerge che la creazione del gruppo di Zorea era stata sostenuta da Galili allo scopo di controbilanciare l’azione del comitato di Shamgar, concentrata sul progetto dell’area industriale e posta sotto l’autorità di Ofer e Bar-Lev, rappresentanti delle “colombe” nell’esecutivo di Rabin.
  49. AMMA/365.0/CDMA, protocollo confidenziale, 11 novembre 1974.
  50. L’ipotesi sembra trovare conferma nei documenti esaminati. Rabin avrebbe risposto alle proteste di Ofer confermando che la creazione del comitato era stata un’iniziativa condivisa, per cui non era stato necessario richiedere alcuna approvazione ad altri membri dell’esecutivo: cfr. AMMA/Ofer, lettera alla segreteria del primo ministro Rabin, 29 novembre 1974; AMMA/505.0/Rabin, risposta a Ofer, 4 dicembre 1974.
  51. R. Ranta, The Wasted Decade cit., p. 238.
  52. M. Benvenisti, Conflicts and Contradictions (1986), Eshel Books, Savage (MD) 1988, p. 137.
  53. AMMA/335.0/Galili’s proposal to the government, 31 ottobre 1974.
  54. AMMA/485.0/Decisione governativa n. 159 Sviluppo di Gerusalemme, 24 novembre 1974; cfr. anche N. Shalev, The Hidden Agenda cit., pp. 12-13; AMMA/737.0/Rassicurazioni del primo ministro, 21 gennaio 1975. Specificamente, il governo approvò tanto le raccomandazioni di Shamgar (relative alla posizione dell’area industriale) quanto quelle di Zorea (per lo sviluppo di un progetto residenziale collegato a quest’ultima); quest’ultima proposta non includeva numeri precise e fu approvata con una maggioranza di undici voti a sei.
  55. AMMA/335.0/Galili, proposta al governo, 31 ottobre 1974; AMMA/365.0/CDMA, protocollo confidenziale, 11 novembre 1974.
  56. G. Gorenberg, The Accidental Empire, cit., p. 305; N. Shalev, The Hidden Agenda cit., pp. 13-14 (citazioni dai verbali di una riunione tenuta l’8 gennaio 1975, traduzione di Nir Shalev).
  57. Jewish Telegraphic Agency, 3 marzo 1975 (www.jta.org/1975/03/03/archive/army-unitsremove-illegal-settlers-from-west-bank-site).
  58. AMMA/253.0/Attivisti del Likud, lettera a Galili, 22 settembre 1974; AMMA/166.0. Galili fu costantemente informato dei progressi compiuti verso la fusione definitiva dei garin (AMMA/300.0; AMMA/440; AMMA/310.0). Cfr. anche G. Gorenberg, The Accidental Empire cit., p. 305). Lo stesso giorno in cui il governo decise sulla proposta di Galili (24 novembre), quest’ultimo incontrò Hanan Porat per discutere i dettagli e la logistica del progetto nell’ottica di un imminente avvio dei lavori: AMMA/470.0/GMA, verbali della riunione, 25 novembre 1974. All’inizio di dicembre i rappresentanti del GMA inviarono una lettera a Galili per ringraziarlo del suo sostegno: AMMA/540.0; AMMA/550.0.
  59. G. Gorenberg, The Accidental Empire cit., p. 305.
  60. Ibidem; cfr. anche R. Ranta, The Wasted Decade cit., p. 241.
  61. AMMA/645.0; AMMA/745.0; cfr. anche AMMA/630.0.
  62. AMMA/495.0; AMMA/505.0.
  63. AMMA/745.0. Rabin avrebbe in seguito difeso il trasferimento di responsabilità descrivendolo come una procedura standard: cfr. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 361; cfr. anche AMMA/1154.0/Rabin, risposta a Raz.
  64. G. Gorenberg, The Accidental Empire cit., p. 305
  65. «Jewish Telegraphic Agency», 13 January 1975.
  66. R. Ranta, The Wasted Decade cit., pp. 239-40.
  67. Lo scandalo fu ampiamente coperto dalla stampa israeliana: AMMA/7200.0/Maariv, 6 gennaio 1975; AMMA/7240.0/Maariv, 8 gennaio 1975; AMMA/7270.0/Maariv, 9 gennaio 1975; AMMA/7300.0/Al Hamishmar, 9 gennaio 1975; AMMA/7920.0/Hamishmar, 29 gennaio 1975.
  68. AMMA/720.0/Verbali della riunione del governo, 8-10 gennaio 1975.
  69. «Jewish Telgraphic Agency», 13 January 1975 (www.jta.org/1975/01/13/archive/work-onmaale-adumim-industrial-zone-to-continue-on-schedule). Per le frasi Rabin cfr. R. Ranta, The Wasted Decade cit., p. 241.
  70. La decisione è confermata da AMMA/750.0/Verbali della riunione del GMA, 19 gennaio 1975; un documento interno elaborato successivamente dalla compagnia contattata per i lavori indicava un totale di 300-350 residenti: AMMA/1007.0/AAA, 31 marzo 1975.
  71. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., pp. 360-63; AMMA/7880.0/Maariv, 28 gennaio 1975; AMMA/8060.0/Maariv, 26 febbraio 1975.
  72. Nel 1965, un bollettino pubblicato dal Gush Emunim lamentava il fatto che il governo, alla vigilia della realizzazione del progetto, ne avesse trasferito la responsabilità alla troika di ministri: cfr. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 360; cfr. AMMA/825.0/Raz, lettera a Rabin, 31 gennaio 1975.
  73. Diversi documenti dell’AMMA illustrano i progressi dei lavori all’inizio del 1975: AMMA/835.0/CDMA, report, 23 febbraio 1975; AMMA/985.0/Ministero dell’edilizia e dei Lavori pubblici, Piano di lavoro, 18 marzo 1975; AMMA/1007.0/Arim (società di costruzioni), report sul progresso dei lavori, 31 marzo 1975; AMMA/1005.0/Decisione del Comitato ministeriale per gli espropri di terreni, 30 marzo 1975.
  74. AMMA/820.0/GMA, verbali della riunione, 28 gennaio 1974; AMMA/830/GMA, verbali della riunione/1.2.1975. Alla fine di gennaio, Eli Raz scrisse a Rabin esprimendo la speranza che l’azione della troika ministeriale facilitasse, senza ulteriori ritardi, il processo di creazione della colonia: cfr. AMMA/825.0/Raz, lettera a Rabin, 31 gennaio 1975; per la replica di Rabin cfr. AMMA/1145.0/Rabin, risposta a Raz, 14 maggio 1975.
  75. G. Gorenberg, The Accidental Empire cit., p. 309; P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 361.
  76. AMMA/900.0/GMA, comunicato stampa, 2 marzo 1975. Cfr. Jewish Telegraphic Agency, 3 marzo 1975 (www.jta.org/1975/03/03/archive/army-units-remove-illegal-settlersfrom-west-bank-site).
  77. M. Thorpe, Prescriptions for Conflits: Israel’s West Bank Settlements, Foundation for Middle East Peace, Washington 1984; cfr. anche AMMA/1050.0/Invito ai membri del garin a partecipare alla preghiera nella nuova sinagoga, 11 aprile 1975. Il ruolo di Uri Ariel è confermato da Avner Perez (intervista).
  78. P. Demant, Ploughshares Into Swords cit., p. 361; G. Gorenberg, The Accidental Empire cit., p. 319.
  79. Ivi, p. 328.
  80. Ansbacher, intervista

Marco Allegra, Ariel Handel, in "PASSATO E PRESENTE" 102/2017, pp. 47-67, DOI:10.3280/PASS2017-102003

   

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