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Le nuove forme del sintomo in adolescenza. Ruolo del Gruppo Multifamiliare
Titolo Rivista: INTERAZIONI 
Autori/Curatori: Carlo Vittorio Valenti, Giorgio Barbera 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  14 P. 82-95 Dimensione file:  183 KB
DOI:  10.3280/INT2017-002008
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Nei Dipartimenti di Salute mentale abbiamo bisogno di una mappa che riorganizzi il nostro lavoro, rendendo leggibile il centro del nostro intervento, che dovrebbe essere quello dell’intervento precoce in psichiatria, dell’individuazione degli stati mentali a rischio, della ricostruzione e della comprensione dei percorsi della patologia e di individuazione di interventi possibili ed efficaci. Parliamo di "clinica del vuoto", che comprende tutte quelle manifestazioni sintomatiche che caratterizzano la nostra epoca: anoressie, bulimie, obesità, tossicodipendenze, attacchi di panico, depressioni. Più in generale, in tutte le nuove configurazioni del sintomo, non prevale il binomio rimozione/ritorno del rimosso, come avviene nella clinica della nevrosi classica, ma il binomio angoscia/difesa. Il tema del narcisismo interviene a definire uno dei contenuti principali della clinica del vuoto. Abbiamo a che fare con soggetti che hanno una costituzione narcisistica debole, che vivono la loro vita come superflua, insensata, vulnerabile, sradicata, senza desideri e senza senso. Ebbene, rispetto a questa fragilità narcisistica, il sintomo (anoressia, tossicomania, bulimia, ecc.) funziona come una sorta di iniezione, di cemento narcisistico dell’identità. Le nuove forme sintomatologiche e comportamentali sembrano così riconducibili al conflitto in cui gioca un ruolo centrale un’istanza che non può più essere identificata con il Super-Io, ma piuttosto con l’ideale dell’Io, ed anche al ruolo che il corpo gioca in questa vicenda. Gli ideali dell’Io appaiono come ideali molto crudeli che costringono a disprezzare il corpo, a punirlo, ucciderlo, o comunque farlo scomparire allo sguardo degli altri (abbiamo così il suicidio, l’autolesionismo, il ritiro sociale, i disturbi della condotta alimentare). Il gruppo multifamiliare diventa il luogo dove poter mettere in gioco tutti questi aspetti; lo possiamo pensare come una "rete sociale primaria artificiale" che fornisce sostegno e disponibilità di nuovi apprendimenti quando si è prodotta una sorta di "rottura" nella rete sociale naturale.


Keywords: Intervento precoce, stati mentali a rischio, clinica del vuoto, narcisismo, gruppo multifamiliare.

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Carlo Vittorio Valenti, Giorgio Barbera, in "INTERAZIONI" 2/2017, pp. 82-95, DOI:10.3280/INT2017-002008

   

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