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Tesori ovvero beni denaro-equivalenti. Considerazioni sulle funzioni degli oggetti nell’antico regime (secoli XV-XVIII)
Titolo Rivista: SOCIETÀ E STORIA  
Autori/Curatori: Maria Stella Rollandi, Marina Romani 
Anno di pubblicazione:  2018 Fascicolo: 159 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  34 P. 1-34 Dimensione file:  119 KB
DOI:  10.3280/SS2018-159001
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Questo saggio si focalizza sulle funzioni, materiali e simboliche, espletate da alcune tipologie di beni preziosi presso gli strati superiori della società di Mantova e di Genova tra basso Medioevo ed Età moderna. Gli autori cercheranno di dimostrare come alcune imperfezioni dei circuiti monetari di antico regime spingessero i loro proprietari ad utilizzarli, in particolari circostanze, come se fossero moneta. I conii in oro e in argento sembrano più vocati alla circolazione che all’accumulazione Quest’ultima funzione appare infatti prevalentemente svolta dagli oggetti preziosi. Tuttavia i modi di assegnare un valore alle cose variavano in relazione a specifiche situazioni. Quando i beni erano impegnati o venduti per ottenere liquidità il valore della materia prima prevaleva sulla manifattura. Al contrario, in sede di acquisto o di committenza questo aspetto risulta prioritario. L’ipotesi è che il fenomeno dipendesse dalla particolare natura della moneta merce che era fatta degli stessi metalli con cui erano fatti gli oggetti ed era fungibile con essi. Le condizioni che permisero alla componente artistica di aumentare la sua rilevanza (anche in presenza di un valore intrinseco quasi nullo, come nel caso dei quadri) si verificarono probabilmente solo nel momento in cui le divise diventano pura rappresentazione astratta del valore e la proprietà rafforza il suo ruolo di marcatore identitario.


Keywords: Beni denaro-equivalenti, Età moderna, moneta merce, circolazione monetaria, Mantova, Genova.

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Maria Stella Rollandi, Marina Romani, in "SOCIETÀ E STORIA " 159/2018, pp. 1-34, DOI:10.3280/SS2018-159001

   

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