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Il contributo dei servizi ai processi di cronicizzazione. Quali ombre del manicomio gravano ancora sulle pratiche della "nostra" psichiatria di comunità?
Titolo Rivista: RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA 
Autori/Curatori: Giuseppe Tibaldi 
Anno di pubblicazione:  2018 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  9 P. 9-17 Dimensione file:  1829 KB
DOI:  10.3280/RSF2018-003002
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Nella fase di critica radicale e di superamento delle istituzioni manicomiali era stato coniato il termine di "cronificazione", che corrispondeva alle pratiche tipiche del manicomio, che producevano "cronici", cioè persone senza speranza e senza futuro, immobilizzate nel presente senza tempo dell’istituzione totale per eccellenza. Nel contesto della psichiatria di comunità, italiana ed internazionale, si sono affermate ipotesi teoriche che hanno legittimato la cronicità come un elemento intrinseco delle patologie psichiatriche, a prescindere dal contesto, di cui i servizi ed i professionisti che vi operano fanno parte. L’articolo prende in considerazione sia il ruolo cronificante delle teorie biologiche dei disturbi mentali gravi, sia le pratiche che possono contribuire al disinvestimento progettuale che è stato, e rimane, l’ostacolo principale a qualsiasi obiettivo "recovery-oriented".


Keywords: Speranza, passività, guarigione, cronificazione.

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Giuseppe Tibaldi, in "RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA" 3/2018, pp. 9-17, DOI:10.3280/RSF2018-003002

   

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