La contestazione leghista e la riscoperta del Tricolore (1990-2011)
Titolo Rivista: ITALIA CONTEMPORANEA 
Autori/Curatori: Giorgio Vecchio 
Anno di pubblicazione:  2019 Fascicolo: 289 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  27 P. 235-261 Dimensione file:  0 KB
DOI:  10.3280/ic289-oa2
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Il contributo intende offrire una prima ricostruzione della polemica secessionistica scatenata da Umberto Bossi e dalla sua Lega nord, tra gli anni Novanta del XX secolo e i primi anni del XXI secolo. L’accento è posto sull’uso della simbologia come strumento comunicativo, ponendo a confronto il sostanziale disinteresse dei partiti tradizionali e la ricerca, da parte della Lega, di modalità innovative di mobilitazione e trasmissione del messaggio. Il secessionismo contenne una forte contrapposizione tra i simboli della Lega e la bandiera nazionale italiana. Un primo momento culminante si ebbe nel 1995-1997, nel contesto politico seguito alla crisi di "Tangentopoli" e alla rottura politica tra Bossi e Berlusconi. Fu in quel periodo che si affacciarono alla ribalta sia il cosiddetto "sole delle Alpi", sia l’uso politico dello sport, specie del ciclismo. Il contributo dà spazio alle idee di Gilberto Oneto, ricercatore di simbologie funzionali al leghismo. La parte finale del saggio rimanda alle prime reazioni della classe politica e di parte della società italiana, considerando l’operato del presidente della repubblica Ciampi e del suo successore Napolitano. Si ricordano gli sforzi per rilanciare l’uso del Tricolore anche al di fuori degli stadi calcistici e per diffondere la conoscenza dell’inno nazionale, favorito pure dall’interpretazione di Roberto Benigni al festival di Sanremo del 2011, in coincidenza con le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia.


Keywords: Lega Nord, Secessionismo, Tricolore

  1. Ugo Bellocchi (1996), Il Tricolore duecento anni, 1797-1997, Artioli, Modena.
  2. Roberto Biorcio (2010), La rivincita del Nord. La Lega dalla contestazione al governo, Roma-Bari, Laterza.
  3. Stefano Caretti, Maurizio Degl’Innocenti (a cura di) (1998), Sandro Pertini e la bandiera italiana, Manduria-Bari-Roma, Lacaita.
  4. Carlo Azeglio Ciampi (2010), Non è il paese che sognavo. Taccuino laico per il 150 anni dell’Unità d’Italia. Colloquio con Alberto Orioli, Milano, Il Saggiatore.
  5. Gianfranco Miglio (1994), Io, Bossi e la Lega. Diario segreto dei miei quattro anni sul Carroccio, Milano, Mondadori.
  6. Giorgio Napolitano (2012), Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia, Rizzoli, Milano.
  7. Gilberto Oneto (1992), Bandiere di libertà. Simboli e vessilli dei popoli dell’Italia settentrionale, Milano, Effedieffe.
  8. Gilberto Oneto (1997), L’invenzione della Padania. La rinascita della comunità più antica d'Europa, Bergamo, Foedus Editore.
  9. Gilberto Oneto (2005), Croci draghi aquile e leoni. Simboli e bandiere dei popoli padano-alpini, Collegno, Roberto Chiaramonte editore.
  10. Gilberto Oneto (2011), Il sole delle Alpi. Mito, storia e realtà di un simbolo antico, “Quaderni Padani”, 96-97, Rimini, Il Cerchio.
  11. Stefano Pivato, Maurizio Ridolfi (a cura di) (2008), I colori della politica. Passioni, emozioni e rappresentazioni nell’età contemporanea, Quaderni del Centro Sammarinese dì Studi Storici, n. 27, Repubblica di S. Marino.
  12. Fiorenza Tarozzi, Giorgio Vecchio (a cura di) (1999), Gli italiani e il Tricolore. Patriottismo, identità nazionale e fratture sociali lungo due secoli di storia, Bologna, Il Mulino
  13. Giorgio Vecchio (2005), La bandiera e le bandiere degli italiani, in Giuseppe Galasso (a cura di), Simboli di appartenenza, Roma, Gangemi, pp. 65-83.

Giorgio Vecchio, in "ITALIA CONTEMPORANEA" 289/2019, pp. 235-261, DOI:10.3280/ic289-oa2

   

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