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Ephemeral space sanctification and trespassing gender boundaries in a Muslim city
Titolo Rivista: STORIA URBANA  
Autori/Curatori: Reza Arjmand, Masoumeh Mirsafa 
Anno di pubblicazione:  2018 Fascicolo: 161 Lingua: Inglese 
Numero pagine:  23 P. 71-93 Dimensione file:  1475 KB
DOI:  10.3280/SU2018-161005
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A distinct feature of Muslim cities is demarcated separation between zones of public economic and private domestic activities. Such spatial distinction has been the organic extension of a social structure with limited presence of women in public zones. However, separation of spaces in the Muslim city and the way it is utilized, shaped and reproduced by men and women is not a simple case of dividing public-­private geographies and assigning them to males and females, respectively, and has been subject to appropriations and adaptations. The Shiite traditional Muharram procession is one of the instances of such appropriation which produces a semi-­private or tertiary (social and spatial) realm, where gendered behaviours are more fluid, the loyalties of the kin stretch beyond the dominant normative, and both men and women move with greater ease. Such spatial fluidity exacerbated during the rituals of Muharram, where presence of women in public space is promoted and invigorated. Among other means, the ephemeral space sanctification is utilized to create a space where the social sanctions are temporarily lifted, and gender spatial boundaries are suspended. As an ethnographical piece of research using methods informed by urban planning and urban sociology and based on a cross-­disciplinary study of gendered spatial divisions (socially and architecturally), this article endeavours to investigate the notion of ephemeral space sanctification in a Muslim city among the Guilani population in Lahijan, in northern Iran.

Un aspetto distintivo delle città musulmane è la separazione marcata tra le zone legate ad attività pubbliche e produttive e le zone legate ad attività private e domestiche. Questa differenziazione di spazi è stata l’espansione organica di una struttura sociale con una presenza limitata delle donne nelle zone pubbliche. Tuttavia, la separazione degli spazi nella città musulmana e il modo in cui essa viene utilizzata, formata e riprodotta da uomini e donne non è un semplice caso di divisione tra geografie pubbliche e private e di una loro assegnazione rispettivamente a uomini e donne, ed è stato soggetto di appropriazione e adattamenti. La processione sciita tradizionale di Muharram è uno dei casi di tale appropriazione che produce un ambito (sociale e spaziale) semiprivato o terziario, dove i comportamenti di genere sono più fluidi, i legami di parentela si estendono oltre la normativa dominante, e sia uomini che donne si muovono con maggior agio. Tale fluidità spaziale si amplifica durante i rituali di Muharram in cui la presenza di donne nello spazio pubblico è promossa e rafforzata. La santificazione dello spazio effimero è utilizzata, insieme ad altri mezzi, per creare uno spazio in cui le prescrizioni sociali sono temporaneamente sollevate e i confini spaziali di genere sono sospesi. In qualità di ricerca etnografica che utilizza metodologie influenzate dalla pianificazione urbana e dalla sociologia urbana, e che si basa su uno studio interdisciplinare delle divisioni spaziali (sociali e architettoniche) di genere, questo articolo mira a investigare la nozione della santificazione dello spazio effimero in una città musulmana presso la popolazione Gilani a Lahjan, nel nord dell’Iran. Francesco Mazzucotelli
Keywords: Santificazione dello spazio, Limiti di genere, Città musulmana, Lahijan, Iran, Creazione dello spazio, Spazio di genere, Spazi religiosi

Reza Arjmand, Masoumeh Mirsafa, Santificazione dello spazio effimero e superamento dei confini di genere in una città musulmana in "STORIA URBANA " 161/2018, pp. 71-93, DOI:10.3280/SU2018-161005

   

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