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La delinquenza giovanile tra determinismo, indeterminismo e paradigma della complessità
Titolo Rivista: MINORIGIUSTIZIA 
Autori/Curatori: Renzo Di Cori 
Anno di pubblicazione:  2019 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  15 P. 35-49 Dimensione file:  138 KB
DOI:  10.3280/MG2019-002003
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Negli ultimi anni le scoperte neuroscientifiche hanno fornito importanti conoscenze sul funzionamento neurobiologico e sulle modificazioni epigenetiche implicate in molte manifestazioni psicopatologiche. Tuttavia, l’improprio utilizzo di queste conoscenze rischia di giustificare il ritorno a paradigmi rigidamente deterministici, di stampo neolombrosiano, nella spiegazione della delinquenza giovanile. Pensare che la criminalita sia il prodotto di una evoluzione difettuale del cervello - senza considerare che i fenomeni comportamentali, sociali, rispondono a principi causativi non-lienari che consentono al massimo previsioni di carattere probabilistico - e un paradigma antiquato, che autorizza alcuni ad immaginare scenari di lotta al crimine in cui la scienza, attraverso le "neuroprevisioni", possa anticipare e reprimere la violenza. Quella della previsione ante delictum dei fenomeni devianti, specie giovanili, e un’idea che rischia di giustificare politiche sociali e di giustizia segregative di chi non risulta "omogeneo" e di erodere gli spazi di liberta civile.


Keywords: Neuroscienze, determinismo, indeterminismo, teoria della complessita, delinquenza giovanile.

Renzo Di Cori, in "MINORIGIUSTIZIA" 2/2019, pp. 35-49, DOI:10.3280/MG2019-002003

   

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