Clicca qui per scaricare

Il feudatario nelle "quasi-città" della Puglia di età moderna
Titolo Rivista: SOCIETÀ E STORIA  
Autori/Curatori:  Annastella Carrino 
Anno di pubblicazione:  2019 Fascicolo: 165 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  20 P. 503-522 Dimensione file:  76 KB
DOI:  10.3280/SS2019-165007
Il DOI è il codice a barre della proprietà intellettuale: per saperne di più:  clicca qui   qui 


Nel catalogo di assenze che a lungo ha caratterizzato la lettura del Sud d’Italia in età moderna, la città ha occupato un posto centrale. Questa visione è stata messa in discussione da una storiografia recente che ha riscoperto un "Mezzogiorno delle città", con proprie dinamiche politiche ed economiche, ricchezza sociale, patriziati, retoriche e cerimoniali. In questa nuova ottica, finisce anche per sfumare la distinzione dei luoghi insediativi meridionali fra infeudati e demaniali: i primi, proni al volere capriccioso e prepotente del feudatario di turno; i secondi, più ricchi e articolati al proprio interno, meno distanti dalla gloriosa città erede del comune italiano. Sotto l’etichetta di "città feudale" si agitano in effetti realtà diverse e complesse. In questa come in quella regia, la vita politica non si risolve tutta dentro il reggimento cittadino, ma si snoda fra arene plurali, dai bordi frastagliati, che travalicano le mura urbane e ospitano figure di taglio e scala diversa. Il feudatario è una di queste; talvolta la più ingombrante, ma non la sola. Con forme e modalità volta a volta differenti, la comunità urbana si articola per fazioni, grappoli di fedeltà, «parziali» del barone, «aderenti» del vescovo, «zelanti cittadini », clero capitolare schierato ora col reggimento cittadino ora col vescovo, patriziato, governatore, cassiere, uomini del viceré: tutti contribuiscono a vario titolo e in modi vari a movimentare lo scenario. Gli studi di caso relativi a tre centri pugliesi - Ostuni sotto gli Zevallos, Nardò sotto gli Acquaviva, Altamura sotto i Farnese - ne sono una esemplificazione. In ognuno di essi, in un gioco di ruoli sempre mutevole e spesso imprevedibile, prende forma una sorta di "costituzione materiale" mai risolta, ma in grado di reggere la città e spiegarne le dinamiche reali.


Keywords: Feudalità, città, Mezzogiorno, Puglia

  1. Anglani A. (1909), Gli Amleti di Ostuni, Ostuni, Tamborrino.
  2. Biscozzi R. (2015), Dalla parte dei giusti. La rivolta del 1647 a Nardò descritta dall’abate Biscozzi, a cura di A. Palumbo, Fondazione Terra d’Otranto, Lecce.
  3. Calculli L. (2012), La città e il Duca: Altamura farnesiana tra Cinque e Seicento, tesi di dottorato in Storia dell’Europa moderna e contemporanea, ciclo XXIV.
  4. Candida Gonzaga B. (1965), Memorie delle famiglie nobili delle provincie meridionali d’Italia, Bologna, Forni (rist. anast. dell’edizione di Napoli, 1875).
  5. Capecelatro, F. (1850-54), Diario di Francesco Capecelatro contenente la storia delle cose avvenute nel Reame di Napoli negli anni 1647-1650, Napoli.
  6. Carrino A. (2006), Città, patriziati, fazioni: la politica locale nel Mezzogiorno spagnolo: tre studi di caso, in «Società e storia», n. 113, pp. 559-598.
  7. Carrino A. (2017), Quasi sint civitates. Società, poteri e rappresentazioni nella Puglia di età moderna, Roma, Aracne.
  8. Confuorto D. (1639), Notizie d’alcune famiglie popolari della città e Regno di Napoli, divenute ragguardevoli per ricchezza o per dignitadi, ms.
  9. De Rose A. (2001), I palazzi di Napoli, Roma, Newton & Compton.
  10. Di Tarsia P.A. (1694), Historia Cupersanensium, Mantual.
  11. Lospalluto F. (a cura di), (1956), Libro rosso e libro magno di Altamuura, in «Altamura », n. 5, 1956.
  12. Martino A. (2012), Giovan Girolamo II Acquaviva d’Aragona (1604c.-1665): signore feudale del Mezzogiorno spagnolo, tesi di dottorato di ricerca, Universidad de Valladolid.
  13. Masi G. (1956), Altamura farnesiana, Bari, Cressati.
  14. Musi A. (1976), Finanze e politica nella Napoli del Seicento: Bartolomeo D’Aquino, Napoli, Guida.
  15. Palmieri F. (2018), Le llamaban Rey de la Pulla. Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona e il ducato di Nardò, Global Thesys in Scienze Storiche e della documentazione storica, Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli studi di Bari) – Universidad de Cantabria, a.a. 2017-18.
  16. Pacichelli G. B. (1703), Il regno di Napoli in prospettiva diviso in dodeci province, vol. II, Napoli.
  17. Pepe L. (1908), Ostuni sotto i duchi Zevallos, in «Rassegna Pugliese», pp. 117-120.
  18. Pepe L. (1962), Nardò e Terra d’Otranto nei moti del 1647-48, Manduria-Bari-Perugia, Lacaita, II ed.
  19. Pepe L. (2001), Storia della città di Ostuni dal 1463 al 1639, in Id., Storia della città di Ostuni dalle origini al 1806, a cura di A. Minna, M.A. Moro, A.M. Tanzarella, Manduria, Lacaita (ed. orig. Trani 1894).
  20. Rizzo L.G. (1936), Le strane pretese del Duca Bartolomeo de Zevallos contro il Clero di Ostuni (1701-1703), Lecce, la Modernissima.
  21. Villari R. (2012), Un sogno di libertà. Napoli nel declino di un impero, Milano, Mondadori.

Annastella Carrino, in "SOCIETÀ E STORIA " 165/2019, pp. 503-522, DOI:10.3280/SS2019-165007

   

FrancoAngeli è membro della Publishers International Linking Association associazione indipendente e no profit per facilitare l'accesso degli studiosi ai contenuti digitali nelle pubblicazioni professionali e scientifiche