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Etica ed economia: i fondamenti della teoria economica islamica
Titolo Rivista: QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO 
Autori/Curatori: Renata Livraghi 
Anno di pubblicazione:  2019 Fascicolo: 110 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  23 P. 159-181 Dimensione file:  283 KB
DOI:  10.3280/QUA2019-110008
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Lo scopo di questo saggio è quello di evidenziare i principi economici dell’economia islamica che è fondata su principi religiosi fondamentali e immutabili, imposti da Dio (Allah), contenuti nel Corano e realizzati dagli uomini credenti, con modalità diverse di interpretazioni, dalla legge Shariah, intesa come "la via maestra per giungere alla salvezza". La ummah (comunità) è il fondamento della fede islamica. Allah ha progettato una comunità e sostiene che la realizzazione di ciascuna persona avviene nella dinamica della comunità. Nella teoria economica dell’Islam non vi è quindi un problema di scelta; vi è solo un problema di volontà, intesa come capacità di adeguamento della persona agli insegnamenti di Allah e di appartenenza all’ummah. Nel Corano, si legge che sia gli uomini, sia le donne pos-sono detenere proprietà e vanno concesse pari condizioni di accesso all’istruzione e ai benefici sociali. Ambedue i sessi devono però impegnarsi, per ampliare la pro-pria capacità intellettuale, preservare la propria salute e contribuire allo sviluppo economico e sociale dello stato. Il Profeta Muhammad considerava «l’impegno dopo la conoscenza» come «un precetto religioso per tutti i musulmani». Nel Co-rano si prevede che le persone diano la Zakat alla comunità, sotto forma di "decima", per eliminare la povertà e per disincentivare l’accumulazione della ricchezza, non destinata alla produzione. La legge della Shariah prevede poi interventi di po-litica economica che servono a correggere gli squilibri determinati dai mercati con-correnziali. Essi sono la Waqf che è la destinazione di una parte della ricchezza in-dividuale, per la creazione di sistemi particolari di welfare state e la Riba che vieta l’usura e cerca di disincentivare i redditi da interesse. Vi sono altre due pratiche che sono vietate: il divieto dell’incertezza o rischio eccessivo (gharar) e divieto della speculazione (maysir, letteralmente significa gioco d’azzardo). Il modello teorico, dell’economia islamica, è di natura normativa, pur privilegiando l’azione dei mer-cati concorrenziali. Gli individui appartengono a una comunità il cui compito è quello di contenere le diseguaglianze del reddito e di operare per la crescita dello sviluppo umano.


Keywords: Dottrine religiose, scelte collettive, benessere, comunità

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Renata Livraghi, in "QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO" 110/2019, pp. 159-181, DOI:10.3280/QUA2019-110008

   

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