La sicurezza dell’aviazione civile e i limiti alla libertà di circolazione: riflessioni a seguito della pandemia da COVID-19
Titolo Rivista: RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO 
Autori/Curatori: Cecilia Severoni 
Anno di pubblicazione:  2020 Fascicolo: 30 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  37 P. 148-184 Dimensione file:  1506 KB
DOI:  10.3280/DT2020-030011
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Il quadro normativo attuale in tema di sicurezza dell’aviazione civile è stato modificato in modo sostanziale dopo l’attacco alle torri gemelle e dispone un insieme di norme puntuali e dettagliate. Occorre tuttavia trovare un compromesso ragionevole tra l’obiettivo indicato della prevenzione, indagine, accertamento e repressione degli atti di terrorismo ed altri reati gravi e quello della protezione della libertà di circolazione e dei dati personali nel rispetto della vita privata degli interessati. In questa ottica la compressione del diritto alla protezione dei dati personali deve rispondere a regole chiare e deve essere strettamente proporzionale all’obiettivo da conseguire. Analoghe riflessioni possono oggi essere ripetute in merito ad una più recente applicazione del principio contenuto nell’art. 16, primo comma, Cost. in tema di libertà di circolazione. Non sfugge, infatti, all’interprete l’analogia tra le restrizioni alla libertà di circolazione ed il diritto di muoversi liberamente derivante dalla normativa in materia di sicurezza dell’aviazione civile, e la più recente vicenda legata alla pandemia da Coronavirus che ha imposto una limitazione alla libertà di circolazione delle persone: si tratta nei due casi di un compromesso dettato da «motivi di sanità e sicurezza», circostanze accomunate dal legislatore costituzionale tra le ipotesi per le quali è possibile prevedere per legge una limitazione alla piena esplicazione dei diritti sopra ricordati.


Cecilia Severoni, in "RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO" 30/2020, pp. 148-184, DOI:10.3280/DT2020-030011

   

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