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ll nemico "rosso". I soldati sovietici nell’immaginario italiano e nella pratica della guerra combattuta. Campagna di Russia 1941-1943
Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO 
Autori/Curatori: Raffaello Pannacci 
Anno di pubblicazione:  2020 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  31 P. 53-83 Dimensione file:  381 KB
DOI:  10.3280/MON2020-001002
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La rappresentazione del nemico in armi, tramite la propaganda di guerra, può costituire un incentivo al combattimento e influire sulla compartecipazione emotiva dei soldati alla causa bellica. Questi aspetti diventano particolarmente evidenti in un episodio come la campagna italiana di Russia, dove lettere e diari dei combattenti permettono anche di testare il grado di politicizzazione del soldato medio in un conflitto presentato e vissuto come la guerra ideologica per eccellenza. Il vo-lontarismo in questa particolare campagna è un elemento significativo in tal senso. Il fronte orientale, con la sua durezza e il suo esotismo al negativo, dai soldati "mongoli" alle donne in armi, fu un terreno di coltura ideale per lo sviluppo di una narrazione sul nemico spesso leggendaria. Di qui pure il manifestarsi in combattimento di una violenza auto-giustificata, perché presumibilmente provocata dalle atrocità compiute dai "rossi". L’autore affronta anche il tema, ricorrente negli scritti dei soldati e nelle carte militari, della pretesa tendenza dei sovietici ad arrendersi e a disertare, secondo un’immagine al contempo in sintonia e in contrasto con la raffigurazione ufficiale del nemico.


Keywords: Campagna di Russia, Corpo di spedizione italiano in Russia (Csir) - Armata ital-iana in Russia (Armir), propaganda di guerra, crimini di guerra, razzismo e guerra, Armata rossa

Raffaello Pannacci, in "MONDO CONTEMPORANEO" 1/2020, pp. 53-83, DOI:10.3280/MON2020-001002

   

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