La storia di Maria, il "maschio sbagliato" L’odio è una coperta che nasconde il senso delle cose

Titolo Rivista: PSICOBIETTIVO
Autori/Curatori: Agostino Vietri, Alessia Buccino
Anno di pubblicazione: 2021 Fascicolo: 1 Lingua: English
Numero pagine: 12 P. 89-100 Dimensione file: 167 KB
DOI: 10.3280/PSOB2021-001009
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Il caso clinico si basa sull’integrazione degli interventi psicoterapeutici individuale e familiare. La vicenda personale e clinica di Maria sottolinea l’importanza di accogliere ed amplificare le emozioni ridondanti per poi ricostruirne la rete occulta di significati. Per accedervi abbiamo avuto bisogno della famiglia. Il percorso attraverso i miti ed i mandati familiari ha permesso di poterli riconoscere, esplicitare ed infine ricontrattare, creando uno spazio nuovo di libertà. È stato possibile decifrare il mandato assegnato a ogni membro della famiglia e introdurvi elementi di cambiamento. La psicoterapia familiare, attraverso la realizzazione di immagini metaforiche e di strumenti di rinarrazione, ha permesso a Maria per la prima volta di visualizzare un futuro che le consentisse di essere libera, superando l’odio e contemporaneamente preservando il legame con la sua famiglia. La psicoterapia individuale ha sostenuto queste trasformazioni che, senza uno spazio familiare condiviso, avrebbero fatto attrito con potenti e profonde istanze di cui sarebbe stato difficile liberarsi senza dolore.

  1. Andolfi M., Angelo C. (1987) Tempo e mito nella psicologia familiare, Bollati Boringhieri, Torino
  2. Bateson G. (1977) Verso un’ecologia della mente, Adelphi, Milano
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Agostino Vietri, Alessia Buccino, La storia di Maria, il "maschio sbagliato" L’odio è una coperta che nasconde il senso delle cose in "PSICOBIETTIVO" 1/2021, pp 89-100, DOI: 10.3280/PSOB2021-001009