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Il diritto dei più vulnerabili e dei più deboli non è un diritto debole: povertà e difficoltà educative nel tempo della pandemia
Titolo Rivista: MINORIGIUSTIZIA 
Autori/Curatori: Anna Maria Samuelli 
Anno di pubblicazione:  2020 Fascicolo: 4  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  10 P. 27-36 Dimensione file:  100 KB
DOI:  10.3280/MG2020-004003
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La pandemia ha reso visibile il tema della povertà educativa ereditato dal passato. Si parla di generazione Covid che vede il futuro come incognita. La mancanza di attenzione da parte della politica verso la scuola, la ricerca e la cultura non è nuova. Lo sviluppo economico teso alla conquista del benessere, ha subìto una accelerazione senza precedenti e ha determinato nel mondo globalizzato lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali con la conseguenza di catastrofi umanitarie. La violazione dei diritti umani solo formalmente conquistati ma di fatto negati hanno reso più fragili le nostre democrazie. Urge una mobilitazione civile, possibile se si ripensa il processo di formazione della persona. La sollecitazione alla resilienza e il ripristino del valore della relazione per ricreare la dimensione comunitaria, è compito degli educatori. La scuola è il luogo della cura, non il problema. Gariwo, Il Giardino dei Giusti dell’Umanità, propone un diverso approccio al lavoro storico nelle scuole, fondato sulla memoria del bene. I giusti che riconoscono il volto dell’altro, esemplificano il valore del coraggio, della libertà, dell’autonomia di pensiero e ripropongono il tema della responsabilità personale per affrontare le sfide del presente. Aprono al cambiamento e al futuro.


Keywords: Diritto, educazione, cura, resilienza, memoria del bene, responsabilità.

Anna Maria Samuelli, in "MINORIGIUSTIZIA" 4/2020, pp. 27-36, DOI:10.3280/MG2020-004003

   

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