RISULTATI RICERCA

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Elena Camisasca, Alessandra Bavagnoli

Negative Co-Parenting and Children’s Adjustment: The Role of Children’s Appraisals and Triangulation

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2024

Existing literature has outlined how negative co-parenting could affect children’s ad-justment through children’s subjective appraisals and triangulation. However, no stud-ies have investigated whether children’s cognitive appraisals and two distinct forms of children’s triangulation (feelings and involvement) could be serial mediators of the associations between negative co-parenting and children’s adjustment. Mediation analyses were performed using a sample of 125 Italian families of children aged 8-14. Results showed that negative co-parenting was linked to children’s threat and self-blame appraisals. Data also suggested how both children’s subjective appraisals (threat and self-blame) were associated with the two forms of children’s triangulation (direct involvement and subjective triangulation). Finally, the results indicated two specific pathways for the serial mediation of children’s cognitive appraisals and triangulation in the association between negative co-parenting and children’s adjustment. On the one hand, subjective triangulation predicts children’s internalizing behaviors. On the other hand, triangulation involvement promotes children’s externalizing behaviors. .

L’evidenza empirica ha da tempo dimostrato che il conflitto genitoriale e co-genitoriale possano avere effetti nocivi sull’adattamento psicologico dei figli. Due possibili mecca-nismi in grado di spiegare gli effetti del conflitto sull’adattamento s-no la tendenza dei figli a triangolarsi nel conflitto stesso e il conflitto genitore-figlio. La presente revisione sistematica ha l’obiettivo di comprendere lo stato dell’arte della letteratura rispetto a queste associazioni. Sono stati utilizzati tre database: SCOPUS, Web of Science e EBSCO-host Research Database per individuare gli studi in APA PsycArticles, APA PsycInfo e MEDLINE. Sono stati individuati duecentodieci articoli pubblicati tra il 1996 e il 2023. Dopo aver rimosso i duplicati, aver selezionato e valutato l’idoneità del materiale, sono stati selezionati venti articoli. Gli articoli revisionati hanno mostrato associazioni tra il conflitto genitoriale e co-genitoriale sia con la trian-golazione sia con il conflitto genitore-figlio. Un interessante e meno esplorato filone di studi ha dimostrato anche gli effetti della triangolazione sul conflitto genitore-figlio. Questa revisione rinforza l’importanza di sviluppare altri studi empirici sul tema e, in particolare, studi che esplorino gli effetti della triangolazione sul conflitto genitore-figlio.

Maurizio Esposito, Lucio Meglio

Introduzione

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 1 / 2024

Ettore Asoni

Spazio, diritto e la loro relazione: percorso e confini della legal geography

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 1 / 2024

Nel corso degli ultimi trent’anni, la legal geography si è affermata come percorso interdisciplinare di ricerca tra geografia e giurisprudenza. Il presente contributo ne traccia la traiettoria per stabilire se vada interpretata come un campo di ricerca autonomo e definito, o se sia meglio qualificabile come un flusso di ricerche eterogenee. Per rispondere, si considererà l’interesse del lavoro di Niklas Luhmann per gli approcci interdisciplinari allo studio del diritto, e alla legal geography in questo caso. In questo modo si offre una panoramica della ricerca tra diritto e geografia al pubblico italiano, anche col fine di suscitare maggiori adesioni e interesse.

Viviana Ferrario

Agricultural heritage. Spazi di ricerca per la geografia

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 1 / 2024

Il concetto di agricultural heritage si è affermato nella letteratura internazionale per indicare paesaggi agrari caratterizzati da un elevato valore culturale, sociale ed ecologico derivante dalla sopravvivenza di sistemi agricoli del passato, alternativi all’agricoltura industriale. Analizzando la letteratura scientifica e i documenti ufficiali delle iniziative nazionali e internazionali su questo argomento, mi ripropongo di esaminare il concetto, gli oggetti che descrive e il suo ruolo operante e performativo nell’ispirare nuove pratiche agricole sostenibili.Con questo scritto intendo richiamare l’attenzione su un tema di ricerca in cui il sapere geografico può giocare un ruolo significativo. Il campo di osservazione è quello dei paesaggi agrari europei, sullo sfondo della scala globale e con un focus specifico sul nostro Paese. L’esame delle vicende di un particolare agricultural heritage italiano, la coltura promiscua della vite, consente di entrare nel merito dei complessi processi con cui si ‘costruisce’ un agricultural heritage e delle loro conseguenze.

Dragan Umek, Claudio Mica

Spazi informali e interstizi urbani lungo la Rotta Balcanica (1): il refugee hub di Belgrado

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 1 / 2024

Il presente lavoro, frutto di ricerche sul campo sviluppatesi nell’arco di otto anni (2015-2023), intende porre in evidenza l’evoluzione, i tratti comuni e le diversità che hanno caratterizzato le città di Belgrado e Trieste nell’affrontare la medesima crisi umanitaria, quella che dall’estate del 2015 ha stravolto le politiche europee sull’immigrazione e messo a dura prova i sistemi di accoglienza locali. Per esigenze editoriali, la nostra analisi sarà proposta in due ‘momenti’ concettualmente unitari seppur presentati in due distinti articoli: qui viene discusso il posizionamento del progetto rispetto alla letteratura esistente, la metodologia adottata e il caso di Belgrado; nell’articolo successivo (intitolato: Spazi informali e interstizi urbani lungo la Rotta Balcanica (2): Trieste Endgame e pubblicato nel prossimo numero di questa rivista) sarà presa in esame la capitale adriatica e, nelle conclusioni, si proporranno spunti di riflessione validi per il saggio nel suo complesso. La nostra analisi si articola pertanto partendo dalla ‘contro-mappatura’ di alcuni interstizi urbani trasformati dalla presenza di profughi e richiedenti asilo, per poi prendere in considerazione le geografie formali e informali prodotte dalle rispettive politiche dell’accoglienza messe in atto nelle due città – incluso il ruolo delle autorità e delle organizzazioni umanitarie e di volontariato.

Marco Nocente

Civilising the Scaffold: a renewed carceral space in videoconferencing trials

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 1 / 2024

In this article, I analyse the implication of the spread of videoconferencing for prisoners under pre-trial detention as a technology embedded in a process of civilising punishment by bureaucratising criminal procedure. This is specifically examined through a series of letters from Italian prisoners ‘engaged in struggles’, held in maximum security from 2006 to 2020. From a situated perspective, the letters describe videoconferencing as a way of disembodying and recoding the space-time of the prisoners, reducing them to a simulacrum: a series of images, sounds and glances caught by cameras and microphones. This technology ensures, through a both material and virtual geographical solution, efficiency, and security but at the cost of increasing the distance between the judge, society and the accused.

Raffaella Coletti

Verso una nuova governance transfrontaliera nell’Unione europea? Il caso del confine Italia-Francia

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 1 / 2024

La crisi dell’Unione europea si manifesta prepotentemente ai suoi confini. Non solo i confini esterni della ‘fortezza Europa’, ma anche quelli interni tra Stati membri sono tornati al centro del dibattito politico in risposta alle diverse crisi degli ultimi anni. Se da un lato la volontà di ‘riprendere il controllo’ ha portato al riemergere di limitazioni per attraversare il territorio europeo, altri processi si sono attivati in parallelo a diverse scale, contribuendo a risignificare i confini intra-europei. Attraverso un’analisi del confine tra Italia e Francia, l’articolo sostiene innanzitutto la necessità di porre l’accento sulla coesistenza di processi diversi per comprendere le dinamiche in atto al confine; in secondo luogo, si propone di interrogarsi sugli effetti di questa coesistenza, in particolare nella definizione di nuovi modelli di governance transfrontaliera. 

Jean Brunhes ebbe un ruolo fondamentale nella realizzazione del progetto Archives de la Planète (ADLP), finanziato dal magnate Albert Kahn tra il 1912 e il 1933. Il geografo francese partecipò insieme ad altri operatori alle missioni nazionali e internazionali, apportando la sua metodologia all’allora nascente disciplina della geografia umana. L’articolo intende indagare l’impiego della fotografia e della cinepresa da parte di Brunhes come strumenti per produrre conoscenza geografica. A tal fine è necessario comprendere il contesto storico nel quale tali strumenti sono stati adottati, per ricostruire il ‘metodo Brunhes’ e le modalità in cui fotografie e filmati sono stati usati nella documentazione. Infine, gli ADLP conservati presso il Museo Kahn di Parigi vengono analizzati come luogo predisposto a una pratica geografica con risvolti didattici e divulgativi.