L’ipnosi, oggi impiegata prevalentemente in ambito clinico, sta suscitando un interesse crescente anche nel contesto legale, sebbene permangano numerose controversie. Nel presente articolo, attraverso una rilettura della letteratura attuale, si approfondiscono due ambiti chiave: la volontà di agire, fondamentale per la valutazione dell’imputabilità, e la testimonianza, pilastro dell’accertamento probatorio. In quest’ottica, una riflessione critica su tali aspetti appare indispensabile per definire con maggiore chiarezza i confini entro cui l’ipnosi possa essere legittimamente integrata nel panorama giuridico-forense.