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Loredana Perla

Editoriale

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 41-42 / 2025

Federica Gatta, Maria Grazia Montesano

Care Building(s). Ambivalence and ambiguity in post-welfare urban austerity

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: PRE / 1900

This article examines the impact of urban austerity on public real estate management and citizen action. Drawing on the notions of ambivalence and ambiguity, it argues that post-welfare urban austerity produces hybrid arrangements in which citizens, associations and public institutions co-manage spaces and services. These practices simultaneously sustain neoliberal governance and generate infrastructures of care. Based on comparative research in French and Italian cities, the article argues that public buildings constitute a crucial arena in which the material, political, and moral dimensions of post-welfare urbanism are negotiated.

Comitato di Redazione

Reviewers 2024

FINANCIAL REPORTING

Fascicolo: 1 / 2025

Rosa Sgambelluri, Francesca Placanica

Il Progetto di Vita. Verso un paradigma integrato tra Universal Design for Transition e Life Designing

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Nel dibattito pedagogico contemporaneo, il Progetto di Vita rappresenta una delle sfide più rilevanti per la costruzione di percorsi inclusivi e autodeterminati. Esso non va inteso come un mero adempimento burocratico, bensì come un dispositivo complesso e multidimensionale, capace di sostenere e orientare le scelte esistenziali attraverso un dialogo costante tra aspirazioni personali, contesti di vita e opportunità sociali. Questa prospettiva si fonda sul costrutto della Qualità di Vita, concepita come dimensione situata, dialogica e partecipata, che pone la persona al centro del processo educativo, riconoscendola e valorizzandola come protagonista attiva del proprio sviluppo.

A partire da tali premesse, il contributo propone l’integrazione di due paradigmi complementari: lo Universal Design for Transition (UDT), che offre una cornice pedagogica volta a garantire accessibilità e continuità nei passaggi di vita, e il Life Designing, un approccio narrativo che accompagna le persone nelle transizioni più critiche, fornendo strumenti per la costruzione consapevole e socialmente situata del proprio progetto di vita. L’elaborazione di un paradigma integrato consente di individuare nella narrazione e nell’autodeterminazione due mediatori fondamentali, in grado di tradurre i principi teorici in pratiche educative concrete ed efficaci. In questo framework, il Progetto di Vita si configura come un processo educativo e culturale di trasformazione, finalizzato a promuovere inclusione, qualità della vita e partecipazione attiva nelle diverse sfere dell’esperienza umana. Tra le applicazioni operative ispirate a questo approccio, l’app Mi racconto si distingue come strumento digitale che, attraverso la narrazione, favorisce l’autodeterminazione e supporta la definizione di percorsi di vita significativi.

La Legge 62/2024 introduce una riforma organica delle politiche per la disabilità, ponendo al centro il concetto di “progetto di vita” e ridefinendo le pratiche di valutazione in chiave multidimensionale. Il presente contributo analizza la portata pedagogica della normativa alla luce del modello biopsicosociale ICF e dei principi dell’educazione inclusiva, con particolare attenzione alla formazione iniziale e in servizio dei professionisti sanitari. L’articolo evidenzia come medici e operatori delle professioni sanitarie siano oggi chiamati a sviluppare competenze non solo cliniche ma anche educative, relazionali e interprofessionali, in un’ottica di corresponsabilità progettuale. La pedagogia speciale si configura come sapere abilitante per comprendere, accompagnare e formare tali figure, contribuendo a una trasformazione culturale che attraversa università, servizi, enti del Terzo Settore e territori. Il paper propone un’analisi teorica e normativa del quadro attuale, individuando nella formazione una leva strategica per la piena attuazione della riforma.

Enrico Miatto, Claudia Maulini

Dal dispositivo normativo al dispositivo pedagogico: il Progetto di Vita per l’inclusione lavorativa

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Il contributo analizza le implicazioni pedagogiche del D.Lgs. 62/2024, che introduce il Progetto di Vita (PdV) come dispositivo centrale per l’elaborazione di percorsi inclusivi. L’articolo sostiene che il PdV non possa essere considerato unicamente come strumento amministrativo, ma debba essere inteso come dispositivo pedagogico capace di intrecciare diritti, educazione e legami sociali. In particolare, viene messa in luce la funzione del PdV come volano per l’inclusione lavorativa, intesa non come mero collocamento, ma come esperienza identitaria, formativa e di cittadinanza attiva. L’analisi evidenzia tre dimensioni qualificanti il PdV: la processualità, che richiede strumenti di revisione continua e di accompagnamento flessibile; la relazionalità, che sollecita forme di co-progettazione tra persona, famiglia, istituzioni e comunità; e la trasformatività, che chiama i contesti sociali e lavorativi a riorganizzarsi in termini di accessibilità e giustizia. La stessa analisi evidenzia tre criticità che rappresentano al tempo stesso sfide e opportunità di ricerca per la Pedagogia speciale: la costruzione di modelli di governance equi; la sperimentazione di pratiche di co-progettazione inclusiva; e la formazione di nuove figure professionali capaci di mediare le transizioni e favorire processi di innovazione organizzativa.