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L’impatto deflagrante che i processi di decolonizzazione ebbero nel plasmare gli assetti globali del secondo dopoguerra contribuì  anche alla nascita di nuove rotte e forme di mobilità studentesche, all’intersecarsi tra le lacune strutturali del sistema educativo degli Stati ex coloniali e le dinamiche politiche della Guerra fredda. La Nota presenta alcuni recenti contributi storiografici che guardano alle politiche educative e alle nuove mobilità studentesche come centro di articolazione del rapporto tra esigenze della decolonizzazione, opportunità della Guerra fredda e la produzione di nuove identità transnazionali. I casi studio selezionati propongono inoltre una riflessione metodologica relativa alle nuove configurazioni tra storia globale e storia sociale, mettendo in luce le connessioni tra le varie dimensioni, geografiche e non, dell’esperienza degli studenti-migranti.

In questo articolo, l’autore analizza la dimensione del fenomeno antifascista italiano in Scozia tra le due guerre mondiali. Attraverso l’esame di molteplici e inedite fonti archivistiche — fascicoli degli emigrati inclusi nel Casellario politico centrale, rapporti consolari, documenti britannici — e stampa coeva emerge la peculiarità del caso italo-scozzese, caratterizzato, diversamente da altri contesti investigati dalla storiografia, da un antifascismo “silenzioso”.
Conseguentemente, l’articolo indaga le cause del mancato sviluppo di un’esplicita opposizione al regime fascista e ai fasci tra gli italiani di Scozia. Tale studio contribuisce ad ampliare l’orizzonte geografico e il dibattito sull’antifascismo in Gran Bretagna, finora limitato a Londra e ai più importanti antifascisti ed esuli stabilitisi nella metropoli inglese. Inoltre, portando alla luce le storie ordinarie dei “sovversivi” in Scozia, vengono evidenziate alcune dinamiche interne alla comunità e la relazione tra centro e periferia, che riflettono le contraddizioni dell’impianto totalitario fascista.

Enzo Fimiani

Un ordine per la Repubblica: i reparti celeri e mobili di polizia in Italia

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 309 / 2025

Utilizzando molte fonti inedite tratte da archivi pubblici, ma anche documenti di polizia per la prima volta messi a disposizione degli studiosi, il contributo tenta una prima ricostruzione storica complessiva dei reparti celeri e mobili di polizia, nati già nel 1944 e poi deputati alla funzione peculiare di gestione dell’ordine pubblico nell’Italia repubblicana. Nella parte iniziale, il saggio propone un’analisi storiografica e metodologica dei passi in avanti compiuti dalle ricerche sulla storia generale della polizia italiana, che per tradizione è uno dei più trascurati settori di studio in Italia. Nelle parti successive, vengono ricostruite e interpretate le origini di una polizia diversa dalle altre; le sue storie; le relazioni con la politica e la società; ma anche le percezioni, così spesso negative, che su tali reparti si sono sedimentate lungo tutti i decenni dal dopoguerra fino alla più stretta attualità di questo secolo XXI. L’obiettivo è di dare finalmente una storia, con tutti i suoi chiaroscuri, ai reparti celeri e mobili, non più corpi separati ma parti integranti della più ampia vicenda italiana.

Lorenzo Venuti

Giovani di tutti i Paesi, unitevi! Il Festival della gioventù del 1953 e l’Italia

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 309 / 2025

Tra il 2 e il 16 agosto 1953, 1.600 giovani provenienti da tutta Italia si riunirono a Bucarest per partecipare al Festival mondiale della gioventù e degli studenti. Un gesto che avrebbe dovuto dimostrare la forza e l’importanza del movimento giovanile comunista della penisola a livello internazionale, ma che suscitò le ire del governo italiano. Al ritorno dei giovani in Italia, il governo si mobilitò per punire i partecipanti, sequestrando i loro passaporti direttamente al confine. L’azione repressiva delle autorità portò così all’accumulo di una vasta documentazione, composta da rapporti delle questure sui partecipanti e dalle testimonianze rilasciate da alcuni di loro. Emerge un quadro particolare e dettagliato dell’esperienza dei giovani, molti dei quali non erano simpatizzanti del partito comunista, ma mossi perlopiù dalla curiosità di conoscere la vita nell’oltrecortina o dalla volontà di sfruttare un’opportunità economica per viaggiare.

L’articolo analizza l’attività di controllo sul Partito comunista italiano svolta dalla Divisione affari riservati (Dar) del ministero dell’Interno durante le prime fasi della Guerra di Corea. In un contesto di crescente tensione internazionale, il conflitto riaccese le preoccupazioni per una guerra globale, spingendo le autorità italiane a intensificare la sorveglianza sulle forze comuniste. La Dar operò in un contesto caratterizzato da un forte scontro politico interno in cui il controllo del Pci divenne una priorità per la sicurezza nazionale. Il contributo esamina le modalità di intervento della Divisione affari riservati, mettendo in luce il ruolo cruciale di questa struttura nella gestione delle opposizioni politiche.

Quest’articolo analizza il saccheggio delle caserme e dei magazzini da parte della popolazione civile dopo l’8 settembre 1943. Spiega la portata del fenomeno, le motivazioni dei saccheggiatori e le reazioni degli occupanti tedeschi. Dopo l’annuncio dell’armistizio, che portò allo sbando dell’esercito italiano e all’occupazione di gran parte dell’Italia da parte dei tedeschi, si diffusero i saccheggi di caserme e magazzini dell’esercito italiano, di magazzini civili, di vagoni ferroviari, di panetterie e di negozi di alimentari. Tali episodi possono essere rintracciati non solo in numerose grandi città, ma anche in centri più piccoli: dal Piemonte alla Puglia si contano casi in circa 100 comuni. Trattandosi di un atto più articolato di quanto si possa pensare di primo acchito, le cui motivazioni vanno dalla resistenza civile alla fame, all’egoismo e alla sete di guadagno, l’analisi del fenomeno del saccheggio consente di perlustrare le diverse e per molti versi contraddittorie “facce” della società civile italiana nell’immediato “post 8 settembre”.

L’articolo analizza gli effetti della politica autarchica imposta dal fascismo dopo il 1936 nel rapporto tra sistema bancario e finanziamento industriale. L’intensa attività programmatoria svolta dalle Corporazioni per realizzare i piani autarchici rappresenta un interessante momento di una più ampia fase di elaborazione della nuova politica economica dell’Italia fascista. In questo contesto, il finanziamento degli investimenti previsti dai piani corporativi diviene l’elemento decisivo per saggiare il valore dell’ordinamento creditizio emerso dalla legge bancaria del 1936. Attraverso i dati statistici rilevati dall’Ispettorato del Credito e conservati presso l’archivio storico della Banca d’Italia, è stato possibile ricostruire nel dettaglio l’andamento degli impieghi, la composizione per categorie produttive, la specializzazione temporale e funzionale dei crediti erogati.

Maria Assunta Saracino

Il condhotel: definizione ed evoluzione tra nuova prassi e fenomeno normativo complesso

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

L’Autrice esamina la disciplina del condhotel, introdotta dalla legge n. 164/2014, che recepisce e converte il d.l. n. 133/2014, noto come ‘‘Sblocca Italia’’, avente l’obiettivo di favorire gli investimenti per la riqualificazione degli esercizi alberghieri sul territorio nazionale. Il lavoro descrive l’utilità dell’istituto e le criticità della normativa contenuta nel d.P.C.M. n. 13/2018. Dopo un riferimento al mutato contenuto dell’istituto della proprietà, si esamina il ruolo dell’autonomia privata nella regolamentazione dei rapporti privatistici nel Condhotel, con particolare attenzione al contratto di trasferimento della proprietà dall’albergatore a terzi, agli aspetti condominiali, al regolamento contrattuale, ai suoi limiti ed opponibilità a terzi. Si evidenzia, inoltre, l’importante ruolo del notaio nel coniugare, in sede di stipula, le peculiari regole dettate dal d.P.C.M. 22 gennaio 2018, n. 13, con la materia condominiale novellata dalla legge n. 220 del 11 dicembre 2012, nonché la necessità di regole ad hoc per tutelare la figura dell’acquirente quale potenziale parte debole del contratto.

Anna Maria Mancaleoni

Responsabilità del vettore aereo per informazioni inesatte fornite dal chatbot

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

Con la decisione in commento, una compagnia aerea è stata condannata al risarcimento del danno per le informazioni inesatte fornite all’acquirente di un biglietto aereo da un chatbot presente nel sito internet della stessa compagnia aerea. Si tratta di uno dei primi casi concreti in materia di responsabilità conseguenti all’impiego delle nuovissime tecnologie. Il commento alla decisione, pertanto, dopo aver analizzato il caso, traccia un sintetico quadro sulle prospettive di disciplina delle intelligenze artificiali e sulle problematiche inerenti alla loro regolamentazione

Gabriele Toscano

Il divieto di destinazione a “casa di alloggio” nei regolamenti condominiali

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

Il lavoro analizza una recente pronuncia della Cassazione riguardo l’azione diretta del condominio contro il conduttore per la violazione del divieto regolamentare di destinare l’immobile a bed & breakfast esplorando i presupposti di operatività della clausola limitativa e la sua opponibilità al condomino locatore. Particolare attenzione è dedicata all’interpretazione del regolamento condominiale, con riferimento alla portata preclusiva della dizione “casa di alloggio” anche per l’attività di bed & breakfast con l’obiettivo di definire i limiti dell’autonomia condominiale e le ricadute sul contratto di locazione

Maria Beatrice Bernadette Arnese

Sul carattere residuale della nullità per malafede di un marchio nel settore alberghiero

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

La decisione della Cassazione in commento sollecita interessanti riflessioni in ordine al carattere residuale, o non, della nullità per malafede di un marchio registrato in ambito alberghiero. In particolare, ricostruita la fattispecie della malafede, le finalità di tutela ad essa riconnessa e i presupposti applicativi, si verifica il carattere residuale e di chiusura di tale declaratoria di nullità per comprendere se, in alcune ipotesi (come per la tutela del marchio di fatto), possa convenire dichiarare tale profilo di nullità assieme ad altri motivi di invalidità del segno distintivo

Antonella Perini

Concessioni demaniali marittime tra giurisprudenza intraprendente e legislatore riluttante

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

Il saggio esamina il conflitto tra legislatore e giudici nazionali ed europei in materia di concessioni demaniali marittime. Analizzando la sentenza del Consiglio di Stato n. 4479/2024, l’Autrice ribadisce l’illegittimità delle proroghe generalizzate e la prevalenza del diritto europeo. Vengono approfonditi i concetti di scarsità della risorsa e interesse transfrontaliero, nonché il valore ambientale e sociale delle spiagge come beni comuni. Il contributo conclude auspicando una riforma organica che concili concorrenza, tutela ambientale e gestione sostenibile del demanio costiero

Gloria Giorgi

Abusività della clausola contenuta nel contratto di trasporto aereo e rilevabilità d’ufficio

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata in merito alla possibilità da parte del giudice adito di eccepire l’abusività della clausola di un con-tratto stipulato tra professionista e consumatore, come definita dall’art. 6, par 1, della direttiva 93/13/CEE, e sulla concreta applicabilità di detta direttiva anche al cessionario del credito risarcitorio che non sia qualificabile come consumatore.

Silvia Ciceri

La tutela del passeggero e la cessione del diritto alla compensazione pecuniaria nel trasporto aereo

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata in merito alla validità di una clausola, contenuta nelle condizioni generali di contratto, che vieta la cessione del diritto alla compensazione pecuniaria riconosciuto ai passeggeri in caso di cancellazione del volo. Nella fattispecie, sei passeggeri avevano ceduto tale diritto a una società di recupero crediti, la quale agiva in giudizio contro il vettore. La compagnia aerea eccepiva l’inammissibilità dell’azione, richiamando la clausola contenuta nelle condizioni generali di trasporto. La Corte ha affermato che il diritto alla compensazione pecuniaria trova fondamento direttamente nel reg. (CE) n. 261/2004, e che il divieto contrattuale di cessione dei diritti spettanti ai passeggeri integra una restrizione inammissibile ai sensi dell’art. 15 dello stesso regolamento.

Margherita Zappatore

Il diritto del passeggero alla compensazione pecuniaria nel caso di (rischio di) ritardo del volo

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

Con la sentenza in commento, la Corte di giustizia dell’Unione europea torna a esprimersi su un tema dibattuto in giurisprudenza e dottrina, relativo al riconoscimento del diritto alla compensazione pecuniaria al passeggero del trasporto aereo in caso di ritardo all’arrivo del volo. Nel caso di specie, la Corte ha negato il diritto di compensazione pecuniaria al passeggero che, dopo aver appreso del ritardo del volo originario, ha provveduto ad acquistare autonomamente un volo alternativo, raggiungendo la destinazione finale con un ritardo inferiore a tre ore rispetto all’orario originariamente previsto, non ritenendo che in tali circostanze il passeggero abbia sofferto alcun disagio grave, tale da giustificare il diritto alla compensazione.

Francesco Morandi

Libertà del viaggio e assistenza ai turisti in situazioni di emergenza

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

Un recente arresto della Corte di Cassazione, sezione tributaria offre l’occasione per riconsiderare l’excursus normativo e giurisprudenziale che ha interessato gli obblighi fiscali riconducibili al gestore turistico, con riguardo all’imposta di soggiorno. Ciò che emerge chiaramente dall’analisi è l’incompleta struttura che ha contraddistinto il tributo, da un punto di vista normativo – fin dalla sua “delimitazione” all’interno del decreto sul federalismo municipale – causando complessità interpretative ancora non del tutto risolte. Tra queste quella più dibattuta è stata la scelta di molti enti di attribuire una caratterizzazione soggettiva non univoca, al predetto gestore, con il precipuo obiettivo di garantire l’incasso delle somme relative alle obbligazioni contratte, anche nel caso in cui l’effettivo mani-festante la capacità contributiva non avesse adempiuto correttamente all’impegno che ne derivava. Invero, tale aspetto ha avuto concrete ricadute, non solo nella fase accertativa, ma anche in quella riscossiva e sanzionatoria. In tempi più recenti, un altrettanto complesso incrocio normativo, sembra aver messo formalmente la parola fine all’inquadramento fiscale, almeno dal punto di vista interpretativo. L’intervento, tuttavia, non appare scevro di contraddizioni. Con il precipuo fine di formulare alcune osservazioni critiche e riflessioni conclusive, vengono esaminati alcuni risvolti di carattere generale e i più specifici istituti di diritto tributario sostanziale interessati.

L’autrice affronta il tema dell’obbligo di identificazione degli ospiti previsto dall’art. 109 t.u.l.p.s., con particolare attenzione alle modalità di self check-in nelle locazioni brevi. In tale prospettiva, critica le argomentazioni poste a fondamento della sentenza n. 10210/2025 del TAR Lazio – la quale ha annullato la Circolare ministeriale che imponeva l’identificazione de visu – ritenendo che l’eliminazione del requisito della presenza fisica comporti un ingiustificato affievolimento dei doveri di verifica gravanti sui gestori e rischi, al contempo, di svuotare di effettività la ratio di prevenzione e controllo perseguita dall’art. 109

Patrizia Accordino

Il gestore turistico e l’imposta di soggiorno: recenti risvolti

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 46 / 2025

Un recente arresto della Corte di Cassazione, sezione tributaria offre l’occasione per riconsiderare l’excursus normativo e giurisprudenziale che ha interessato gli obblighi fiscali riconducibili al gestore turistico, con riguardo all’imposta di soggiorno. Ciò che emerge chiaramente dall’analisi è l’incompleta struttura che ha contraddistinto il tributo, da un punto di vista normativo – fin dalla sua “delimitazione” all’interno del decreto sul federalismo municipale – causando complessità interpretative ancora non del tutto risolte. Tra queste quella più dibattuta è stata la scelta di molti enti di attribuire una caratterizzazione soggettiva non univoca, al predetto gestore, con il precipuo obiettivo di garantire l’incasso delle somme relative alle obbligazioni contratte, anche nel caso in cui l’effettivo mani-festante la capacità contributiva non avesse adempiuto correttamente all’impegno che ne derivava. Invero, tale aspetto ha avuto concrete ricadute, non solo nella fase accertativa, ma anche in quella riscossiva e sanzionatoria. In tempi più recenti, un altrettanto complesso incrocio normativo, sembra aver messo formalmente la parola fine all’inquadramento fiscale, almeno dal punto di vista interpretativo. L’intervento, tuttavia, non appare scevro di contraddizioni. Con il precipuo fine di formulare alcune osservazioni critiche e riflessioni conclusive, vengono esaminati alcuni risvolti di carattere generale e i più specifici istituti di diritto tributario sostanziale interessati

A cura della Redazione

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EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 Special Issue / 2025