BOOKS BY MICHELE DE BENEDICTIS

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Michele De Benedictis

Giulio Leone: l’ultimo dei bonificatori

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 4 / 2010

Le grandi opere di bonifica, il cui culmine si è andato realizzando nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, hanno certamente contribuito a mutare il volto produttivo e sociale dell’agricoltura del Mezzogiorno. I successi conseguiti sono in larga misura da attribuire alla competenza e all’impegno professionale di un agguerrito nucleo di tecnici. Giulio Leone, recentemente scomparso, è stato, a pieno titolo, l’ultimo rappresentante di tale schiera. Il suo impegno professionale, a partire dagli anni Quaranta, ha interessato le realtà del latifondo siciliano e diversi comprensori dell’agricoltura campana. Alla conclusione del lavoro per la riforma agraria in Calabria, ha fatto seguito il prolungato impegno presso la Cassa per il Mezzogiorno, prima alla direzione del Servizio bonifiche e successivamente come Vicedirettore del medesimo istituto. Una lunga vita esemplare, sotto il profilo umano e professionale, che lo fa annoverare tra i grandi "tecnici" del meridionalismo contemporaneo.

Piero Bini, Mariano D'antonio, Michele De Benedictis, Matteo Marini, (interventi di)

Un manuale per discutere

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 4 / 2006

Michele De Benedictis

Il contadino e il latifondo. Una rivisitazione

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2004

Il contadino e il latifondo. Una rivisitazione (di Michele De Benedictis) - ABSTRACT: Nella ricorrenza del cinquantenario della morte di Rocco Scotellaro, il mai dimenticato poeta-contadino, viene qui condotta una rilettura della condizione contadina nel Mezzogiorno interno nel decennio che va dalla Liberazione alla riforma agraria. Particolare attenzione, facendo anche ricorso ai profili biografici di Contadini del Sud, viene rivolta ai connotati economici e sociali del mondo contadino nelle zone di agricoltura capitalistica e di latifondo contadino. Nella seconda parte ci si sofferma sulle diverse fasi delle lotte contadine per l’accesso alla terra, dalla fase spontaneistica del 1943-46, al biennio di attesa del 1947-48, al culmine del movimento nel 1949-50. Col sopravvenire della riforma agraria si esaurisce la spinta delle rivendicazioni e prendono il via i processi che, nel giro di qualche anno, porteranno alla scomparsa del vecchio mondo contadino.

Michele De Benedictis

L'agricoltura del Mezzogiorno: "la polpa e l'osso" cinquant'anni dopo

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2002

L’agricoltura nel Mezzogiorno: «la polpa e l’osso» cinquant’anni dopo (di Michele De Benedictis) - ABSTRACT: Cinquant’anni fa, analizzando le caratteristiche e le prospettive dell’agri-coltura meridionale, Manlio Rossi-Doria introdusse la famosa distinzione metaforica nelle due grandi realtà: le aree di «polpa», suscettibili di rapido sviluppo, e le aree di «osso», caratterizzate dalla povertà delle risorse e del contesto economico sociale. L’obiettivo del presente lavoro è una analisi delle vicende dell’agricoltura nel Mezzogiorno nel ventennio 1980-2000 facendo ricorso alla stessa chiave di lettura. In un contesto di complessivo ristagno produttivo, due principali tendenze vengono individuate: l’espansione della «polpa» e la disarticolazione interna dell’«osso». Vengono pertanto individuati i fattori cui sono da imputare i limitati progressi nel processo di "modernizzazione produttivistica": Guardando, infine, ad alcuni processi di cambiamento verificatisi negli anni ’90, a fronte dell’insorgere di preoccupanti problemi ambientali nelle aree di «polpa», riscontriamo, nei contesti di «osso», significative tendenze in linea con uno scenario di "modernizzazione qualitativa".