Navigare il dislocamento attraverso spazi digitali: gli smartphone come strumenti di continuità temporale e ricostruzione dell’identità nelle vite dei rifugiati

Titolo Rivista MONDI MIGRANTI
Autori/Curatori Claudia Lintner
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/1
Lingua Italiano Numero pagine 18 P. 208-225 Dimensione file 255 KB
DOI 10.3280/MM2026-001010
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Questo studio indaga come i rifugiati utilizzino gli smartphone per affrontare le interruzioni temporali causate dalla migrazione forzata, basandosi su teorie relative alla costruzione della realtà sociale e alla mediatizzazione. Attraverso una metodologia qualitativa che comprende interviste narrative e semi-strutturate con richiedenti asilo al confine settentrionale dell’Italia, la ricerca esplora il concetto di “affordance immaginate” e la loro evoluzione nelle diverse fasi del percorso dei rifugiati. I risultati rivelano che gli smartphone fungono da strumenti essenziali per mantenere la continuità temporale, collegando il passato, il presente e il futuro dei rifugiati all’interno di un “terzo spazio” digitale che trascende i confini fisici. Questa co-presenza digitale aiuta i rifugiati a ricostruire un senso coerente di sé, a gestire il disagio emotivo e a immaginare possibilità future nonostante le sfide del dislocamento. Lo studio evidenzia il doppio ruolo degli smartphone, sia come strumenti pratici di comunicazione che come dispositivi di sopravvivenza emotiva, sottolineando la necessità di politiche che affrontino le disuguaglianze digitali per supportare l’agency e l’integrazione dei rifugiati. La ricerca arricchisce la comprensione del nesso tra migrazione e digitalizzazione, mettendo in primo piano il tempo e la temporalità come categorie analitiche critiche nelle esperienze vissute delle popolazioni dislocate.

Parole chiave:continuità temporale; affordance immaginate; co-presenza digitale

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Claudia Lintner, Navigare il dislocamento attraverso spazi digitali: gli smartphone come strumenti di continuità temporale e ricostruzione dell’identità nelle vite dei rifugiati in "MONDI MIGRANTI" 1/2026, pp 208-225, DOI: 10.3280/MM2026-001010