Uomini e capre Paradosso dell'indistinzione

Verso una nuova metafisica delle scienze sociali

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 198,      1a edizione  2015   (Codice editore 1315.23)
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Uomini e capre Paradosso dell'indistinzione. Verso una nuova metafisica delle scienze sociali
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 23,00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788891728500

In breve

I macrofenomeni possono assumere due forme, quella dell’aggregazione e quella dell’emergenza, rispettivamente interpretabili in base a un’assiomatica del primato dell’interesse individuale e a quella del primato delle emozioni collettive. Richiamando alcuni indirizzi filosofici che si sono occupati di soggettività e coscienza, risulta paradossalmente che le due linee costitutive dei fenomeni macro portano a modelli di comportamento caratterizzati dall’indistinzione, che motivano isomorfismi ermeneutici come quelli colti e sviluppati, nell’ambito della teoria generale dei sistemi, nella seconda metà del XX secolo.

Presentazione del volume

I macrofenomeni sociali sono caratterizzati dall’evidenza di proprietà riguardanti la loro dimensione di insieme, cioè indipendenti dalle proprietà delle unità di azione che li compongono. Ma è più giustificato dire che, in realtà, certe proprietà delle unità di azione rimangono semplicemente nell’ombra, mentre l’autonomia fenomenica del dinamismo macro è sostenibile solo muovendo da un’assiomatica delle unità di azione, che si sostituisce a quelle proprietà. Senza questa operazione analitica, più o meno esplicita, non si spiegherebbe quel dinamismo. Esso presuppone che gli attori si muovano in base a certi criteri, che esso rinforza ma che non sono da esso creati. Se un insieme di persone mostra le sembianze comportamentali di una colonna di formiche o di uno stormo di rondini, bisogna rendersi conto, innanzitutto, che le persone non si stanno muovendo in base a certi loro tratti o principi di differenziazione sociale bensì come indistinti atomi logici che rendono possibili ricostruzioni eteronomiche della loro condotta. In generale, questo non significa che le scienze sociali considerino l’attore come un’entità faustiana (metà sociale, metà animale), ma che l’azione deve essere considerata alla luce di una complessità causale in cui sono sempre incipienti fattori pulsionali, fattori razionali e morali, nonché istanze egoistiche in senso stretto e che lo sforzo teorico deve guardare all’associazione o alla diversa prevalenza di queste forze. I macrofenomeni, in particolare, possono assumere due forme, quella dell’aggregazione e quella dell’emergenza, rispettivamente interpretabili in base a un’assiomatica del primato dell’interesse individuale e a quella del primato delle emozioni collettive.
Con l’utile richiamo al contributo di alcuni indirizzi filosofici che si sono occupati del tema della soggettività e della coscienza, risulta che le due linee costitutive dei fenomeni macro portano a modelli di comportamento ugualmente (e paradossalmente) caratterizzati dall’indistinzione, che motivano così isomorfismi ermeneutici del tipo di quelli colti e sviluppati, nell’ambito della teoria generale dei sistemi, nella seconda metà del XX secolo. Ne discende, quando è in atto tale orientamento di ricerca, un sostanziale indebolimento dei confini di pertinenza dell’analisi sociologica, venendo meno la centralità del paradigma interpretativo centrato sull’importanza della differenziazione strutturale dei sistemi sociali. Tenendo ferme certe assiomatiche del comportamento, chiunque può effettuare previsioni e simulazioni inerenti a fenomeni di tradizionale pertinenza sociologica. Perché, in base a quelle assiomatiche, gli uomini si muovono come capre.

Maurizio Bonolis dall’anno 2000 è professore ordinario di Sociologia generale alla Sapienza, Università di Roma. Nel corso dell’ultimo quindicennio ha pubblicato studi in materia di razionalità soggettiva, di storia del pensiero sociologico, di sociologia della cultura e della devianza.

Indice

Introduzione
Preziosa eredità filosofica (Eraclito e Heidegger)
(Sociologia e tradizione metafisica; Quotidianità e «medietà»; La conoscenza spontanea)
Rattrappito universo della razionalità (da Weber a Parsons)
(Natura sillogistica dello schema di azione; Euristica della razionalità strumentale; Attrazione e dolore della libertà)
Né ragione, né passione (Kant, Sartre, Freud)
(L’empirico e il trascendentale; Primato del Cogito; La mente prima della ragione)
Il declino epistemico delle strutture posizionali e il nuovo fisicalismo (egoismo, passione, spontaneità)
(Non residualità del non-razionale; «Medietà» e «non medietà» della vita; Fuga dalla «medietà»)
Due modi di intendere l’unità della scienza (Carnap e von Bertalanffy)
(Forma logica della spiegazione; Punti di tenue confine tra psicologia e sociologia)
«Medietà» e ritorno alla «medietà»
(Inibizione e coercizione; Triade durkheimiana e triade freudiana; Due sistemi di interazione; Ritorno alla «medietà»)
Reattività e razionalità
(Ancora su psicologia e sociologia; Fine del comportamentismo?; Rinascita del comportamentismo)
Problemi nomologici non posizionali
(Tre indirizzi; Goffman e i Neochicagoans; Etnometodologia; Sospetto di naturalismo; Gli «analitici»)
Conclusioni (Durkheim e Heidegger)
Bibliografia
Indice dei nomi.




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