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Francesco Mazzeo Rinaldi

Dall’output algoritmico al giudizio valutativo: governare l’evidenza nell’era dell’Intelligenza Artificiale

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 95 / 2026

L’articolo analizza criticamente il ruolo dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella valutazione di politiche e programmi, concentrandosi sui passaggi attraverso cui gli output algoritmici vengono trasformati in evidenza valutativa. Attraverso una critical narrative review della letteratura internazionale (2016–2025), vengono identificate tre principali modalità di concettualizzare l’IA: come estensione strumentale della capacità analitica, come rischio interpretativo ed etico e come oggetto di valutazione e governance. L’analisi mostra come tali prospettive tendano a lasciare implicita la catena inferenziale che collega output, interpretazione e giudizio. Per affrontare questo nodo, l’articolo propone un framework analitico articolato in cinque stadi – output algoritmico, validazione tecnica, interpretazione theory-informed, triangolazione e giudizio valutativo – finalizzato a rendere osservabili le possibili forme di “compressione epistemica” nei processi valutativi mediati dall’IA.

Walter Antonio Canu

La facilitazione valutativa nell'approccio partecipativo

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 95 / 2026

La facilitazione di gruppi è sempre più usata nell’ambito degli approcci partecipativi alla ricerca sociale e alla valutazione dei programmi, in particolare nei disegni qualitativi e misti. Tuttavia, il suo ruolo metodologico nelle diverse fasi del processo valutativo è ancora poco teorizzato. Basandosi sulla letteratura relativa alla valutazione focalizzata sull’utilizzo e agli approcci partecipativi, questo contributo distingue tra la prospettiva etica e quella utilitaristico-metodologica sulla partecipazione e propone una tipologia originale fondata sull’intersezione tra quattro fasi della valutazione e cinque finalità facilitative, dedicando particolare attenzione, in ottica pragmatica, alle funzioni di costruzione di significato (meaning-making) e costruzione di senso (sense-making). Il framework proposto identifica la facilitazione di gruppi come una risorsa metodologica trasversale, capace di rafforzare sia la partecipazione degli stakeholder sia l’utilizzo dei risultati valutativi. 

Alfonsina Mastrolia, Marco Palmieri, Davide De Valeri

L’infrastrutturazione sociale come leva di sviluppo. Fondazione con il Sud a Castelbuono

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 95 / 2026

L’articolo presenta i risultati della valutazione a posteriori del programma di sviluppo locale promosso da Fondazione con il Sud a Castelbuono. L’obiettivo è analizzare in che misura l’intervento abbia contribuito al rafforzamento dell’infrastrutturazione sociale locale, intesa come consolidamento e riorganizzazione delle relazioni collaborative tra attori territoriali. Il disegno valutativo integra Social Network Analysis e Gruppo Nominale in una prospettiva mixed methods, combinando analisi strutturale delle reti e dispositivo partecipativo di costruzione del giudizio valutativo. L’ibridazione delle tecniche consente di coniugare oggettivazione delle configurazioni relazionali e interpretazione dialogica dei cambiamenti osservati, in coerenza con l’approccio della valutazione partecipata. L’articolo propone una riflessione metodologica sull’uso integrato della SNA in ambito valutativo, evidenziandone il potenziale nella produzione di conoscenza condivisa sui processi di sviluppo locale.

Emanuela Pascuzzi, Stefania Chimenti

Partecipazione e valutazione nelle politiche universitarie di Public Engagement: verso modelli dialogici e generativi

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 95 / 2026

Il saggio analizza un’esperienza di valutazione partecipativa nella fase istituente della politica di Public Engagement (PE) di un ateneo italiano, integrando ricerca sociale, valutazione e co-ideazione, al fine di comprendere come il PE sia presente nelle pratiche e rappresentazioni della comunità accademica e costruire una visione condivisa del suo sviluppo futuro. La strategia adottata si ispira alla community participative action research basata su Confronto Creativo e Appreciative Inquiry. Il caso studio dimostra come la partecipazione possa rappresentare una dimensione epistemologica e politica della valutazione, generando conoscenza in modo plurale, una narrazione comune sul ruolo pubblico dell’università, trasformando relazioni interne e ponendo le basi per una politica di PE più strutturata, inclusiva e orientata all’impatto sociale.

Il contributo analizza, nel caso del progetto per il contrasto alla povertà educativa Ri-Belli, le condizioni di attuazione e le mediazioni operative che incidono sulle traiettorie di cambiamento. Adottando una prospettiva possibilista e una lettura theory-based dell’implementazione, interpreta il cambiamento come un esito situato, prodotto dall’interazione tra risorse progettuali, contesti di attuazione e assetti familiari. L’analisi ricostruisce configurazioni territoriali e familiari ricorrenti e mostra, anche attraverso il caso del laboratorio di affettività, come una stessa azione possa generare traiettorie differenti: convergenze, disallineamenti o adattamenti trasformativi. Ne emerge l’esigenza, nella valutazione di questi interventi, di spostare l’attenzione dalla sola verifica degli esiti alla comprensione delle condizioni che rendono il cambiamento possibile, ne ostacolano il consolidamento o ne ridefiniscono il corso.

Mauro Palumbo, Anna Fausta Scardigno, Antonio Felice Uricchio

Per una “teoria del cambiamento”: riflessioni a margine della valutazione delle iniziative di Valorizzazione della Conoscenza degli Atenei Italiani

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 95 / 2026

Il testo analizza in chiave critica la valutazione della Terza Missione o Valorizzazione delle conoscenze nelle Università italiane, con un focus specifico sull’esercizio valutativo della VQR/TM 2020-2024. Gli autori evidenziano le discrepanze tra le linee guida dell’ANVUR e la letteratura scientifica internazionale in argomento, soprattutto nell’uso dei termini impatto e valore aggiunto. Per superare una logica puramente burocratica, viene proposto un approccio ispirato alla Teoria del Cambiamento, capace di promuovere apprendimento istituzionale e riflessività negli Atenei. L’obiettivo è quello di trasformare la valutazione da un semplice adempimento formale a uno strumento strategico capace di rafforzare il ruolo sociale e civico delle Università. Viene proposto un modello a cerchi concentrici, per meglio monitorare gli effetti degli interventi degli atenei sui territori e sui destinatari. In breve, l’articolo promuove una visione della valutazione come processo trasformativo, capace di generale un reale miglioramento attraverso cui gli Atenei possano sviluppare la loro responsabilità civica e sociale.

Erica Melloni

Editoriale

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 95 / 2026

Maria Nigro, Alessia Lo Bosco

Progetto Cantiere

FOR - Rivista per la formazione

Fascicolo: 2 / 2026

Beatrice Lomaglio

Editoriale

FOR - Rivista per la formazione

Fascicolo: 2 / 2026

Cristina Cersosimo, Rocco Frondizi, Franco Ernesto Rubino

Internal auditors’ recognition of conflict of interest situations: A vignette-based analysis

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: 2 / 2026

This study investigates whether internal auditors’ recognition of managerial conflicts of interest (CoI) varies across organisational decision-making scenarios. The analysis is based on a questionnaire administered to 88 internal auditors employed by a large Italian listed company. Since all respondents belong to a single organisation, the study examines the individual characteristics and contextual factors associated with auditors’ recognition of managerial CoI and their responses to such situations. Respondents evaluated four vignette-based scenarios characterised by different levels of ambiguity and normative clarity. Two logistic regression models tested whether demographic characteristics (age, gender, educational background, and professional experience) and vignette-based response patterns are associated with CoI recognition. The findings suggest that CoI recognition is context-dependent. Responses are relatively homogeneous in scenarios with clear normative expectations, whereas greater heterogeneity emerges when ethical boundaries and decision-making responsibilities are less clearly defined. Vignette-based response patterns are associated with CoI recognition only in more ambiguous contexts. These findings contribute to the behavioural governance and internal auditing literature by highlighting the role of contextual framing in ethical judgement and suggesting that governance mechanisms, ethical codes, and internal control systems may reduce interpretative variability in ambiguous organisational settings.

Sonia Vitali, Marco Giuliani, Simone Poli

Socially Responsible Investors and ESG performance: Does investor origin matter?

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: 2 / 2026

This study examines the association between socially responsible investor (SRI) ownership and the ESG performance of 30 Italian listed companies over 2018–2022. Drawing on Institutional Theory, we consider both the composite ESG score and its Environmental, Social, and Governance pillars. SRIs are defined as institutional investors that are signatories to the United Nations Principles for Responsible Investment (UN PRI). A distinctive feature of the study is the comparison between domestic and foreign SRI ownership. Using panel regressions with firm and year fixed effects and ESG data from Refinitiv, the results show that total SRI ownership is positively associated with the composite ESG score. The disaggregated analysis indicates that foreign SRI ownership is positively associated with the composite ESG score, whereas domestic SRI ownership is positively associated only with the Governance score. The presence of a sustainability committee is also positively associated with the composite ESG score and the Social pillar. The findings suggest that a shared formal commitment to responsible investment may be associated with different ESG outcomes depending on investors’ geographic origin, thereby extending the application of Institutional Theory to responsible investment. They also offer insights for policymakers, corporate boards, and asset managers seeking to strengthen responsible investment and corporate sustainability practices in Italy.