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Alfonso Catania

La norma è una credenza? Su The law and the Right di Enrico Pattaro

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 3 / 2008

Is Law a Belief System? On Enrico Patttaro’s The Law and The Right - Enrico Pattaro’s volume The Law and the Right features an appreciable finesse of argumentation and an analysis of unusual historical density. The attention paid to psychology absolutely significant when studying an area like that of law, which comprises relationships of expectation and of claim is deserving of recognition as an indispensable, urgent complexification of the conceptual framework of legal positivism and realism, whose reasoning has for some time been manifesting a degree of aridity and, I dare say, poverty. The author identifies the fact that Hart is treated as having espoused the psychologically-inclined realist school as a consequence of the realistic attention to describing normative attitudes as somewhat forced reasoning. These normative attitudes that Hart analyses by drawing a distinction between the internal and the external point of view can hardly be reduced to mere internal experiences that are pregnant exclusively in empirical psychological terms. While the epistemological option in favour of a radical, materialist, psychologist monism expounded in Pattaro’s book on the one hand stimulates a valuable investigation into the mental and social dynamic immanent to reality (which must be), no less than the plane of reality that is, on the other hand it runs the risk of casting a shadow on the dimension of designing and transforming reality practised by those who generate norms (marginal in volume compared to the prevalence of believers who make them what they are by the very act of believing in them), thus blacking out the dialectic tension between law and facticity, obedience and effectiveness. This is a classical objection to radical realism that is not overcome by the attention paid by Pattaro to the normative dimension "in the relative sense".

Alfonso Pascale

Per una nuova rappresentanza agricola

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 3 / 2000

Per una nuova rappresentanza agricola (di Alfonso Pascale) - ABSTRACT: Le organizzazioni professionali agricole dovrebbero aprire una riflessione sulle cause della crisi di rappresentanza e sulle nuove condizioni su cui impiantare un nuovo modello. L’evoluzione del rapporto tra democrazia e globalizzazione e il cambiamento che investe le istituzioni e le politiche agricole sono lo scenario entro cui analizzare i problemi degli ultimi venti anni e tentare l’individuazione dei percorsi futuri. In tale ottica, la rifondazione della rappresentanza appare dipendere dalla capacità dell’organizzazione agricola di dotarsi di un progetto, che riformuli, nel modo più inclusivo e responsabile, i contenuti su cui stabilire il rapporto tra l’agricoltura e la società. Il progetto dovrebbe essere lo strumento per dialogare con le istituzioni e con la società e costituire il cuore delle scelte riguardanti gli assetti organizzativi, la rete dei servizi, nonché l’edificazione delle strutture economiche e delle relazioni con gli altri settori economici e coi consumatori.

Alfredo Agustoni

Commenti

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1-2 / 2017

In questo breve saggio, ci proponiamo qualche riflessione sui rapporti tra le trasformazioni spaziali e territoriali che accompagnano le dinamiche della globalizzazione, a partire da una serie di approcci teorici, e i conflitti ambientali, con particolare attenzione alla dimensione locale - evidenziando peraltro il rilievo e le potenzialità di tali conflitti nei nuovi scenari disegnati dalle politiche neoliberali. Alla luce di quanto precedentemente esposto, nell'ultimo paragrafo conduciamo un'analisi critica del concetto di Nimby, a partire dalla facilità con cui funge da dispositivo retorico funzionale alla smobilitazione del conflitto stesso. La nostra analisi, in particolare, è centrata su due aspetti che la retorica "anti- Nimb" (nel suo proporsi come presunta "retorica del fare" nel "paese dei veti"): in primo luogo, l’assunto del carattere egoistico e "particolaristico" delle opposizioni locali, contro un presunto interesse generale e, in secondo luogo, il presunto carattere "irrazionale" ed "emotivo" di reazioni che sembrano scontrarsi con una presunta "oggettività" e "imparzialità" dei saperi esperti messi in campo - quasi come se questi non fossero inseriti in una rete di interessi e relazioni contestuali che contribuiscono a spiegarne l’affidabilità.

Alfredo Agustoni, Alfredo Alietti

Lo spettro del ghetto e i processi di ghettizzazione. Considerazioni introduttive

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 125 / 2021

Il termine ghetto ha assunto sempre più una sua connotazione emotiva che assume i contorni di una vera e propria eccezionalità e morbosità sociale. A partire da una sintetica rassegna della lunga tradizione sociologica si propone una riflessione introduttiva orientata ad analizzare quanto di evocativo si associ al ghetto. Ciò svela il suo potenziale retorico e stigmatizzante. Inoltre, il ghetto nella sua articolazione urbana e/o rurale mostra di essere l’esito di politiche di esclusione, come individuato dall’estesa letteratura sociologica nordamericana sul tema.

Alfredo Agustoni, Alfredo Alietti, Roberta Cucca

Neoliberalismo, migrazioni e segregazione spaziale. politiche abitative e mix sociale nei casi europeo e italiano

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 106 / 2015

Partendo da un discorso generale sull’ambiguo rapporto tra politiche neoliberali, questione abitativa e segregazione in Europa, prendiamo in considerazione il caso italiano, esaminando in primo luogo le caratteristiche del welfare abitativo per metterne in luce le variabili rilevanti nella spiegazione dei fenomeni di segregazione. Ci focalizziamo infine sul caso milanese, con un’analisi dei processi di segregazione e delle limitate e ambivalenti risposte pubbliche, interpretate sempre alla luce del discorso neoliberale sulla città impostosi negli ultimi anni.

Alfredo Ancora

Famiglie migranti e terapeuti stanziali

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 31 / 2010

L’autore, psichiatra e psicoterapeuta, descrive la sua esperienza clinica acquisita presso un centro di salute mentale alla periferia di Roma, con famiglie di migranti. Sostiene che la terapia familiare, sulle tracce di Gregory Bateson, deve ritrovare il suo rapporto con gli altri livelli di lettura in modo da condurre a diversi pensieri/azioni che la complessità della famiglia dei migranti richiede. A questo proposito introduce il termine “terapie contaminate” per indicare questo aspetto della realtà alla quale i paradigmi scientifici devono essere in grado di adattarsi.

Alfredo Del Monte, Antonio Acconcia

Regional Development and Public Spending: The Case of Italy

STUDI ECONOMICI

Fascicolo: 72 / 2000

Regional Development and Public Spending: the Case of Italy (by Antonio Acconcia, Alfredo Del Monte) - ABSTRACT: In Italy redistribution and regional policies have been implemented since World War II; poorer regions have been receiving large amount of public funds, namely public consumption and infrastructure investment, to stimulate economic activity or, more generally, to increase welfare. Starting with this premise, the paper analyses the effects of public spending on regional growth in Italy. Taking advantage of both the spatial and the time dimension of the available data, we offer results of two distinct panel analyses which stress the cross-section or the time dimension, respectively. The main results are the following: there is a positive relationship between regional growth and infrastructure capital which mainly holds for the Manufacturing sector; within the Manufacturing sector, the impact of public investment on productivity is noticeably stronger for the low-income group of regions than for the high-income group of regions. No positive impact of public consumption on productivity is detected. Keywords: regional disparities; infrastructure investment; public consumption. JEL Classification: O18, H54