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Vincenzo Bruno Muscatiello

Recensioni

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 5 / 2013

Gli autori sottolineano il fatto che negli ultimi tre decenni si è assistito molto spesso ad un passaggio dalla metodologia di ricerca empirica a quella psicoanalitica senza alcuna consapevolezza di quelle che in filosofia della scienza si chiamano «regole di corrispondenza regole che disciplinano le eventuali ibridazioni fra due diversi ambiti scientifici. Essi auspicano un confronto nei termini di una reciproca fertilizzazione che non stravolga, in nome di una supposta rifondazione su "inequivocabili" dati empirici, il nucleo essenziale della psicoanalisi, cioè l’esistenza dell’inconscio. Tale rischio si palesa soprattutto con il bambino competente costruito dall’infant research, un bambino fondamentalmente privo di inconscio. Il rischio è che l’oggetto e la metodologia delle ricerche empiriche deformino la psicoanalisi, che sembra allora doversi occupare non più di quanto viene difensivamente escluso, rimosso o scisso dalla coscienza, ma piuttosto di una varietà di procedure mentali implicite organizzate automaticamente: in questo caso la trasparenza soggettiva sostituirebbe ingiustificatamente l’individuazione delle determinanti inconsce. Rinnovare l’inscindibilità dell’intreccio freudiano tra teoria, metodo e cura costituisce quindi la possibile strada da percorrere e da esplorare per rendere euristica una definizione di specificità della psicoanalisi.

Vincenzo Bonaminio, Maria Ponsi, Andrea Seganti

Dibattito italiano

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 1997

Vincenzo Belcastro, Paolo Calabresi

Indicazioni per la terapia antiepilettica del disabile grave

CHILD DEVELOPMENT & DISABILITIES - SAGGI

Fascicolo: 3 / 2010

Il trattamento farmacologico dei pazienti gravemente disabili affetti da epilessia presenta difficoltà peculiari, dovute sia all’incapacità del soggetto di riferire puntualmente i sintomi e gli eventuali effetti collaterali della terapia sia alla carenza di trial specifici in letteratura. Per il primo problema è fondamentale la mediazione dell’operatore/educatore che, grazie alla sua costante vicinanza al paziente, può riferire i segni diretti e indiretti di interesse clinico. Il farmaco da somministrare deve essere scelto in base al tipo di crisi, valutando anche i possibili effetti collaterali gravi e irreversibili. Nel presente contributo vengono brevemente commentati i vantaggi e i rischi connessi alla somministrazione dei nuovi farmaci antiepilettici, richiamando anche le raccomandazioni contenute in alcuni recenti lavori pubblicati sulle riviste "Neurology" e "Seizures". Viene poi argomentato alla luce di nuove ricerche il concetto di refrattarietà alla terapia antiepilettica. Infine l’Autore riporta un caso di netto peggioramento della sintomatologia comiziale in rapporto alla somministrazione di carbamazepina, che teoricamente risultava indicata nel paziente in questione.

Vincenzo Bavaro, Vito Leccese

Sulla struttura della contrattazione collettiva in Italia: alcune questioni con Lauralba

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

In un ideale dialogo con Lauralba Bellardi, gli Autori riflettono sulla struttura della contrattazione collettiva in Italia; la questione salariale, il dumping contrattuale, la selezione e la misurazione degli agenti negoziali costituiscono i temi privilegiati di un perdurante confronto.

L’articolo ha l’obiettivo di sottoporre a verifica metodologica gli studi sulle tra-sformazioni del lavoro per verificare se la sociologia del lavoro e il diritto del lavoro riescono a dialogare e convergere su un medesimo e reale oggetto di studio. Prendendo come punto di osservazione l’azione di autotutela sindacale, l’Autore intende mettere in evidenza la necessità che studi sociali e studi giuridici sul lavoro siano sempre più intrecciati.

Vincenzo Bavaro

Contro la titolarità maggioritaria del diritto di sciopero (una critica a proposito dei servizi pubblici essenziali)

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 159 / 2018

Il saggio analizza le proposte maturate in dottrina, in alcune proposte di legge e nella Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici favorevoli ad attribuire la titolarità del diritto di proclamare sciopero ai sindacati maggiormente rappresentativi, oppure alla procedura di referendum preventivo, approvato a maggioranza dai lavoratori. L’A. sostiene la contrarietà di queste proposte - qualora fossero tradotte in legge - sia con la libertà sindacale dell’art. 39 Cost. sia col diritto di sciopero dell’art. 40 Cost. Peraltro, l’A. sostiene che queste proposte sono coerenti con un modello di democrazia industriale di tipo ordo-liberale.

Vincenzo Bavaro

Il contratto nazionale dei metalmeccanici 2016: una prospettiva sulle relazioni industriali italiane

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 156 / 2017

Il contratto collettivo nazionale del settore metalmeccanico industriale rappresenta in genere le tendenze del sistema di relazioni industriali italiano. Esso perciò è importante innanzitutto perché chiude una fase di rottura delle relazioni fra i sindacati più rappresentativi. Inoltre, ci sono contenuti normativi che rappresentano una novità per questo settore: il rafforzamento della partecipazione sindacale, il diritto soggettivo alla formazione dei lavoratori, una nuova struttura del salario e la regolazione attuativa della contrattazione aziendale in deroga.

Vincenzo Barra, Antinea Ambretti, Giuseppe Baldassarre, Rosa Sgambelluri

Progetto di vita e Autodeterminazione. Il Tinkering come dispositivo pedagogico per un apprendimento universale

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Alla luce delle recenti disposizioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 62/2024, il Progetto di Vita si configura come una strategia pedagogica finalizzata a promuovere processi di inclusione, partecipazione attiva e sviluppo integrale della persona, attraverso un percorso educativo personalizzato, corresponsabile e dinamico, capace di accogliere e valorizzare l’unicità di ciascuno. In questo framework teorico-normativo, l’autodeterminazione, intesa come capacità di esercitare agency, compiere scelte consapevoli e partecipare attivamente alla co-progettazione del proprio percorso di crescita, assume un ruolo cruciale, configurandosi al contempo come finalità educativa e presupposto imprescindibile per la costruzione di progettualità trasformative e condivise. In accordo con tale impianto pedagogico, il Tinkering si configura come un approccio didattico innovativo, fondato sui principi dell’embodied cognition e orientato alla valorizzazione dell’esperienza concreta, della sperimentazione e della personalizzazione dei processi di apprendimento, in linea con i principi dello Universal Design for Learning. A partire da questi presupposti, si apre uno spazio di riflessione sulle potenzialità educative del tinkering, in particolare in relazione ai temi del Progetto di Vita e dell’autodeterminazione, nella prospettiva di un’educazione inclusiva. Il presente contributo si propone di offrire una cornice teorica e spunti operativi per la progettazione di percorsi didattici flessibili e inclusivi, orientati alla costruzione di ecosistemi educativi capaci di sostenere il coinvolgimento attivo e consapevole di ciascuno studente nel proprio processo di maturazione e apprendimento.