RISULTATI RICERCA

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Alessia Nora, Luca Barbaresi, Dario D'Orazio, Giulia Fratoni

Progettazione integrata con cambio di destinazione d’uso di un’aula universitaria per l’ottimizzazione del comfort acustico secondo i CAM

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2024

Il presente lavoro riguarda la progettazione integrata acustica ed illuminotecnica di una sala universitaria, con la destinazione d’uso precedente di palestra, che a seguito di tale progetto verrà adibita ad aula magna del Campus universitario di Forlì. Il processo progettuale prevede l’uso di formule analitiche previsionali e di simulazioni numeriche, focalizzandosi sui parametri acustici Tempo di riverberazione T20, Indice di Chiarezza C50 and Speech Transmission Index STI. La geometria dell’ambiente e i vincoli progettuali non hanno permesso il raggiungimento dei requisiti di qualità acustica con soli trattamenti di acustica passiva. Nella sala è stata valutata necessaria l’introduzione di un sistema di amplificazione per soddisfare i requisiti della UNI 11532:2020, resa cogente dai CAM (Criteri Ambientali Minimi).

Domenico De Salvio

Machine learning per la separazione e la misura di sorgenti sonore coesistenti in spazi chiusi

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2024

La crescente potenza di calcolo e capacità di immagazzinamento dati della strumentazione acustica fa sì che si ponga sempre più attenzione verso i monitoraggi a lungo termine. Questa grande quantità di dati spiana la strada all’utilizzo di tecniche di machine learning. L’utilizzo di algoritmi sofisticati, principalmente basati su assunzioni statistiche, permette di ampliare le capacità di analisi dei tecnici acustici di contesti complessi. Il presente lavoro vuole proporre un metodo basato su tecniche di machine learning per separare, identificare e misurare diverse sorgenti sonore coesistenti in scenari reali monitorati tramite un fonometro. Sono presentati quattro casi studio in cui il metodo proposto è stato applicato. Due casi studio riguardano il monitoraggio di lezioni universitarie per separare il parlato dell'insegnante dal chiacchiericcio degli studenti. Questo permette di misurare il grado di attenzione degli studenti durante le lezioni. Altri due casi studio invece riguardano il monitoraggio di due uffici con più postazioni lavorative in cui sono state separate le sorgenti di rumore dal parlato dei lavoratori.

L'impatto antropico e l'incremento della domanda energetica sollecitano l'adozione di tecnologie capaci di recuperare o trasformare fonti energetiche non sfruttate, come il calore residuo industriale o solare. La termoacustica, in questo panorama, si presenta come una soluzione sostenibile efficace, utilizzando fonti a bassa temperatura con fluidi ecocompatibili, ed è vantaggiosa per i bassi costi di gestione e manutenzione. Al centro di questa tecnologia vi è lo stack, un materiale poroso essenziale per le interazioni viscose e termiche necessarie alla conversione dell'energia. Questa ricerca punta ad ottimizzare l'efficienza di motori e refrigeratori termoacustici mediante l'uso di stack non convenzionali come Array di Pin Tetragonali, Wire Mesh e Schiume a Membrana 3D. Attraverso un metodo numerico agli elementi finiti, si caratterizzano i parametri di trasporto delle microstrutture. I modelli previsionali del comportamento termoacustico sono stati poi validati con nuove tecniche di misurazione acustiche. Infine, un'analisi preliminare mostra il potenziale di questi materiali innovativi nel migliorare le prestazioni dei dispositivi termoacustici.

Elena Turco, Matteo Robba, Paola Iannello

La Multidimensional Financial Literacy Scale: proposta di un nuovo strumento per la misurazione della financial literacy

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2023

L’alfabetizzazione finanziaria (financial literacy) è l’insieme delle conoscenze e competenze relative alla gestione delle proprie risorse finanziarie.
Possedere tali nozioni e abilità consente di prendere decisioni finanziarie che impattano positivamente sul proprio benessere personale. Ad oggi gli strumenti per misurare il livello di alfabetizzazione finanziaria dell’individuo sono molteplici a causa dell’esistenza di diverse concettualizzazioni del costrutto stesso. A partire dalla definizione dell’Organization for Economic Co-operation and Development (OECD), che considera l’alfabetizzazione finanziaria come l’insieme di consapevolezza, conoscenze, competenze, atteggiamenti e comportamenti in tale ambito, il presente contributo intende descrivere la progettazione di un nuovo strumento di misura della financial literacy. La Multidimensional Financial Literacy Scale (MFLS) vuole proporsi come nuovo strumento di misurazione dell’alfabetizzazione finanziaria intesa come costrutto multidimensionale. Gli item della nuova scala costituiscono l’operazionalizzazione dei costrutti teorici inclusi nella definizione dell’Organization for Economic Cooperation and Development (OECD). La scala presenta una struttura modulare, in cui gli item sono ordinati per gradiente di difficoltà, da livello base a livello avanzato. Il presente contributo, oltre alla presentazione di un nuovo strumento di misurazione della financial literacy, offre altresì una riflessione teorica sulle motivazioni scientifiche che hanno portato alla creazione della nuova scala che, tuttavia, necessita di studi futuri che ne testino le proprietà psicometriche.

Tullia Romanelli, Elisabetta Lombardi

Reframing developmental dyslexia and bilingualism: An overview to enhance strengths and advantages

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2023

This paper explores the evolving perceptions of bilingualism and developmental dyslexia, shifting from viewing them as deficits to acknowledging their inherent strengths. This overview contributes to the evolving narrative surrounding dyslexia and bilingualism, urging a revaluation of these conditions from deficit-centered perspectives to recognize the diverse cognitive abilities and adaptive advantages they offer. It delves into the positive aspects associated with developmental dyslexia, highlighting cognitive strengths like visuospatial skills, narrative reasoning, and dynamic reasoning.
Additionally, it examines the multifaceted nature of bilingualism, outlining distinctions between types of bilingualism and emphasizing cognitive benefits such as enhanced cognitive flexibility, attentional skills, and executive functions among bilingual individuals. The complexities of language acquisition, socioeconomic factors, and societal support are discussed in understanding the interplay between language acquisition and cognitive development in bilingual contexts. Furthermore, the paper navigates the intricate connection between dyslexia and bilingualism, emphasizing factors like language exposure, linguistic characteristics, and individual cognitive processes that influence their interaction. Dyslexia significantly impacts language acquisition and proficiency in both native and second languages, requiring tailored assessments and interventions for dyslexic bilingual individuals.

Anna Maria Sassone

Il mestiere dell’analista oggi: tra volontà, possibilità e potenzialità

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 59 / 2024

L’Autrice propone una lettura dello spirito del nostro tempo e dei problemi  del presente ponendoli in relazione alla richiesta di formazione analitica oggi e al ruolo e alla funzione dell’analista. Lo sguardo è  rivolto in prevalenza alla complessità della psiche e  da tale vertice di lettura è approfondita l’importanza della personalità dell’analista come fattore di terapia.  

Jung distingue due forme di pensiero, logico-discorsivo e per immagini, che sono alla base della relazione tra inconscio e coscienza. Il lavoro con le immagini assume una crescente importanza nella sua teoria in seguito agli studi sull’alchimia. Questi ultimi, assieme alle teorie della meccanica quantistica, lo conducono a una visione unitaria del mondo in cui non vigono le leggi dello spazio-tempo e della causalità, ma l’unità tra spirito e materia dell’unus mundus, in base alla quale egli interpreta i fenomeni di sincronicità. Per altre teorie è l’identificazione proiettiva che determina le interazioni circolari presenti nelle diadi madre-bambino e analista-paziente, ed è all’origine della capacità di pensare e della costituzione dell’area transizionale e del terzo analitico intersoggettivo. Quindi la spiegazione dei fenomeni di sincronicità attraverso l’ipotesi dei nessi acausali si deve confrontare con il paradigma dell’intersoggettività.

Riccardo Bernardini

I Tipi psicologici fra tradizione, controversie e modernità

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 59 / 2024

Dall’edizione di Tipi psicologici (1921) in poi, letteratura ed epistolari hanno contribuito a chiarire come la tipologia fosse tutto fuorché il principale interesse di Carl Gustav Jung. Quest’ultimo ne riconosceva il valore in quanto apparato critico per vagliare il materiale empirico, piuttosto che tentativo di tipizzare le coscienze. È proprio la capacità euristica dei tipi a giustificarne l’odierno utilizzo in ambito psicoterapeutico e analitico. Paradossalmente, è invece la loro sistematizzazione come “caratterologia” a decretarne il successo anche al di fuori dei contesti clinici e, dagli anni ’20 in poi, l’enorme diffusione a ogni latitudine, rendendo la teoria via via più rilevante a fini valutativi, formativi e orientativi. Dal 1942 a oggi, vengono realizzati numerosi tentativi psicometrici ispirati alla tipologia junghiana, derivati, congruenti o divergenti dal Myers-Briggs Type Indicator (MBTI). Se la teoria va sempre più sofisticandosi dal punto di vista metodologico, essa sembra però adombrare pressoché tutte le preoccupazioni filosofiche, letterarie e culturali care a Jung, come rilevato da James Hillman in un intervento tenuto a Eranos nel 1976, Le tipologie egualitarie versus la percezione dell’unicità.

Emilia Attanasio

Una passeggiata con Federica durante la pandemia Covid-19

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 59 / 2024

In questo articolo l’autrice indaga gli effetti della pandemia Covid-19 e le conseguenti variazioni del setting. La comune realtà condivisa, la pandemia con il suo pericoloso portato di morte, irrompe nel mondo dell’analista e del paziente e li accomuna in un vissuto di pericolo e di allarme per il contagio. La riflessione sui vissuti legati al pericolo del contagio diventa occasione preziosa ancorandosi ad una situazione clinica. Una vignetta clinica completa l’articolo e permette all’autrice di approfondire il processo terapeutico con una particolare attenzione al setting nei pazienti con traumi complessi. Ove il trauma individuale entra in risonanza e viene amplificato dal trauma collettivo.

Comitato di Redazione

Editoriale

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 59 / 2024

Valentino Franchitti, Manuela Tartari

Intervista ad Augusto Romano

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 59 / 2024

Riportiamo l’intervista fatta ad Augusto Romano, analista junghiano, socio ordinario della International Association for Analytical Psychology e analista didatta della Associazione Italiana di Psicologia Analitica. Ha insegnato Fondamenti di psicologia analitica nell’Università di Torino. Ha pubblicato numerosi volumi saggistici, tra cui Madre di morte (2000), Il flâneur all’inferno (2006), Studi sull’ombra (in collaborazione con M. Trevi) (2010), Il sogno del prigioniero (2013), L’inconscio a Torino (2017), Musica e psiche (2021), per i tipi di Nino Aragno ha pubblicato il romanzo La manutenzione dell’amore (2016) e, per i tipi dell’editore Manni, il volume di poesie La memoria interrotta (2024).

Giancarlo Costanza, Emanuela Pasquarelli, Valentino Franchitti, Marta Tibaldi, Augusto Romano

Recensioni

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 59 / 2024

Introduction. Health Psychology highlights the complexity of factors that influences the individual decision to adopt one, or more, protective behaviours for avoiding diseases and adverse health outcomes. One of the most relevant theory is the Protection Motivation Theory (Rogers, 1975), which has been adopted for identifying the psychological factors involved in many protection behaviours. Another relevant construct for healthy behaviours is represented by the Time Perspective (Zimbardo & Boyd, 1999). This study analysed the relationships between the Protection Motivation Theory applied on Covid-19 and Time Perspective in Italian young people. Method. A group of 130 young people (m. age 26.4; 40 males and 90 females) participated in the study, filling in the Swedish Zimbardo Time Perspective Inventory and the Motivation to Protect against Covid-19 Questionnaire. Three single items furthermore explored the prevailingly sources of information for Covid-19 (social media such as Facebook; traditional media such as TV; specialistic magazines such as Le Scienze) used and a single item tested the level of mistrust in Political Institutions and mass-media and its association with protection motivation, beliefs and perceived vulnerability to Covid-19. Results.Perceived vulnerability to Covid-19 and use of protections and perceived efficacy of protections, show positive correlations with Future Positive; beliefs on Covid-19 vaccine resulted as negatively correlated with Present Fatalistic; a positive correlation between mistrust in political institutions and Present Fatalistic has been found. Social media (such as Facebook, Instagram) and traditional mass media (such as TV) as preferred systems of information are both positively correlated with beliefs on Covid-19 vaccine, perceived vulnerability and use of protections, highlighting the role of new forms of circulation of information, but also the relevance of traditional ones for young people. Perceived vulnerability to Covid-19, perceived efficacy of protections give a positive contribution to the intention to get vaccinated; mistrust in political institutions and media on the contrary reduces the intention to take the vaccine. Conclusions. Results are discussed in relations to preventive interventions on the young population for the improvement of self-awareness of persistence of this virus and consequently the necessity of adopting self-protection, with special attention to vaccination. The relevance of time perspective dimensions for protection suggests to include it in the programs devoted to reduce the risk of contagion.

Introduction: The study compares the accounting system of the Conservatorio di San Pietro a Majella (CSPM) in Naples before and after its renovation imposed by King Ferdinand II in 1856 with the royal decree of 21 July. The decree, promulgated during the political crisis of the Bourbon monarchy, was aimed at strengthening the control of this charitable-educational institution of the city of Naples, to retain power over the city. Aims of the work: The paper aims at understanding which aspects of the accounting system were used as a lever to increase control of the CSPM. Methodological approach: The paper adopts Miller and Rose’s framework concerning the role of “experts” in the exercise of power, and a qualitative research method rooted in archival research as well as a case study approach. It relies on primary sources kept in the Historical Archive of the CSPM and the State Archive of Naples as well as on secondary sources reconstructing the political climate of the period under investigation. Main findings: The real novelty resulting from the reform lies in the introduction of experts into the apparatus of accounting surveillance on the CSPM, making the case study an example of the use of experts for control by political power.

Rezeda Popova, Bertram Müller, Pablo Herrera Salinas, Peter Schulthess

Dialogando sulla supervisione: dalla tecnica alla relazione

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2024

In questo articolo Rezeda Popova, una psicologa psicoterapeuta della Gestalt e direttrice dell’Istituto del Kazan, intreccia il pensiero di Pablo Herrera Salinas (Cile), Bertram Müller (Germania) e Peter Schulthess (Svizzera), tre didatti internazionali che hanno una lunga esperienza nell’ambito della supervisione e della formazione. Rispondendo alle domande poste dalla curatrice, disegnano un ricco scenario di prospettive e intuizioni utili sia per i teorici del metodo gestaltico che per i professionisti di questa pratica fondamentale della formazione e della professione. Ciascun autore ci offre l’unicità della propria esperienza e delle proprie competenze, attraverso riflessioni preziose sul ruolo della supervisione nella psicoterapia della Gestalt. Gli autori restituiscono anche aspetti di criticità sui quali sarà importante riflettere per rendere il processo della supervisione un percorso non solo tecnico, ma anche relazionale ed etico.

Gary Yontef

La supervisione dalla prospettiva della psicoterapia della Gestalt

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2024

Questo articolo è la versione riveduta dall’autore di un capitolo intitolato “Supervisione esperienziale” tratto dal libro. Handbook of Psychotherapy Supervision. L’articolo parla della supervisione come campo di applicazione della epistemologia della psicoterapia della Gestalt (ad esempio i princìpi della fenomenologia, del dialogo e della teoria del campo) ed esplora in che modo la pratica della supervisione gestaltica segua i princìpi della psicoterapia della Gestalt. La supervisione viene presentata come adattamento creativo e vista in termini di Teoria Paradossale del Cambiamento e di Relazione Dialogica. Ciascuna delle tre funzioni o componenti della supervisione (amministrativa, educativa e consultiva) viene discussa anche in base alle caratteristiche della istituzione committente, della comunità e del livello di esperienza del supervisionato. La teoria della psicoterapia della Gestalt e le pratiche di supervisione sono discusse in riferimento a ciascuna delle tre componenti. Vengono confrontate la supervisione e la psicoterapia e viene discussa la metodologia della supervisione in psicoterapia della Gestalt, compreso il metodo esperienziale, il processo parallelo, il ruolo della teoria nella supervisione, la sequenza della supervisione e le possibili interferenze nel processo di supervisione.

Sara Genny Chinnici, Andrea De Lorenzo Poz, Fabiola Maggio

Congressi

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo attinge ai vari studi gestaltici sulla supervisione, evidenziando come ciascuno di essi applichi i principi della psicoterapia della Gestalt. Tuttavia, la svolta umanistica che colloca il rapporto paziente/terapeuta nella paritarietà esistenziale non trova una chiara applicazione negli esempi di supervisione gestaltica, nel cui sfondo rimane lo scarto tra chi sa di più e chi sa di meno, come definizione epistemologica della relazione di supervisione. L’autrice propone dunque di rivedere il concetto di supervisione in psicoterapia della Gestalt come riconoscimento dell’intenzionalità terapeutica del supervisionato, all’interno del campo fenomenologico co-creato da supervisore e supervisionato. Nella pratica, il supervisore applicherà questo concetto facendo chiarezza su ciò che il supervisionato già sa sul paziente, dal punto di vista diagnostico, anamnestico, estetico e relazionale, e sostenendo le intenzionalità del terapeuta e del paziente, che formano il campo fenomenologico, o situazione di supervisione. L’autrice propone a questo punto delle linee guida per i supervisori, per concretizzare questa prospettiva nella pratica clinica.