RISULTATI RICERCA

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Edoardo Nicola Fragale

Le trasformazioni del Governo nel prisma della distinzione tra “politica” e “amministrazione”

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Lo scritto esamina le trasformazioni intervenute nell’amministrazione italiana, a seguito dell’avvento della distinzione funzionale. Rilevata l’ineffettività delle riforme degli anni Novanta, lo scritto imputa le cause del fallimento del nuovo modello organizzativo ad alcune criticità radicate nel paradigma managerialistico, che hanno reso problematica l’operazione di progettazione dell’ambiente organizzativo richiesto dal radicamento del nuovo principio. L’analisi verrà completata dalla disamina delle criticità annidate all’interno dei dispositivi di funzionamento del modello dicotomico. Queste traiettorie della ricerca si incroceranno a un certo punto del lavoro, per tentare di individuare un possibile punto di approdo finale di un modello organizzativo ancora alla ricerca di una sua identità.

Silvia Filippi

Il Governo in Parlamento: prospettive evolutive

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

La formula “Governo in Parlamento” sintetizza il complesso di poteri e meccanismi in capo al Governo nell’ambito delle procedure parlamentari, che rispondono alla necessità di cooperazione interistituzionale insita nella nostra forma di governo. Tuttavia, la prassi negli anni ha dimostrato come tali strumenti siano stati utilizzati secondo una logica “avversariale”, che contrappone il Governo al Parlamento. Dal momento che tali dina-miche si riflettono sulla capacità di intervento dell’esecutivo rispetto alla programma-zione dei lavori parlamentari, si cercherà di comprendere se, attraverso tali meccanismi, sia possibile riallineare i rapporti Governo-Parlamento, e, con essi, il tempo della politi-ca ed il tempo del procedimento legislativo. L’intento è quello di sondare se possano individuarsi o meno delle tendenze verso la cooperazione, da cui potrebbero sicuramen-te uscirne rafforzati entrambi gli organi costituzionali.

Il contributo prende in esame i poteri normativi del Governo nel susseguirsi delle emer-genze (pandemica; economica; bellico-energetica). Dall’analisi si evince che, pur essendo i processi di produzione normativa complessivamente rimasti nell’alveo delle prescrizioni costituzionali, le torsioni impresse al sistema delle fonti hanno attenuato la distin-zione tra ordinarietà e straordinarietà. Ciò denota una certa difficoltà a rientrare nel fisiologico funzionamento dei pubblici poteri e determina un ulteriore spostamento del baricentro della normazione in favore del Governo così concorrendo alla formazione di un diritto derogatorio delle fonti.

Giovanni Piccirilli

Europeizzazione dell’indirizzo politico? L’azione del governo tra istituzioni nazionali e UE

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

L’evoluzione determinata dalla progressiva integrazione tra ordinamento costituzionale italiano e ordinamento dell’Unione europea sta facendo emergere nuove sedi e nuove forme di elaborazione dell’indirizzo politico. Non soltanto vi sono crescenti condizio-namenti reciproci tra i due livelli, ma emerge progressivamente la necessità di una con-sonanza tra il funzionamento dell’uno e quello dell’altro. In particolare, è proprio l’azione del Governo, non più istituzione unicamente “nazionale”, a far emergere novità di particolare rilievo: dalla stabilità delle coalizioni condizionata alla coesione rispetto alle scelte in sede europea, alle asimmetrie tra Ministri conseguentemente al diverso ruo-lo esercitato (o meno) in sede europea. La prospettiva della redazione e dell’attuazione del PNRR, infine, offre ulteriori spunti innovativi, ponendo al centro dell’azione norma-tiva ed esecutiva il raggiungimento di obiettivi proposti dalle istituzioni nazionali e approvati da quelle europee.

Dopo aver sintetizzato le due governance adottate dai governi Draghi e Meloni per l’attuazione del PNRR, l’articolo rileva che quella del governo Draghi è stata vista, da molti studiosi, come la concretizzazione del tipo ideale di un governo a guida monocra-tica, forte ma vincolato (perché controllato dal governo UE e dal Presidente della Repubblica) e giusto (grazie agli obiettivi che persegue); secondo l’A., gli argomenti a sostegno di questa visuale mescolano le due teorie, normativa ed esistenziale, dell’indirizzo politico, tradizionalmente ritenute opposte, mentre rielaborano in chiave finalistica un altro annoso tema “esistenzialista”, quello relativo all'indeterminatezza delle norme della Costituzione italiana sulla forma di governo. La tesi proposta è che questa ibridazione rispecchi una scissione più profonda, tra “prescrizione” e “descrizione”, che da lungo tempo attraversa il nostro pensiero costituzionale.

Andrea Castiello d’Antonio, Paolo Migone, Euro Pozzi, Giuliana Nico, Francesca Tondi, Pietro Pellegrini

Recensioni

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2024

Pier Francesco Galli, Alberto Merini, Paolo Migone

Clinica minor / Presentazione della rubrica "Minuzzaglie"

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2024

Vengono ripubblicati due brevi testi di Pier Francesco Galli: il primo, dal titolo “Pasta e patate”, ha inaugurato una rubrica intitolata “Minuzzaglie” nel n. 1/2022 di Psicoanalisi e dintorni, il Bol-lettino-Notiziario della Organizzazione di Psicoanalisti Italiani. Federazione e Registro (OPI-FeR); il secondo è la presentazione di quella rubrica. Questi due brevi scritti vogliono esprimere il progetto della rubrica “Minuzzaglie”, che è quello di raccogliere le tante esperienze e i gli aneddo-ti, anche piccoli, che caratterizzano la pratica clinica quotidiana con tutte le sue difficoltà e gli espedienti escogitati per superarle.

Vengono esaminati i problemi posti dalle patografie di Leonardo scritte da Freud. Si ricostruisce il percorso storico del problema del rapporto fra genio e patologie mentale, mostrando che la psi-coanalisi si inserisce in un filone molto attivo in quel tempo esprimendo diversi approcci teorici con cui si rapporta Freud. L’interesse per il problema è poi proseguito, con alterne risposte, fino ai giorni attuali. Vengono prese in esame le distorsioni operate da Freud nella descrizione patogra-fica di Leonardo, un aspetto ampiamente esaminato da diversi autori, che peraltro non si distanzia né da quanto Freud attua in altre sue opere, né da quanto facevano gli altri patografi del tempo. Si tratta inoltre di un comportamento usuale nell’ambito della storia della scienza e ben conosciuto nella epistemologia moderna che individua nello sviluppo delle teorie la importanza anche degli strumenti retorici con cui gli scienziati le sostengono. Si sottolinea come non si possa leggere in questi comportamenti di Freud degli aspetti psicologici particolari, facendo di fatto una patografia dell’autore di patografie, ma solo ricondurre il suo operare alla coerenza dei contesti storici in cui opera.

Cesare Romano

Una conferenza di Freud su Leonardo da Vinci

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2024

Si prende in considerazione la conferenza che Freud tenne su Leonardo da Vinci nella seduta del 1° dicembre 1909 della Società Psicoanalitica di Vienna quale anticipazione del saggio Un ricor-do d’infanzia di Leonardo da Vinci (Freud, 1910b). Si cerca di mettere in evidenza la discrepanza tra le ipotesi formulate da Freud e i dati storici allora a sua disposizione. Senza entrare nel merito specifico dell’errore di Freud sul tema dell’avvoltoio, ampiamente presente nella letteratura sul suo scritto, si esprimono perplessità sulle reali conoscenze di Freud nel campo della storia dell’arte e sul metodo da lui adottato nella ricostruzione della personalità di Leonardo, che volutamente trascura dati storici per affidarsi quasi esclusivamente a una psicoanalisi applicata che fa ampio ricorso alla fantasia, tanto che lui stesso definirà lo scritto che seguirà questa conferenza una biografia per metà romanzata. Un’incongruenza fondamentale di questa relazione, che non sarà emendata neppure nel saggio del 1910, è che Freud definisce “fantasia” ciò che Leonardo indicava chiaramente come un ricordo d’infanzia.

Luigi Antonello Armando

Guardare senza vedere: una storia esemplare

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2024

La riproposizione di una scelta dei contributi a due convegni tenuti presso l’Università di Napoli “L’Orientale” nel 1996 e nel 1999 fornisce lo spunto per proporre una lettura di un momento della psichiatria e della psicoanalisi italiane. Viene mostrata la significatività di quel momento in quanto esemplare di fenomeni anche attuali la cui rilevanza va oltre lo specifico suo e di quelle discipline e riguarda i campi della religione e della politica.

Patrick Luyten, Peter Fonagy

Integrare e differenziare la personalità e la psicopatologia. Una prospettiva psicodinamica

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2024

Come emerge da una lunga tradizione psicodinamica, diverse linee di ricerca empirica oggi convergono nel suggerire che personalità e psicopatologia possono essere integrate in un modello gerarchico. Vengono innanzitutto riassunte le prove empiriche a sostegno di due presupposti chiave dell’approccio psicodinamico alla personalità e alla psicopatologia: 1) è necessario che un approccio evolutivo centrato sulla persona si integri con un approccio statico centrato sul disturbo; 2) è meglio concettualizzare la personalità e la psicopatologia come tentativi di adattamento. La ricerca in queste aree supporta l’idea che la personalità e la psicopatologia sono difficili da separare e possono essere moderate dalla gravità della psicopatologia. Viene poi discusso un nuovo approccio socio-comunicativo allo sviluppo umano che suggerisce che la personalità e la psicopatologia vanno concettualizzate come un disturbo della comunicazione sociale, e che la loro presunta rigidità e stabilità sono meglio spiegate dai fattori ambientali che le sostengono piuttosto che da tratti stabili della personalità. Vengono infine discusse le implicazioni di queste concezioni anche per il trattamento.

Morris N. Eagle

Psicoanalisi e libero arbitrio

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2024

Viene discussa la concezione del libero arbitrio nella teoria freudiana e nella Psicologia dell’Io. Riguardo al libero arbitrio vi sono diversi Freud, non sempre coerenti tra loro: il Freud che considera il libero arbitrio un’illusione, il Freud che identifica come obiettivo della psicoanalisi il rafforzamento della libertà dell’Io di scegliere, e il Freud che colloca il controllo della motilità (azione) nell’Io conscio. Per la Psicologia dell’Io, il libero arbitrio risiede nella relativa autonomia dell’Io dalle pulsioni, così come nella libertà di non volere e di rinunciare al controllo, cioè nel sapere lasciarsi andare. In contrasto con la teoria freudiana e la Psicologia dell’Io, la questione del libero arbitrio non è saliente nelle teorie post-freudiane, che danno più importanza al soddisfacimento di bisogni che alla gratificazione di desideri. Infine, il libero arbitrio non è solo una questione di libertà da costrizioni interiori, ma anche da coercizioni esterne.

Pier Francesco Galli

Editoriale

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2024