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Tra il 1674 e il 1712, a Parigi, gli ufficiali giudiziari del Palais e dello Châtelet si affrontano per esercitare la loro autorità sulla parte occidentale del «Palais de Paris». A questo scopo, essi tentano di determinare l’identità territoriale della Cour Neuve e della Salle Neuve e di delimitare la giurisdizione territoriale del recinto del palazzo. Il conflitto che ne emerge sarà una delle conseguenze dell’affermazione di una nuova spazialità del Palazzo in seguito alle trasformazioni amministrative e urbanistiche realizzate dai primi re Borbone. L’articolo esamina il modo in cui, nel XVIII secolo, una territorialità conflittuale tra i vari attori della capitale francese ha preso forma su scala locale. Le rivalità tra i baliati del Palais e dello Châtelet danno luogo a una singolare osservazione dello spazio parigino e a un gioco di descrizione topografica e architettonica. L’opposizione tra le giurisdizioni si riflette nella scrittura di memorie giuridiche, delle vere e proprie “letture della città” (Marcel Roncayolo), che traducono contemporaneamente una teoria e una pratica di polizia. I micro-­agenti territoriali definiscono l’identità locale controllando le identità degli individui.

Il Recueil et abbregé de certaines choses concernans le gouvernement des pays de Daulphiné et Savoye è un manoscritto anonimo della metà del XVI secolo che offre una descrizione dello spazio del Delfinato e della Savoia per il nuovo governatore francese, François de Lorraine. Inserito nel contesto delle guerre d’Italia, che videro la conquista e lo smantellamento del Ducato di Savoia, esso ci permette di avvicinarci al modo in cui un territorio originario poté essere costituito e individuato in età moderna. Come oggetto, il Recueil et abbregé appare come una sistemazione intellettuale del territorio del Delfinato-­Savoia, offrendo all’occhio del governatore una visione dall’alto del territorio su cui esercita la sua autorità. La caratteristica principale di questo progetto è l’unione di due entità, che interrompe diversi secoli di antagonismo. L’esistenza del Delfinato-­Savoia viene così affermata, rappresentata e giustificata. Questo discorso è stato abbinato all’individuazione di alcune caratteristiche specifiche del territorio, che hanno contribuito alla sua definizione, delineando sulla carta un territorio singolare, uno spazio di apertura e chiusura al servizio dei Valois e delle loro ambizioni italiane. Ma questa costruzione intellettuale si realizzò malgrado le circostanze e il Delfinato-­Savoia divenne un territorio contrastato, un progetto politico senza una vera applicazione pratica sul terreno e al quale la restituzione della Savoia con il trattato di Cateau-­Cambrésis nel 1559 pose definitivamente fine.

Aldo Enrietti, Aldo Geuna, Pier Paolo Patrucco

L’evoluzione dell’industria automobilistica italiana (1894-2020) attraverso il dataset AUTOITA

IMPRESE E STORIA

Fascicolo: 48 / 2023

The article reconstructs the historical evolution of the Italian automotive industry in the period between 1894 and 2020 through the original AUTOITA database. This database represents the first, and so far unique, dataset covering the entire historical period of the industry in Italy, as well as the first Italian database allowing international comparisons. First, the article provides a concise qualitative discussion of the evolution of the automotive industry in Italy since the foundation of Bernardi & Miari Giusti in Padua in 1894 up to the first two decades of the 21st century. Subsequently, it describes the methodology we used to build the AUTOITA database and its characteristics. The paper also proposes a descriptive statistical analysis of the evolution of the Italian automotive industry from 1894 to 2020 as a first example of the use of the database. Finally, the paper focuses on the challenge between Turin and Milan by discussing a few reasons that could explain Turin's leadership despite the fact that, until 1899, the automotive industry was more developed in the Milan area.

Carolina Salvo, Alessandro Vitale

A Web-based decision support system for sustainable urban planning and management

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Urban and territorial planning processes are characterized by a high level of complexity that makes tools management dif?cult. This research presents a Web-GIS prototype for supporting urban planning and management decision-making processes towards social, economic and environmental sustainability. It is designed according to open-source technology and aims to de?ne new planning top-down and bottom-up approaches. The design criteria of this innovative platform respond to the essential principles of transferability, modularity, scalability, and data interoperability. This new tool is applied to a case study to demonstrate how it can support planners and local authorities in urban planning and management processes.

Il fondo di disegni conservato negli Archivi del DAStU consente di ricostruire l’attività professionale dell’ingegnere-architetto Giuseppe Di Giovanni, un esponente della stagione liberty palermitana, cresciuto alla scuola di Ernesto Basile e attivo ?no agli anni ’60 del secolo scorso. Anche per la sua condizione di marginalità, la vicenda progettuale di Di Giovanni risulta esemplare delle aspirazioni e delle pratiche professionali di una generazione che ha dovuto confrontarsi con le diverse sollecitazioni, e non solo stilistiche, del Novecento. La sua architettura si pone infatti nel punto di intersezione tra l’adozione di modalità linguistiche condivise e la ricerca di una speci?cità del contesto siciliano che guarda alle pratiche e ai modelli della tradizione locale.

Pietro Barucci (Roma, 1922-2023) ha attraversato in prima ?la la metamorfosi dell’architettura italiana del secondo Novecento relativa non solo alla ricerca progettuale, ma soprattutto al ruolo degli architetti nel processo di piani?cazione della città attraverso l’edilizia pubblica. Tra i progettisti più coinvolti nell’housing in Italia dall’INA-casa ?no agli anni Novanta – nonché nella rete di grandi società immobiliari – questo contributo si propone di ripercorrere la storia professionale di Barucci in una prospettiva monogra?ca, a partire da quello che può essere considerato il suo ultimo progetto: la promozione del suo archivio professionale, attraverso un sito web dedicato e una serie di scritti autobiogra?ci.

Valentina Tomassoni, Maria Sole Benigni, Cora Fontana, Margherita Giuffrè

Tra settorialità e necessità di integrazione: la CLE nelle politiche di mitigazione del rischio sismico

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Il tema dei rischi, oggetto di un’ampia ma confusa normazione nazionale e regionale, è spesso con?nato a una dimensione disciplinare tecnica e incrocia la piani?cazione del territorio solo da un punto di vista vincolistico. Tra i fattori che contribuiscono alla scarsa integrazione tra piani?cazione e strategie di riduzione dei rischi vi è la mancanza di basi conoscitive adeguate a essere applicate sia ad approcci di ricerca interdisciplinari sia a processi decisionali integrati. Da qui il contributo mira a de?nire quattro principi guida per l’elaborazione di strumenti di conoscenza ef?caci nelle politiche pubbliche di riduzione dei rischi, applicandoli a una delle esperienze nel contesto italiano: l’analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE).

Silvia Ronchi, Sara Lodrini, Stefania Anghinelli

Riflessioni critiche sull’efficacia della VAS nel rispondere alle sfide della città contemporanea in Italia

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

A più di vent’anni dalla direttiva 2001/42/CE che ha introdotto la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) di Piani e Programmi e a più di quindici dal suo recepimento nell’ordinamento statale con il D.lgs. 152/2006, il contributo ragiona sull’ef?cacia dello strumento nell’affrontare alcune s?de della città contemporanea facendo un bilancio delle esperienze acquisite e proponendo temi innovativi per migliorare la capacità della VAS di supportare il processo di piani?cazione. L’articolo approfondisce i) la scala territoriale e l’ambito di in?uenza del piano; ii) l’adozione di un approccio ecosistemico per una piani?cazione ‘performance-based’; iii) il monitoraggio per la formulazione di strategie resilienti; e iv) la collaborazione-cooperazione tra pubblico, privato e cittadini.

Daniela De Leo, Sara Altamore

La SNAI oltre la SNAI. Pianificare per favorire l’attuazione dei Documenti di Strategia

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Con riferimento al lavoro di sperimentazione sul campo in corso per il supporto alla redazione di un piano integrato e intercomunale di una delle 72 aree SNAI (2014-20), si sono desunti apprendimenti che paiono utili per sostenere le Aree Interne in questa (per molte dif?cile) fase di attuazione. Il lavoro è stato condotto dall’università e, pertanto, è sembrato importante condividere con la comunità scienti?ca come questo tipo di iniziative possa (e forse debba) essere promossa e accompagnata proprio dall’accademia con senso di responsabilità verso questa politica pubblica, oltre che competenza tecnica a supporto della necessaria attività di piani?cazione.

Anna Maria Colavitti, Alessio Floris, Sergio Serra

Marginalità territoriali e sviluppo locale. L’esperienza delle aree interne in Sardegna

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Le politiche pubbliche europee e nazionali si occupano da tempo del policentrismo del sistema insediativo italiano e delle conseguenti diseguaglianze tra ‘centri’ e ‘periferie’. L’approccio adottato in Italia per la mappatura delle aree interne, con limitate opportunità di accesso ai diritti di cittadinanza, si basa esclusivamente sul criterio di prossimità ai poli di offerta dei servizi essenziali, trascurando ulteriori condizioni di fragilità dei sistemi territoriali (demogra?ca, socioeconomica, ambientale, infrastrutturale e insediativa). Il contributo analizza il contesto sardo, caratterizzato da marginalità diffusa, bassa densità demogra?ca e scarsa accessibilità territoriale, per ri?ettere sulle criticità di interpretazione delle fragilità e sulle politiche dedicate.

Francesca Bragaglia , Erblin Berisha, Giancarlo Cotella, Umberto Janin Rivolin

Co-produzione urbana e sistemi di governo del territorio in Europa

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

La co-produzione urbana, attraverso cui i cittadini contribuiscono alla piani?cazione e al governo delle città con le istituzioni pubbliche, è pratica diffusa in tutta Europa. Il modello ricorrente è quello spontaneo della ‘co-city’, mentre solo pochi paesi hanno adottato politiche nazionali di co-produzione urbana. Un confronto con i sistemi europei di governo del territorio rivela, a ben vedere, almeno tre livelli di possibile correlazione. A parte i casi spontanei di co-city, le politiche nazionali di co-produzione urbana sembrano presenti soltanto se i sistemi sono capaci di garantire una migliore capacità di controllo pubblico. Inoltre, solo i sistemi che assegnano caso per caso i diritti d’uso del suolo consentono alla coproduzione di fare parte del sistema stesso.

Grazia Brunetta, Ombretta Caldarice

Protezione climatica e dimensione metropolitana nella politica di coesione. A che punto siamo?

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Integrare la protezione climatica nella programmazione territoriale è una delle priorità della politica di coesione 2021-2027, per sostenere ‘un’Europa più verde’ a tutti i livelli di governance territoriale. Le Città metropolitane hanno avuto un ruolo marginale nell’attuazione della politica di coesione, nonostante questo livello di governo del territorio potrebbe risultare ef?cace per raggiungere gli obiettivi di protezione climatica dell’agenda europea. Il contributo sostiene il rafforzamento del ruolo delle Città metropolitane per territorializzare l’adattamento al cambiamento climatico nei processi di trasformazione e rigenerazione dei territori.

Donato Casavola, Giancarlo Cotella, Elisabetta Vitale Brovarone

Confronti metropolitani. I Piani urbani integrati a Torino e Bari

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Nonostante l’elevato livello di istituzionalizzazione, le Città metropolitane italiane non hanno ancora un ruolo rilevante nella programmazione della politica di coesione dell’Unione europea. Con il Recovery and Resilience Facility si è aperta un’opportunità per un loro maggiore coinvolgimento. Le Città metropolitane sono state chiamate a svolgere un ruolo di primo piano nelle s?de de?nite dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, attraverso i Piani urbani integrati. Il contributo analizza i casi delle Città metropolitane di Torino e Bari, confrontando gli approcci intrapresi. In particolare, suggerisce come il differente utilizzo dello stesso strumento possa essere frutto del differente peso istituzionale che le due Città metropolitane hanno nel loro contesto.