Tra il 1674 e il 1712, a Parigi, gli ufficiali giudiziari del Palais e dello Châtelet si affrontano per esercitare la loro autorità sulla parte occidentale del «Palais de Paris». A questo scopo, essi tentano di determinare l’identità territoriale della Cour Neuve e della Salle Neuve e di delimitare la giurisdizione territoriale del recinto del palazzo. Il conflitto che ne emerge sarà una delle conseguenze dell’affermazione di una nuova spazialità del Palazzo in seguito alle trasformazioni amministrative e urbanistiche realizzate dai primi re Borbone. L’articolo esamina il modo in cui, nel XVIII secolo, una territorialità conflittuale tra i vari attori della capitale francese ha preso forma su scala locale. Le rivalità tra i baliati del Palais e dello Châtelet danno luogo a una singolare osservazione dello spazio parigino e a un gioco di descrizione topografica e architettonica. L’opposizione tra le giurisdizioni si riflette nella scrittura di memorie giuridiche, delle vere e proprie “letture della città” (Marcel Roncayolo), che traducono contemporaneamente una teoria e una pratica di polizia. I micro-agenti territoriali definiscono l’identità locale controllando le identità degli individui.