RISULTATI RICERCA

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Cristian Borraccini, Barbara Coacci

Genogramma e dintorni: il lavoro gruppale sulla persona del terapeuta

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

L’équipe didattica della sede IIPR di Ancona si sta occupando da qualche anno di implementare sia il lavoro sulla persona del terapeuta, sia il lavoro sulla crescita gruppale degli allievi. Accanto agli strumenti sistemici tradizionali, come il genogramma, le sculture familiari e le foto di famiglia, sono stati introdotti strumenti più recenti, quali il genogramma-paesaggio, lo scenogramma relazionale, tecniche corporee mutuate dal teatro, uso di oggetti e musica. Inoltre, sono state proposte innovazioni e varianti degli strumenti già consolidati. L’articolo presenta i principali dispositivi utilizzati nel gruppo di formazione e la loro articolazione, offrendo alcuni spunti di riflessione.

Maurizio Gallinari, Anna Maria Paulis

Coterapia e alleanza terapeutica: la complessità della relazione terapeutica

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

Fin dall’inizio, l’orientamento sistemico-relazionale ha considerato la coterapia un metodo efficace per trattare quadri psicopatologici complessi, come schizofrenia, tossicodipendenza e disturbi alimentari. Lavorare in coterapia consente di avere un maggiore riscontro sul proprio modo di essere e stare in terapia, oltre a raffigurare un’esperienza continua di crescita e confronto professionale. Parallelamente, la costruzione di un “noi terapeutico”, diventa l’occasione in cui si incontrano e si relazionano mondi interni e interpersonali dei coterapeuti. Focalizzeremo l’attenzione su quei processi di sintonizzazione che definiscono il processo terapeutico nella sua complessità. Infatti, quando si lavora in coterapia, lo snodarsi di molteplici livelli di relazione, offre la possibilità di dare un nuovo significato alle dinamiche irrisolte nella storia attuale dei pazienti. Questi processi interpersonali si sviluppano attraverso diverse dimensioni relazionali, intrapersonale, interpersonale e sovrapersonale, che costituiscono l’impalca¬tura della complessità relazionale terapeutica. La costruzione di questa complessità relazionale terapeutica passa attraverso la gestione dei momenti critici dell’intero processo terapeutico.

Flavia Alaggio, Emanuela Polverari

Le molteplici forme della genitorialità: dalle ferite nei legami al “margine che cresce” nella relazione tra genitori e figli

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

Nel corso degli ultimi dieci anni il lavoro delle Autrici si è concentrato sulla genitorialità, con una particolare attenzione alle esperienze di genitorialità non necessariamente connesse alla generatività biologica. Il lavoro si è rivolto in maniera particolare agli scenari dell’adozione e dell’affido familiare. Tale esperienza, maturata sia nell’ambito professionale privato che all’interno dei centri per le famiglie, ha avuto come prioritario obiettivo quello di sostenere le famiglie nell’accompagnamento di bambini e ragazzi con storie familiari traumatiche, affrontando le difficolta` ad esse connesse attraverso percorsi di ri-narrazione e rielaborazione delle origini e delle storie familiari. Questi percorsi sono caratterizzati da complesse dinamiche relazionali, tra appartenenza e separazione, che attraversano i vissuti di bambini, famiglie d’origine e famiglie affidatarie/adottive. L’intervento terapeutico adottato tiene al centro una visione basata sulla complessità relazionale, con un’attenzione ai bisogni del bambino ma anche a tutti gli intrecci relazionali intorno al bambino, vale a dire la famiglia adottante o affidataria, le famiglie di origine e le loro storie, fino al contesto sociale inevitabilmente coinvolto. L’obiettivo è di mantenere un campo visivo ampio che non si concentri solo sulle mancanze, sui vincoli caratteristici di questa esperienza, ma anche sugli aspetti di possibilità al fine di garantire al figlio l’esperienza identitaria di essere stato generato e di aver fatto esperienza di cura e accudimento. Dall’esperienza professionale maturata le Autrici hanno proposto una modalità di utilizzo del genogramma nell’esperienza adottiva, condotto in modo da intrecciare la storia familiare biologica e adottiva in un contesto di co-costruzione narrativa. Questo strumento si è rivelato utile per favorire la comprensione delle appartenenze multiple e la costruzione di significati condivisi, valorizzando la narrazione adottiva come momento di riconoscimento reciproco e trasformazione.

Francesco Canevelli

Trasmissione transgenerazionale e dimensione del vuoto in adolescenza

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

In questo articolo vengono proposte considerazioni che sottolineano l’importanza della dimensione del “vuoto” come fattore chiave dell’espe¬rienza dell’adolescente, collegata da un lato ai bisogni dello sviluppo e, al tempo stesso, condizione che può generare l’adozione di atteggiamenti riparativi e “autocurativi”, ponendosi quindi come dimensione transnosografica riguardo alle manifestazioni psicopatologiche. Vengono quindi esplorate le cornici dello sviluppo adolescenziale costituite dalla qualità delle relazioni familiari, e in particolare delle storie familiari transgenerazionali, alle quali viene attribuito il ruolo di vincolo e di risorsa rispetto allo sviluppo. Infine, viene posta l’attenzione sulle implicazioni di questa impostazione concettuale nella costruzione dell’alleanza terapeutica con l’adolescente e con la sua famiglia.

Claudia Agostino

Le “Risorse IIPR”: contributi clinici e di ricerca dell’Area Dipendenze Patologiche

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

Di questi 50 anni dell’IIPR, l’Autrice ne ha vissuti circa 25 in prima persona come allieva, allieva didatta e poi come didatta e supervisore. All’interno delle Risorse IIPR, coordina, col supporto di un gruppo di colleghi sistemici IIPR, l’Area delle Dipendenze Patologiche, finalizzata allo studio, alla ricerca, alla didattica, alla intervisione e al lavoro clinico con i pazienti e le loro famiglie che soffrono per questa complessa sindrome, in un’ottica sistemica. L’Area Dipendenze è concepita come uno spazio vivo e dinamico all’interno dell’IIPR e continuamente aperto a nuove possibilità. La collaborazione con l’Area Ricerca ha portato a importanti obiettivi come studi di ricerca, relazioni e congressi e pubblicazioni scientifiche. Nel presente articolo verrà illustrato questo intrigante lavoro di interconnessione tra i professionisti che, all’interno dell’IIPR, si occupano di questa problematica oppure ne sono interessati.

Luigi Schepisi

Lo SCORE 15 e non solo: nuovi aspetti della ricerca nella valutazione della psicoterapia sistemica

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

L’Autore riassume inizialmente le caratteristiche principali dello SCORE-15, self report progettato per la valutazione dell’esito delle psicoterapie sistemiche. Il lavoro effettuato per la validazione della versione italiana dello SCORE ha consentito di toccare da vicino alcune tematiche: poter descrivere, ad esempio, come esito di una terapia sistemica, un cambiamento relativo al funzionamento di una famiglia, o di una coppia, e non solo un cambiamento individuale; allo stesso modo, poter condurre, con strumenti adeguati, uno studio “naturalistico”. Una maggiore vicinanza tra i mondi della clinica e della ricerca è, del resto, sempre più auspicata, non solo perché, nelle parole di Di Nuovo (2019), “…per la psicoterapia il laboratorio della ricerca è il setting clinico”, ma anche perché è data sempre più importanza al feedback fornito dai clienti per orientare sia la terapia che la ricerca. L’Autore, in conclusione, descrive ulteriori elementi del percorso di cambiamento che ha riguardato entrambe, dall’attenzione ai fattori comuni di cambiamento, e fra questi all’alleanza terapeutica, al valore dato alla “tailorizzazione” del trattamento, fino alla dialettica, potenzialmente feconda, tra la manualizzazione dei trattamenti e le competenze e la creatività del terapeuta.

Enrico Visani

Oscillazionitra clinica e ricerca in psicoterapia

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

Pensando al fare psicoterapia, l’Autore si ritrova nelle premesse di una psicoterapia basata sulle risorse per il suo pensare al cambiamento come opportunità per sviluppare le proprie competenze. Insieme a un gruppo di lavoro, ha studiato le applicazioni cliniche del FACES IV, in particolare della Clinical Rating Scale, e il modello del Prepare Enrich che struttura un approccio alle coppie attraverso una valutazione on-line e una guida al trattamento. A complemento di questo approccio, ha trovato stimolante il modello della Terapia Ricostruttiva Interpersonale di Lorna Smith Benjamin che utilizza strumenti di valutazione per riconoscere la presenza di sequenze interattive significative nella storia dei pazienti, fra questi e le proprie figure di riferimento e, conseguentemente, indirizzare il trattamento. Riassumendo i suoi attuali orientamenti, le valutazioni e le indicazioni sulle modalità di trattamento, l’Autore rileva un aiuto nel condurre i colloqui clinici, nel tradurre gli assunti relazionali in modo semplice, a formulare obiettivi chiari e condivisi. Poi, come ricorda Whitaker, “tutte le teorie sono distruttive; e so che anche l’intuizione è distruttiva” e, consapevole di questo, l’Autore naviga fra l’una e l’altra, inserendo le sue intuizioni fra le “valutazioni” e le sorprese delle storie che le persone, le famiglie portano in terapia.

Danilo Solfaroli Camillocci

Macrosistema e sistemi familiari

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

L’articolo sottolinea l’importanza di allargare l’ottica dei terapeuti sistemici a una maggiore contestualizzazione dei sistemi familiari nel macrosistema, tenendo conto delle grandi trasformazioni socioeconomiche e tecnologiche degli ultimi decenni. Viene presentata una rassegna dei principali contributi che consentono di tracciare una mappa dell’impatto del macrosistema sui sistemi familiari e delle conseguenti indicazioni rispetto alle conseguenze sulla salute mentale. Accanto all’invito ad approfondire una ricerca e una pratica clinica che includa il macrosistema, vengono avanzati alcuni suggerimenti per la valutazione e l’intervento clinico.

Chiara Angiolari

Introduzione

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 62 / 2025

Dario Pizzul, Alessandro Caliandro

Supporting Older Adults in the Digital Health Era: A Scoping Review of Peer Digital Literacy Courses

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 3 Suppl. / 2025

Population aging and the digitalization of healthcare are reshaping European societies, posing both challenges and opportunities. Older adults, as primary users of healthcare services, often lack the digital skills needed to benefit fully from ehealth innovations, increasing the risk of social exclusion. Digital literacy is therefore essential to support autonomy, wellbeing, and equitable access to care. While various instructional methods exist, peertopeer learning remains underexplored despite its established use in other healthcare domains. This paper presents a scoping review aimed at mapping existing studies on peertopeer digital literacy courses for older adults. Specifically, it examines the structural characteristics of these courses and how their effectiveness and impact on wellbeing are assessed. The review addresses a gap in the literature and informs future development of inclusive digital education strategies for older populations.

The article analyses the views of elderly patients suffering from cognitive decline or heart failure, and their caregivers on their relationship with healthcare professionals within outpatient services, a care setting increasingly relevant for the management of chronicity in old age. Through the analysis of 36 interviews and adopting Strauss’s theory of negotiated order, we investigate the relational dynamics that regulate the therapeutic interaction, with particular attention to the possible presence of ageist practices. The results show a significant participation of patients and caregivers in the coconstruction of the care pathway, but also highlight critical issues related to the asymmetry of power between the actors present in the cure setting.

Drawing on Strauss’s theory of negotiated order (1985), this article examines the everyday practices of physicians, nurses, and social workers within four Italian outpatient services serving elderly patients with cognitive decline or heart failure. Adopting a qualitative approach and based on 19 interviews, the study explores how professionals interpret and navigate organisational constraints that shape negotiations among actors and therapeutic interactions, with particular attention to the risks of ageism. Findings suggest that, alongside the risk of the routinisation of discriminatory practices, there is room for resistance through adaptive and situated professional microactions. Often subtle and invisible, these actions affirm the subjectivity of older patients and acknowledge the role of caregivers, without overtly challenging the institutional order.

Elaine van Rijn, Frauke Meyer-Wyk, Ann-Kristin Reinhard, Nina Kajander, Fiona Seiger, Jan Wollgast, Susanne Wurm

Origins and consequences of ageism in today’s society

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 3 Suppl. / 2025

With the global population growing older, promoting healthy ageing is a priority. Ageism, the stereotypes, prejudice and discrimination people have towards others or themselves based on age, can have a significant impact on the ageing process. Ageism against older people has a wide range of origins, but the media can play an important role in contributing to the formation of stereotypes or reinforcing existing ones. The consequences of ageism are widespread and have an effect on people’s health. Negative views on ageing are linked to a shorter lifespan, worse quality of life, depressive symptoms, worse memory and functional decline. Ageism is also present within the healthcare system, where it can lead to reduced access to treatment or preventative measures for older adults, as well as to barriers to engage in health promoting behaviours or even refusal to access healthcare. The present paper provides recommendations on how to address ageism, for example, through awareness campaigns, intergenerational contact, the development of agesensitive communication guidelines, more focus on prevention and health promotion early in life, and implementation of policies that prevent age discrimination. Overall, if people age in a healthier way, they will be more capable to deal with the challenges of a society of longevity, which will ultimately benefit the society as a whole.

Elena Allegri, Cristina Calvi, Eugenia Mercuri, Francesca Zaltron

Processi di invecchiamento, ageismo e cura nei contesti ospedalieri: attori, pratiche e prospettive teoriche

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 3 Suppl. / 2025

The ageing of the population, a complex phenomenon that increasingly challenges contemporary societies, calls for multidimensional analysis and critical reflection on its social construction. This article, which introduces the Special Issue, explores key sociological themes, questioning the persistent dichotomies between autonomy and dependancy and between agency and passivity, that often frame the discourse on ageing. It begins by reflecting on the sociocultural dimensions of ageing, continues with an examination of ageism in healthcare settings, and concludes by considering care practices as situated and privileged sites through which the risks of ageism can be observed and addressed.