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Questa nota ricostruisce il contributo storiografico di Giovanni Miccoli agli studi su Santa Sede, Chiesa cattolica, Germania nazista e Shoah. Si tratta di un tema molto dibattuto, cui lo storico triestino diede un eccezionale contributo, a partire da un pionieristico saggio del 1965, comparso su “Belfagor”. Fu, però a partire dagli anni Ottanta che gli studi di Miccoli sul nesso tra tradizione antiebraica cristiana e moderno antisemitismo si infittirono, portando a risultati conoscitivi di singolare rilevanza, che permisero di collocare l’atteggiamento della Santa Sede durante la Seconda guerra mondiale all’interno di un paradigma interpretativo di lungo periodo.

La nota prende in esame il recente libro di Nina Valbousquet, “Les âmes tièdes. Le Vatican face à la Shoah” (Paris, La Découverte, 2024), che rappresenta uno degli esiti principali della ricca stagione di studi sul nodo Vaticano, Seconda guerra mondiale e Shoah inaugurata dall’apertura degli “archivi di Pio XII” nel marzo 2020. Nella prima parte, la nota cerca di illustrare che tipo di novità storiografiche sembra possibile produrre partendo dalle nuove carte vaticane. Nella seconda, tenta di sviluppare alcune di queste novità, interrogandosi, in particolare, sul meccanismo di costruzione del prestigio di Pio XII durante e immediatamente dopo la guerra. Nella conclusione, infine, invita a riconsiderare le ragioni che spinsero Pio XII a mantenere il silenzio di fronte a un “omicidio”, quello degli ebrei d’Europa, di cui era perfettamente informato fin dalla primavera-estate 1942.

Marco Fincardi

Interpreti e usi pubblici del folklorismo. Uno sguardo storiografico

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 311 / 2026

Il lavoro di molti folkloristi italiani tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo ha spesso avuto una impostazione in stretta sintonia col nazionalismo. Inoltre, durante il regime fascista la visibilità di quel lavoro e le stesse carriere dei folkloristi appaiono commisurate alla funzionalità delle loro analisi all’elaborazione ideologica del fascismo e alla sua produzione di stereotipi sulle culture popolari regionali e nazionale. Eppure, solo di recente in Italia le discipline antropologiche hanno iniziato a riconoscere la faziosità di molti degli studi demologici nazionali fino alla Seconda guerra mondiale. Un ruolo di punta nell’evidenziare tale faziosità ha avuto lo storico Stefano Cavazza, che ha approfondito quali caratteristiche abbia assunto la demologia italiana in epoca fascista. A supporto delle proprie analisi, Cavazza ha saputo comparare la folkloristica italiana con quella tedesca nel variare di regimi tra la metà del XIX secolo e la fine del XX.

Enrica Asquer, Lucia Ceci, Giorgio Caravale, Marco De Nicolò, Vinzia Fiorino, Marco Meriggi, Enrico Acciai

L’insegnamento della storia a scuola oggi: questioni aperte

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 311 / 2026

Da più di un anno il ministero dell’Istruzione e del Merito è intervenuto in modo prescrittivo sull’insegnamento della storia nella scuola. Il dibattito pubblico seguito alla pubblicazione, l’11 marzo 2025, delle “Nuove Indicazioni 2025 Scuola dell’infanzia e primo ciclo di istruzione. Materiali per il dibattito pubblico”, ha ruotato in gran parte sulle pagine dedicate nel documento alla “Storia”. Della conoscenza e dell'insegnamento di questa materia sembra essere veicolata una visione nostalgica e anacronistica rispetto alla realtà della disciplina e della ricerca. Come rivista ci sembra necessario tenere alta l’attenzione sull’insegnamento della storia, rinvenendo in essa una questione nevralgica per le sue implicazioni, oltre che culturali, sociali, politiche e istituzionali. Abbiamo dunque invitato i/le rappresentanti di alcune di queste società, che da tempo seguono il tema attraverso molteplici iniziative, a ragionare su alcuni punti nodali di questo dibattito. Si tratta di Giorgio Caravale (presidente della Sisem), Marco de Nicolò (presidente della Sissco), Vinzia Fiorino (presidente della Sis), Marco Meriggi (già presidente della Sissi). A questi si aggiunge Enrico Acciai (presidente della Commissione didattica dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri).

Finora i contributi scientifici dedicati agli anni di Tangentopoli sono stati pochi e non ancora in grado di colmare per intero quella storia. Provando a restituirne un ulteriore tassello, l’autore del contributo prende in esame il rapporto tra il Movimento sociale italiano (Msi) e l’inchiesta Mani pulite durante il triennio 1992-94. Lo fa in tre tappe: esamina innanzitutto il fortissimo sostegno che, specie nel 1992, il Msi fornisce alle inchieste, nel tentativo di rompere l’isolamento politico in cui si trova fin dagli anni Quaranta; spiega poi come, nel 1993, nel Msi in transito verso Alleanza nazionale (An) emergano posizioni più critiche verso il pool milanese, in parte sospettato di fare il gioco del Partito democratico della sinistra; infine, sullo sfondo dell’accordo con Berlusconi e della vittoria alle elezioni del 1994, mostra come l’alleanza con il Cavaliere e le diverse linee interne al partito portino l’ormai An verso un “non luogo a procedere” in materia di giustizia.

Tra il 1957 e il 1963 la Repubblica di San Marino fu al centro di una dinamica di consolidamento politico in linea con la dottrina del contenimento anticomunista elaborata dagli Stati Uniti nella Guerra fredda. Il nuovo governo, sostenuto attivamente da Italia e Stati Uniti dopo la crisi di Rovereta, combinò sviluppo economico e repressione politica per rafforzare la propria legittimità. Attraverso politiche economiche espansive, ma anche epurazioni amministrative, sorveglianza poliziesca e processi giudiziari, si costruì un ordine interno funzionale agli equilibri internazionali dell’epoca. Basato su fonti inedite provenienti da archivi sammarinesi, italiani e statunitensi, l’articolo mostra come San Marino sia stato un laboratorio periferico ma emblematico della Guerra fredda in Italia, dove l’antagonismo ideologico globale si tradusse in pratiche locali di contenimento e disciplinamento politico.

Onofrio Bellifemine

“Dunque dicevamo”: la Democrazia cristiana in Puglia e il ritorno alla democrazia (1943-46)

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 311 / 2026

Il seguente saggio, basandosi su una vasta pluralità di fonti d’archivio e a stampa, analizza le origini e lo sviluppo della Democrazia cristiana in Puglia nel triennio 1943-46, soffermandosi sulla nascita del primo gruppo dirigente e sulla progressiva articolazione del partito a livello locale. Vengono messe in luce le linee programmatiche e operative, le fratture interne, il confronto sulla questione istituzionale, la mobilitazione giovanile e la costruzione di una dirigenza diffusa nella regione. È possibile osservare come le elezioni del 2 giugno 1946 segneranno il passaggio da una leadership militante e repubblicana (almeno in parte) a una classe dirigente più moderata. Tuttavia, l’eredità di quella prima esperienza lascerà larghe tracce nella vita futura del partito.

Filippo Bruni, Michela Nisdeo

Giochi da tavolo a tema regionale e formazione de-gli insegnanti: una esperienza in Molise

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2026

L’articolo analizza il ruolo dei giochi da tavolo nella formazione degli insegnanti, con particolare riferimento ad una specifica tipologia di giochi: quelli a tema regionale. Il gioco è considerato una dimensione fondamentale dell’esperienza umana e un efficace strumento di apprendimento, capace di favorire coinvolgimento, sperimentazione e costruzione della conoscenza. Negli ultimi anni, accanto ai videogiochi, si è registrata una rinnovata attenzione verso i giochi da tavolo, apprezzati per la loro trasparenza, adattabilità e dimensione relazionale in presenza. L’esperienza descritta riguarda un laboratorio universitario, svoltosi all’Università del Molise, in cui 48 studentesse hanno sperimentato due giochi a tema regionale: la Tombola geografica del Molise e Molise. Ma tu… a chi appartien’?. L’esperienza si colloca nell’ambito del Game-Based Learning (GBL), utilizzando giochi autentici piuttosto che inserendo elementi ludici in contesti non ludici. Attraverso un questionario, sono state indagate visioni, percezioni, pratiche ludiche e potenzialità didattiche. I risultati mostrano un atteggiamento molto positivo verso il gioco, ritenuto da tutte le partecipanti uno strumento di apprendimento. Entrambi i giochi sono stati valutati come coinvolgenti e facilmente comprensibili, ed utilizzabili in chiave didattica nella scuola primaria. Nonostante i limiti del campione ridotto e del carattere esplorativo, lo studio evidenzia il valore dei giochi da tavolo come strumenti didattici, con specifiche potenzialità in relazione alla didattica della storia e della geografia in ambito regionale, e sottolinea la necessità di sviluppare ulteriori esperienze e progettazioni in ambito educativo.

Marta Salvucci

Self-Assessment in Higher Education: Students’ Experience, Perceived Usefulness, and Support Needs

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2026

This study explores the role of self-assessment in higher education, with particular attention to its pedagogical value and students’ perceptions within the university context. Grounded in the post-Bologna Process reforms, self-assessment is conceptualized as a formative and metacognitive practice that fosters learners’ awareness, autonomy, and responsibility in their learning processes. It is framed not merely as a technical procedure but as a complex educational competence involving cognitive, reflective, and identity-related dimensions.

The research adopts a descriptive quantitative approach based on a survey combining dichotomous and Likert-type items administered at the University of Urbino during the 2024-2025 academic year. A total of 1,030 student responses were analyzed through descriptive statistics focusing on three dimensions: prior experience with self-assessment, perceived usefulness, and the need for supporting tools. Results show moderate and uneven levels of experience across age groups, without significant developmental patterns. In contrast, perceptions of usefulness are consistently high, exceeding 80% in all groups, alongside a strong demand for structured guidance tools.

Findings highlight a misalignment between limited exposure to self-assessment practices and students’ strong recognition of their educational value. This pattern suggests that self-assessment is still not systematically integrated into university teaching, despite being widely perceived as beneficial. The study concludes that greater institutional integration of self-assessment, supported by clear criteria, teacher mediation, and structured tools, is essential to enhance student engagement, metacognitive development, and lifelong learning competencies.

Gabriele Biagini, Maria Ranieri

Artificial intelligence literacy development in preservice teachers through metacognitive reflection a mixed methods study

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2026

This study examines how future teachers’ AI literacy develops throughout a four-module professional development program and how metacognitive reflection supports transformative learning. Sixty-three Italian teacher-learners produced short reflective diaries after each module. Using a convergent mixed-methods design, we integrated computational text analyses with qualitative coding to characterize change across cognitive, operational, critical, and ethical dimensions of AI literacy. Texts were pre-processed in Italian with spaCy (lemmatization and extended stopword filtering) and represented with TF-IDF to compute inter-section cosine similarity between phases and within-participant coherence; lexical diversity (type-token ratio), unsupervised topic modeling (LDA, k = 5), and sentiment scores complemented the analysis. Qualitative thematic analysis contextualized patterns with coder agreement and representative excerpts. Results indicate declining inter-diary similarity across modules alongside stable or rising within-participant coherence, suggesting cohort-level conceptual reorganization while individuals consolidate their understanding. Lexical diversity decreases modestly as vocabulary specializes; topic distributions shift from generic to practice-oriented themes; and sentiment evolves from uncertainty to more balanced, professionally grounded appraisals. Taken together, the findings portray a progression from initial ambiguity toward increasingly articulated AI literacy, linking computational signals with reflective evidence of transformation. We discuss implications for teacher-education curricula that aim to build sustainable, ethically aware AI capacities without presupposing technical backgrounds.

Alice Roffi

Approcci collaborativi mediati dalle tecnologie per l’insegnamento delle scienze nella scuola secondaria

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2026

Il contributo presenta una ricerca sull’utilizzo di approcci collaborativi mediati dalle tecnologie per l’insegnamento delle scienze nella scuola secondaria di secondo grado. Lo studio descrive l’implementazione di uno scenario didattico sul tema “Acidi e basi”, realizzato nell’anno scolastico 2023/2024 in una classe quarta di un istituto tecnico chimico. La ricerca adotta un disegno pre-post mixed methods, finalizzato a indagare l’impatto dell’intervento su atteggiamento verso le discipline scientifiche, apprendimenti, competenze collaborative e ulteriori effetti su studenti e insegnante. Le attività hanno integrato momenti di peer review collaborativa, lezioni euristiche, laboratorio e uso di strumenti digitali quali simulazioni PhET, Mentimeter e Padlet. I risultati quantitativi mostrano un miglioramento significativo negli apprendimenti, mentre non emergono differenze statisticamente significative né nell’atteggiamento verso la scienza né nelle competenze collaborative. I dati qualitativi, tuttavia, evidenziano un buon coinvolgimento degli studenti soprattutto nelle attività contestualizzate e supportate da tecnologie che favoriscono la visualizzazione dei processi e la riflessione. Emergono inoltre benefici sul piano della mediazione didattica e dello sviluppo professionale dell’insegnante. Sebbene siano necessari ulteriori studi con campioni più ampi e in differenti contesti, lo studio fornisce utili indicazioni per la pratica didattica: l’integrazione tra collaborazione, supporto tecnologico e contestualizzazione dei contenuti sembra sostenere l’apprendimento scientifico, pur richiedendo probabilmente tempi più lunghi e una progettazione più strutturata per incidere stabilmente su atteggiamenti e competenze collaborative.

Corrado Petrucco, Luca Lorenzon

App di self-control come strumenti formativi per un modello di digital wellness sul lavoro

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2026

L’uso intensivo dello smartphone nel contesto lavorativo genera fenomeni ormai ben documentati: distrazione da notifiche, ricorso al dispositivo come strategia di regolazione emotiva, difficoltà a mantenere confini chiari tra sfera professionale e personale. Quando questi comportamenti si consolidano, si configura quello che la letteratura definisce Problematic Smartphone Use (PSU), una problema diffuso che si manifesta con intensità variabile in funzione del contesto e della situazione individuale. Le risposte organizzative più comuni come i divieti o policy sull'uso dei dispositivi , agiscono sui sintomi senza intervenire sui meccanismi sottostanti né sviluppare nei dipendenti capacità durevoli di autoregolazione. Questo studio esplorativo mixed-method ha coinvolto 20 dipendenti di una cooperativa sociale del Nord Italia (10 educatori, 10 amministrativi), che per una settimana hanno utilizzato, su base volontaria, una delle due app di self-control proposte: Forest, basata sulla gamification, e AppBlock, basata sulla restrizione programmata. I dati sono stati raccolti tramite questionario post-intervento (37 item, scala Likert) e otto interviste semi-strutturate. Il coping emotivo risulta la dimensione PSU più rilevante nel campione, con valori più elevati nel personale amministrativo rispetto agli educatori. Le due app mostrano un’efficacia percepita sostanzialmente equivalente, il che orienta l’interpretazione verso il processo riflessivo attivato piuttosto che verso la specifica funzione tecnica dello strumento. Nella prospettiva del professionista riflessivo (Schön, 1983), Forest e AppBlock funzionano come mediatori della reflection-in-action, rendendo osservabili comportamenti prima automatici. La ricerca propone un modello formativo basato sulle App e discute il ruolo del formatore aziendale come facilitatore di consapevolezza digitale piuttosto che dispendatore di soluzioni tecnologiche.

Francesca Crudele, Juliana Elisa Raffaghelli

Bridging the Gap: The Development of Argumentative Skills in Italian Higher Education. A National Case Study

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2026

Argumentative skills are central to persuasion, problem-solving, and self-advocacy, all abilities connected with developing a critical and personal perspective on information. Despite their relevance, argumentative approaches are not always systematically integrated in Higher Education (HE). This research examines the case of Italian HE institutions by analysing the syllabi of 133 courses from 47 public universities through stratified random sampling. The analysis investigates the presence and relevance of argumentative skills across learning objectives, teaching activities, and assessment practices. Findings revealed a limited and often fragmented inclusion of argumentative skills, frequently reduced to general comprehension and communication abilities, with weak alignment across curricular components. While references to argumentation are present, they often lack depth and coherent pedagogical integration. These findings point to the need for a more intentional and structured approach to developing argumentative skills, including a reconsideration of current curriculum design and a clearer integration and alignment of argumentation and critical thinking within teaching and assessment practices.

Chiara Schena

New Space Economy e diritto dello spazio. La legge italiana n. 89/2025

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: PRE / 1900

Il contributo esamina la New Space Economy quale fenomeno di trasformazione strutturale del settore spaziale, caratterizzato dalla crescente partecipazione di operatori privati lungo l’intera space value chain. L’analisi ricostruisce i fattori abi-litanti di tale transizione – riduzione dei costi di accesso, modelli orientati ai servizi e collaborazioni pubblico-private – e le ragioni che hanno spinto nume-rosi Stati europei ad adottare discipline nazionali, in assenza di armonizzazione unionale e nel quadro dei principi internazionali degli anni Sessanta. Particolare attenzione è dedicata alla l. 13 giugno 2025, n. 89, prima disciplina organica italiana in materia, con un esame dell’impianto autorizzatorio, della responsabi-lità civile degli operatori e dell’azione di rivalsa dello Stato, degli obblighi assi-curativi e della registrazione degli oggetti spaziali. Il contributo evidenzia la ten-sione tra apertura all’iniziativa privata e controllo pubblico, nella prospettiva dell'EU Space Act e dell’art. 189 TFUE.

Arianna Astolfi, Francesco Asdrubali, Sergio Luzzi, Nicola Mucci, Pietro Nataletti, Federica Piras, Federico Rossi, Simone Secchi

Effetti non uditivi dell’esposizione al rumore e controllo del ri-schio di infortuni correlati: obiettivi del progetto BRiC Inail 2024 ID-7

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

L’articolo presenta gli obiettivi e le metodologie di indagine di una ricerca finanziata da INAIL nell’ambito dei progetti di ricerca in collaborazione (BRiC) relativa agli effetti extrauditivi del rumore negli ambienti scolastici, universitari ed ospedalieri.

Molte ricerche mettono in evidenza gli effetti non uditivi del rumore sugli individui ma il quadro regolamentare e le conoscenze ad oggi disponibili per limitare questi effetti negli ambienti non residenziali sono tuttora scarsi. La ricerca intende colmare questa lacuna con il coinvolgimento di cinque unità di ricerca da quattro atenei italiani e da un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e con la partecipazione di diverse scuole, università e strutture sanitarie distribuite sul territorio nazionale.

Patrizio Fausti

Resoconto del convegno “IL SUONO DELLE IDEE, tributo al Prof. Ing. Angelo Farina”

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Il 20 marzo 2026 a Parma, presso la Casa della Musica, si è tenuto il convegno “Il Suono delle Idee: tributo al Prof. Ing. Angelo Farina”, organizzato congiuntamente dall’Associazione Italiana di Acustica (AIA), dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri – Gruppo di Lavoro Acu-stica, dall’Ordine degli Ingegneri di Parma, dal Comune di Parma, dall’Università degli Studi di Parma, da AES Italia e dall’Associazione della Fisica Tecnica Italiana. L’evento ha rappre-sentato un omaggio corale alla figura scientifica e umana del Prof. Farina e un’occasione di confronto sull’innovazione in acustica, sul dialogo tra ricerca, professione e industria e sulle prospettive future della disciplina. Il presente articolo ne riassume i contenuti tecnico-scientifici, istituzionali e commemorativi.

Patrizio Fausti, Giovanni Brambilla, Andrea Cerniglia, Andrea Tombolato

Resoconto del convegno “Trent’anni della Legge Quadro sull’inquinamento acustico: bilancio e prospettive"

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Il 5 maggio 2026 si è svolto a Roma, presso Sapienza Università di Roma, il convegno “Trent’anni della Legge Quadro sull’inquinamento acustico: bilancio e prospettive”, dedicato al trentesimo anniversario della Legge 26 ottobre 1995, n. 447. L’iniziativa, promossa da SNPA in collaborazione con AIA, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, sistema delle agenzie ambientali, università, professionisti, enti gestori, normatori e comunità scientifica. Il resoconto, predisposto per la rubrica “Vita dell’Associazione”, evidenzia in particolare il contributo dell’AIA, sia come interlocutore tecnico-scientifico autorevole e imparziale, sia come punto di incontro della comunità acustica nazionale.

Stefano Bergero, Alessandro Cavalletti, Anna Chiari

Requisiti acustici secondo DPCM 05/12/97 e confronto con classificazione acustica secondo UNI 11367: il caso studio di un edificio terziario

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Viene presentato il caso studio di un edificio interamente adibito ad uffici (7 piani e oltre 12000 m2 di superficie utile), dove l’unico requisito acustico passivo applicabile secondo il D.P.C.M. 05/12/97 è l’isolamento acustico di facciata D2m,nT,w. L’edificio presenta un'ampia tipologia di elementi di facciata in riferimento a dimensioni e geometrie degli ambienti, fattore di forma e serramenti installati. Tramite misure in sito sono stati determinati i valori di D2m,nT,w per alcuni locali scelti come significativi per la verifica dei requisiti minimi secondo il D.P.C.M. 05/12/97. La buona corrispondenza tra i valori misurati e quelli calcolati secondo la norma UNI EN ISO 12354-3 mostra sia l'assenza di errori macroscopici di misurazione sia la solidità del metodo previsionale, che è stato quindi utilizzato per verificare preliminarmente l'efficacia di alcuni interventi di isolamento acustico. Il caso studio presentato permette ulteriori considerazioni operative circa l’applicabilità della norma UNI 11367 sulla classificazione acustica delle unità immobiliari. Il modello previsionale mostra che è possibile, anche per un edificio di interesse storico, ottenere il rispetto dei requisiti minimi e raggiungere la classe acustica massima, a patto di intervenire sulle chiusure tecniche serramenti e cassonetti.

Matteo Pellegatti, Chiara Visentin, Simone Torresin, Francesco Babich, Nicola Prodi

Impatto degli stressori ambientali su cognizione e percezione del paesaggio sonoro: un'analisi delle differenze legate all'età

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Gli studenti trascorrono in aula circa il 45% della loro giornata. Diventa quindi necessario che l’ambiente sia confortevole e di supporto per l’apprendimento, tramite il controllo dei quattro domini ambientali: termico, qualità dell’aria, acustico e visivo. Sebbene la letteratura di recente abbia iniziato a studiare questi domini congiuntamente, l’interazione tra qualità dell’aria e acustica rimane poco esplorata, con una significativa carenza di studi sugli studenti in età scolare. In questo studio sono stati comparati i risultati di due gruppi di studenti di età diversa: studenti universitari e alunni della Scuola Secondaria di I Grado. L’obiettivo è indagare se e come l’età degli studenti medi gli effetti degli stimoli sonori e della qualità dell’aria sulle prestazioni e sulla percezione sonora degli studenti. I risultati hanno evidenziato che l’età influisce sugli effetti delle condizioni acustiche sulle prestazioni di calcolo, ma non sulla valutazione del paesaggio sonoro, né mostra interazioni con la qualità dell’aria.

David Ramírez-Solana, Agostino Marcello Mangini, Javier Redondo, Maria Pia Fanti

Barriera acustica a Cristalli Sonici a doppio regime basata su di-spersori asimmetrici multirisonanti

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Le barriere antirumore a Cristalli Sonici (SCNB) basate su Cristalli Sonici (SC) con risonatori di Helmholtz (HR) permettono di ottenere bande di isolamento aggiuntive rispetto ai soli bandgap di Bragg (Bragg-BG). Tuttavia, l’introduzione di HR non garantisce sempre un incremento dell’attenuazione. L’interazione tra Bragg-BG e bandgap da risonanza locale (HR-BG) dipende in modo critico dal rapporto tra la frequenza di risonanza locale e la frequenza di Bragg (fHR rispetto a fBragg) e dall’allineamento dei colli dei risonatori rispetto all’onda incidente (0° e 90°). In questo lavoro si propone una SCNB a doppio regime basata su dispersori asimmetrici multirisonanti, che integrano due HR ortogonali con cavità accoppiate. La risposta è studiata mediante modelli FEM 2D sia in configurazione periodica (diagramma di banda) sia in configurazione finita (trasmissione), con particolare attenzione all’Insertion Loss (IL) nell’intervallo 500–2500 Hz. Poiché la sintonizzazione analitica è limitata dalla geometria irregolare delle cavità, l’ottimizzazione multiobiettivo regola i parametri geometrici per collocare e rendere complementari le bande di attenuazione nelle due orientazioni. La validazione sperimentale su prototipo stampato in 3D, mediante misure in camera anecoica con scansione robotizzata del campo acustico, conferma l’aumento di IL e il comportamento a doppio regime ottenuto mediante rotazione dei dispersori.