Zone d’ombra nel processo analitico. Incidenti, collusioni e stati regressivi della mente

Titolo Rivista PSICOBIETTIVO
Autori/Curatori Bianca Gallerano
Anno di pubblicazione 2014 Fascicolo 2014/1
Lingua Italiano Numero pagine 20 P. 39-58 Dimensione file 564 KB
DOI 10.3280/PSOB2014-001004
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L’autore ritiene che nel processo di cura la stessa personalità dell’analista può divenire un fattore salutare o nocivo ai fini dell’esito della cura stessa. Le sue specifiche qualità umane dovrebbero porlo nella condizione di non essere travolto dalle correnti emozionali che attraversano la stanza d’analisi. Queste ultime possono contagiare la sua pensabilità. La possibilità che la mente dell’analista al lavoro si risvegli alla consapevolezza fa si che non si stabilisca una collusione cronica. Il confine, però, tra contagio e collusione cronica è molto labile ed incerto. Questa fragile distinzione fa si che l’errore-incidente può divenire un ostacolo e bloccare il processo analitico, a volte interromperlo, oppure divenire una risorsa per la relazione analitica.

Parole chiave:Incidente; contagio; collusione cronica; stati regressivi della mente; impegno etico; qualità umane dell’analista.

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Bianca Gallerano, Zone d’ombra nel processo analitico. Incidenti, collusioni e stati regressivi della mente in "PSICOBIETTIVO" 1/2014, pp 39-58, DOI: 10.3280/PSOB2014-001004