Misurare il costo del lavoro. L’Istat e le istituzioni statistiche sovranazionali nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta

Titolo Rivista ITALIA CONTEMPORANEA
Autori/Curatori Manfredi Alberti
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/310
Lingua Italiano Numero pagine 19 P. 17-35 Dimensione file 196 KB
DOI 10.3280/IC2026-310002
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Il costo del lavoro è il costo totale sostenuto dall’imprenditore per unità di lavoro, comprensivo del salario e dei costi indiretti, come imposte e contributi previdenziali. Il tema del costo del lavoro divenne un elemento fondamentale delle politiche pubbliche nella seconda metà del XX secolo, come conferma lo sforzo degli statistici e dei responsabili della politica economica di definirlo e misurarlo. Solo a partire dagli anni Cinquanta emerse a livello internazionale ed europeo una chiara definizione del costo del lavoro. L’Italia non fa eccezione da questo punto di vista. Tra i fattori responsabili della nuova consapevolezza in tema di salari e costo del lavoro, sul piano economico e statistico, possiamo annoverare la cooperazione economica europea e le potenzialità offerte dal mercato comune, così come lo sviluppo dei sistemi di welfare. Questo contributo si propone di fornire un quadro d’insieme delle condizioni di produzione e diffusione dei dati sul costo del lavoro in Italia tra gli anni Cinquanta, quando l’Italia si avvicinava al “boom economico”, e tutti gli anni Sessanta, quando cominciò a delinearsi una crescita dei salari e delle spese sociali. Tra le fonti utilizzate, le pubblicazioni e le carte d’archivio dell’Istat e una selezione di altre pubblicazioni ufficiali della statistica europea e internazionale.

Parole chiave:costo del lavoro, salari, Istat, Comunità economica europea, Italia, Confindustria

Manfredi Alberti, Misurare il costo del lavoro. L’Istat e le istituzioni statistiche sovranazionali nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta in "ITALIA CONTEMPORANEA" 310/2026, pp 17-35, DOI: 10.3280/IC2026-310002