Titolo Rivista CITTADINANZA EUROPEA (LA)
Autori/Curatori Silvio Gambino
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/1
Lingua Italiano Numero pagine 99 P. 23-121 Dimensione file 481 KB
DOI 10.3280/CEU2026-001002
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Il saggio analizza in chiave sistematica l’evoluzione del regionalismo italiano a partire dalla Costituzione del 1947 sino alle più recenti riforme e prospettive di attuazione dell’art. 116, comma 3, Cost., con particolare attenzione agli effetti costituzionali del cd. “regionalismo differenziato” sui diritti fondamentali, civili e sociali. La questione si inquadra nell’evoluzione storicocomparata delle forme di Stato regionali e federali, soffermandosi sul passaggio dallo Stato unitario accentrato del modello postunitario alla “Repubblica delle autonomie” delineata dal Titolo V riformato nel 2001. Muovendo dai principi personalistici e solidaristici della Costituzione, l’analisi individua il nodo centrale della relazione tra autonomia territoriale e garanzia dell’unità giuridica, economica e sociale della Repubblica, sottolineando come i vincoli di uguaglianza interpersonale e interterritoriale costituiscano un limite invalicabile all’espansione delle competenze regionali. Particolare rilievo è attribuito al rapporto tra il principio di sussidiarietà, la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (art. 117, c. 2, lett. m), Cost.) e il sistema di perequazione finanziaria (art. 119 Cost.), analizzati come strumenti costituzionali volti ad assicurare la coesione nazionale e l’effettività dei diritti sociali. Il lavoro evidenzia, inoltre, la funzione di garanzia svolta dalla Corte costituzionale nel bilanciamento tra esigenze di autonomia e tutela dell’eguaglianza sostanziale, anche alla luce delle più recenti pronunce in tema di “regionalismo asimmetrico”, sanità e pandemia da Covid19. Nella parte finale, si criticano le previsioni e l’impianto politicoistituzionale della legge n. 86/2024 (cd. legge Calderoli), segnalando i rischi di decostituzionalizzazione dell’assetto statale e gli impatti regressivi sui diritti fondamentali. L’articolo propone, in chiave conclusiva, una rilettura del regionalismo differenziato alla luce dei principi supremi dell’ordinamento – unità, indivisibilità, solidarietà ed eguaglianza – come condizione ineludibile per salvaguardare la coesione giuridica e sociale della Repubblica e la cittadinanza costituzionale unitaria.
Silvio Gambino, Regionalismo differenziato, diritti fondamentali, unità della Repubblica: nodi critici e limiti costituzionali in "CITTADINANZA EUROPEA (LA)" 1/2026, pp 23-121, DOI: 10.3280/CEU2026-001002