Social media e P.A. La comunicazione istituzionale ai tempi di Facebook
Autori e curatori
Contributi
Pino Imperatore, Stefano Martello, Ada Sinigalia
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 118,      1a edizione  2017   (Codice editore 244.1.79)

Tipologia: Edizione a stampa
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In breve
Il libro prova a raccontare cosa fanno le pubbliche amministrazioni italiane sui social media, descrivendo buone pratiche e scelte innovative, ma anche incidenti di percorso ed errori da cui imparare. Mostra inoltre che non è sempre facile tenere distinti gli aspetti politici della comunicazione da quelli più strettamente istituzionali, soprattutto quando i cittadini tendono a identificare l’amministrazione con gli organi politici, finendo con il confondere l’una con gli altri.
Presentazione del volume

"I social media sono più che comunicazione: sono anche un posto in cui viviamo". Lo afferma Daniel Miller, coordinatore del progetto Why We Post, grazie al quale un team di antropologi ha analizzato l'uso dei social network in diverse parti del mondo, scoprendo che sono le persone a plasmare gli usi della tecnologia e non il contrario.
La diffusione dei social media ha radicalmente trasformato le modalità con cui gli utenti accedono alle notizie di loro interesse e questo vale anche per le pubbliche amministrazioni. La comunicazione è diventata bidirezionale, il cittadino si aspetta di essere ascoltato e soprattutto cerca un dialogo di fronte al quale le istituzioni non possono sottrarsi. Questo rapporto continuo, in tempo reale e spesso fuori dai classici orari di ufficio, richiede una nuova organizzazione del lavoro da parte delle strutture deputate alle attività di comunicazione delle P.A.
In questo libro proveremo a raccontare cosa fanno le pubbliche amministrazioni italiane sui social media, descrivendo buone pratiche e scelte innovative, ma anche incidenti di percorso ed errori da cui imparare. Vedremo che non è sempre facile tenere distinti gli aspetti politici della comunicazione da quelli più strettamente istituzionali, soprattutto quando i cittadini tendono ad identificare l'amministrazione con gli organi politici, finendo con il confondere l'una con gli altri.

Pietro Citarella, giornalista, si occupa di comunicazione istituzionale e di social network per il Comune di Napoli. Ha pubblicato, tra l'altro, con Carlo Baldi: Tecnofuturo. L'alba di un nuovo medium, l'alba di una nuova umanità (Liguori, 2010) e Futuro Presente. Condividere, partecipare e leggere nell'era dei social media (Liguori, 2013); con Stefano Martello, Giampietro Vecchiato e Sergio Zicari: Come comunicare il terzo settore. Che la mano sinistra sappia quel che fa la destra (FrancoAngeli, 2010).

Indice
Ada Sinigalia, Prefazione
Dalla comunicazione alla conversazione
(Ci siamo anche noi, te lo faccio sapere; Il linguaggio: non basta la parola; Se parli ti ascolto (e ti rispondo anche); Sei a casa mia, togliti le scarpe per favore; Regole chiare: social media policy)
Comunicazione di servizio? Sì, ma non solo
(Cosa posso dirti; Ci sono sempre, ogni giorno; Come te lo dico; Mi prendo cura di te; Cerchiamo di capirci bene (fake news e bufale online))
Trasparenza e propaganda
(Patti chiari, niente confusione; Sono trasparente (evitare la propaganda); Ti racconto tutto, anche le cose belle; Non posso fare da solo)
Il social media manager pubblico
(Chi è; Cosa fa (o dovrebbe fare); Le norme di riferimento; Stefano Martello, Note a piè di pagina e un auspicio di metodo)
Pietro Citarella, Stefano Martello, I social media nell'economia dei processi di gestione delle crisi
(Disastri naturali e comunicazione: il (possibile) ruolo dei social; Gestire le crisi; I social durante gli attacchi terroristici di Parigi, Bruxelles, Nizza e Berlino)
Scenari aperti
(Una gran quantità di dati - big data; Flusso continuo di informazioni; Collaborare, integrare e condividere - open data e innovazione)
Pino Imperatore, Appendice. In media stat virtus. Per il buon uso dei social nelle Pubbliche Amministrazioni
Bibliografia
Sitografia
Ringraziamenti.