Un mondo aperto.

Itinerari nella sociologia della complessità

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 228,      1a edizione  2017   (Codice editore 1571.18)
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Un mondo aperto. Itinerari nella sociologia della complessità
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In breve

Il volume tenta di approcciare il tema della società complessa in tutta la sua complessità, per mostrare come questa, pur concernendo in prima istanza questioni apparentemente distanti dalle persone e dalle loro vite quotidiane, come le profonde trasformazioni della scienza avvenute in suo nome, abbia un cuore decisamente “umano”. La complessità, adeguatamente intesa, è in grado di offrire una conoscenza e un sapere all’altezza delle più grandi sfide del presente, fornendoci le coordinate per vivere in un mondo aperto.

Presentazione del volume

Da quando la globalizzazione ha scompaginato gli assetti del nostro mondo, è aumentata la consapevolezza di vivere in una società complessa. Cosa si intenda, tuttavia, con questa espressione rimane spesso un enigma. Complessità è infatti un termine altamente suggestivo, di cui tanto il senso comune quanto le scienze sociali hanno imparato a servirsi. Da un lato esso sembrerebbe indicare la semplice presa d'atto della situazione caotica e disordinata in cui oggi viviamo, contrassegnata dalla estrema frammentazione sociale. Una sorta di espediente intellettuale per poter dare forma a un sociale che forma non ha. Dall'altro, grazie al consolidamento di un campo di studi e ricerche noto come complexity sciences, la complessità perde i suoi tratti di seducente ma vaga metafora, offrendo alle scienze sociali un insieme di risorse teoriche e metodologiche "chiavi in mano" per uno studio più rigoroso e "scientifico" della società complessa. Tentata da questo approccio la sociologia rischia tuttavia di cadere vittima di nuovi scientismi. È possibile trovare, tra questi due estremi, una via di mezzo? Questa è la domanda alla quale il presente libro tenta di rispondere. E prova a farlo mettendosi sulla scia di un pensiero capace di approcciare la complessità in tutta la sua complessità, per arrivare infine a mostrare come questa, pur concernendo in prima istanza questioni apparentemente distanti dalle persone e dalle loro vite quotidiane, come le profonde trasformazioni della scienza avvenute in suo nome, abbia un cuore decisamente "umano". In ultima analisi, la complessità, adeguatamente intesa, è in grado di offrire una conoscenza e un sapere all'altezza delle più grandi sfide del presente, fornendoci le coordinate per vivere in un mondo aperto, dove le certezze e i confini rassicuranti del passato, a partire da quello che separava natura e società, hanno perso il loro senso.

Fabio Introini è ricercatore presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell'Università Cattolica di Milano, dove insegna Sociologia del mutamento. Collabora con l'Istituto G. Toniolo nell'ambito delle attività di studi e ricerche del "Rapporto Giovani". Il mutamento sociale, le sue forme e i suoi attori sono da anni al centro della sua produzione intellettuale sia a livello teorico sia a livello empirico. In questo più ampio quadro si inserisce lo studio della complessità e dei modelli teorici che vi fanno riferimento, in particolare il pensiero di Edgar Morin e di Bruno Latour. È autore di saggi e articoli dedicati ai temi della condizione giovanile, dell'europeizzazione e della complessità e della monografia Comunicazione come partecipazione. Tecnologia, rete e mutamento socio-politico (Milano, 2007). È co-curatore del volume Istituzioni comunitarie e società civile. In dialogo per l'Europa (con V. Cesareo, Milano 2008).

Indice

Introduzione. Sociologia e complessità: una relazione da de-presentificare
Complessità: presente e passato
(Dalla globalizzazione alla complessità. E ritorno; Scienza e complessità. E scienze della complessità)
La sistemica esistenzialista di Edgar Morin
(Introduzione; Decostruzione della modernità come critica al riduzionismo; Auto-Eco-Organizzazione. I "principi" della complessità moriniana; La saldatura bio-antropologica; Dall'ecologia all'ecologia sociale; Il ritorno dell'osservatore; Dalla cibernetica a Santa Fè. Complessità ristretta e complessità generale)
Un mondo di reti e di assemblaggi. La complessità "frammentaria" di Bruno Latour
(Introduzione; Bye Bye Modernity; Dentro l'oggetto. Black box and black-boxing; La sociologia dopo la sociologia; "How to keep the social flat". L'ANT come sociologia reticolare; Ecologizzare versus modernizzare; Una postilla sulla complessità (e la rete))
Camminare sulle tracce della "terza via". Bilanci e rilanci della complessità
(Costruttivismo; Alla ricerca di un nuovo umanesimo; Il sociale e la sociologia; Natura e società; Nota conclusiva dell'autore)
Bibliografia di riferimento.