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Vincenza Pellegrino, Maria Augusta Nicoli

Cosa insegna la partecipazione del cittadino ai processi di ri-organizzazione dei servizi socio-sanitari?

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 1 / 2012

The interactions between individuals and institutions become more complicated for many reasons: pressure for subjective recognition grows; polical sites where people can debate on health care issues and on the the values about clinical services are diminishing. In this sense, it is important to plan health care pathways developed with the collaboration between doctors and patients. Therefore citizens’ participation could be considered a way in order to re-think collectively the main structures of the local welfare.

Il presente saggio è basato su un’osservazione etnografica del carcere legata a sei anni di laboratori di sociologia svolti all’interno di un polo universitario penitenziario. L’analisi si concentra sul rischio di essere coinvolti in dinamiche ambivalenti che non stabilizzano la creazione di spazi pubblici del dibattito e rendono instabile, opzionale, segregante (individualizzato) lo spazio\tempo dello studio. La proposta emersa dal campo è quella di creare spazi di confronto tra studenti dentro e stu-denti fuori dal carcere.

Lo studio si propone di analizzare le modalità discorsive attraverso le quali uomini e donne dai 30 ai 45 anni definiscono i passaggi focali della propria biografia e tentano di ricomporla come successione di "transizioni necessarie". Lo scopo è innanzi tutto interpretare il modo in cui essi riescono a ricomporre le diverse "carriere" (lavorative, affettive, familiari, genitoriali), poiché il susseguirsi di questi eventi ha perso ogni ordine prestabilito e ciascuno di noi è alla prese con processi di "risignificazione interna" (se vogliamo, ipersoggettiva) di un senso biografico non più codificato dall’esterno.

Questo lavoro tratta le opinioni delle giovani donne adulte circa la possibilità o meno di diventare madri. In particolare, il saggio è di interesse per capire se i "forum.net" intorno a questo tema sono i luoghi in cui prendere una posizione più chiara sui dilemmi di valori riguardanti la genitorialità. L’indagine si basa sull’analisi testuale delle conversazioni registrate nell’ambito di diversi forum.net caratterizzati dalla forma "un solo proponente e molti replicanti". Questi spazi comunicativi sembrano incoraggiare la condivisione di «pensieri comuni, ma comunemente rimossi», come dice una delle partecipanti. Si genera un contesto particolare in cui la presenza delle donne percepite come «simili ma non intime» permette la spiegazione di posizioni impopolari sulla vita delle donne, e mostra una complessa fantasia collettiva in cui l’idea di "buona vita femminile" è cambiata e non è facilmente compatibile con l’idea di "buona maternità", che invece sembra essere molto salda, si potrebbe anzi dire "tradizionale".

Vincenza Pellegrino

Conflitti ambientali e nuovi soggetti politici. Le rivolte "eco-epidemiologiche"

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 42 / 2011

Questo saggio ha come oggetto di riflessione i conflitti ambientali, i nuovi soggetti politici che ne sono protagonisti e le visioni collettive che paiono centrarsi in maniera inedita sulla cattiva gestione delle risorse locali e sui conseguenti rischi per la salute pubblica. Nuovi soggetti politici appunto (comitati, associazioni, movimenti) che operano l’articolazione fra discorsi scientifici (dati sull’inquinamento, previsioni ecc.) e discorsi politici (orientamenti valoriali e dibattiti sulle decisioni da prendere per il futuro). A partire da alcuni casi di studio (la questione dei rifiuti in Campania, quella degli inceneritori in Emilia Romagna) l’articolo conduce una breve analisi sulle forme argomentative adottate da questi gruppi, sulle modalità di intendere il rapporto con le istituzioni democratiche e con la scienza (con amministratori e\o con esperti), sui processi interni di leadership e sull’idea di ‘rivolta’ da condurre.

Vincenza Laurora

Scenari e metafore della formazione

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2023

Il lavoro racconta l’esperienza di un intero anno formativo, il 2022, con lo scopo di cogliere la linea di sviluppo psichico che gli allievi se-guono per maturare capacità di ascolto psicoanalitico, contenimento e trasformazione dell’esperienza emozionale con l’Altro. Parte dalla de-scrizione dell’evento scientifico inaugurale in cui la SIPP accoglie i nuovi allievi per poi spostarsi sugli scenari delle giornate conclusive in ciascuna delle tre sedi. In questo secondo momento collegiale, sono gli allievi, per gruppo-classe, a raccontare la loro esperienza di apprendi-mento attraverso un loro scritto. Al centro del lavoro vi è la riflessione sulle metafore che gli allievi anno dopo anno producono per rappresentare sia il cammino che han-no compiuto che le condizioni didattiche che ne favoriscono lo sviluppo. Emerge una linea di sviluppo processuale nella formazione che parte dal radicamento nel gruppo-classe, guadagna spazi gruppali transizionali per il libero gioco tra le loro individualità, per approdare alla fine del quadriennio alla conquista di uno stile di lavoro personale e ad una capacità di relazione dialogante. L’esperienza della conclusione lascia intravedere la maturazione dei processi identificatori profondi alle figure formative che alimentano sotterraneamente e con discrezione il processo di crescita.

Vincenza Laurora

Il "doppio sogno" dell’analista: dal controtransfert all’autoanalisi

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2020

L’autrice racconta il processo di rielaborazione interiore messo in moto da un’esperienza di impasse nella scrittura clinica sul tema delle maternità eterologhe. A partire da un sogno di controtransfert, l’elaborazione necessaria a differenziare le componenti del legame co-stituitosi tra analista e paziente nel corso della cura, acquista la forma di un complesso travaglio che l’autrice, prendendo spunto dal racconto di Schnitzler Doppio sogno, chiama il "doppio sogno" dell’analista. L’argomentazione segue lo sviluppo di una catena associativa che lega insieme esperienza personale, esperienza clinica e riferimenti teorici e sfocia in una arricchente esperienza autoanalitica.

Questo lavoro ha indagato il senso di appartenenza degli infermieri all’azienda ospedaliera, tenendo conto del genere, del reparto di afferenza e degli anni di permanenza nella struttura. Ulteriore obiettivo è stato quello di indagare la relazione tra il senso di appartenenza di questi operatori sanitari e altre variabili psicosociali, quali le percezioni di efficacia collettiva nella comunicazione in ambito ospedaliero, l’autoefficacia percepita nella comunicazione con il paziente, l’autoefficacia sociale e il burnout. È stato somministrato un questionario self-report a 840 infermieri (47% maschi e 53% femmine) che lavorano in aziende ospedaliere del Centro e del Sud Italia. I risultati hanno evidenziato livelli piuttosto elevati di senso di appartenenza alla struttura da parte degli infermieri (con differenze per anzianità di servizio e reparto di afferenza) e bassi livelli di burnout. È stato testato un modello di equazioni strutturali che ha evidenziato come il senso di appartenenza, insieme alle percezioni di autoefficacia comunicativa, risulti un predittore negativo di tutte le dimensioni del burnout. Sono risultati predittori del senso di appartenenza all’azienda ospedaliera le percezioni di efficacia collettiva e l’anzianità di servizio nello stesso ospedale.

Vincenza Capone, Daniela Caso, Anna Rosa Donizzetti, Giovanna Petrillo

La promozione del benessere in ospedale: il punto di vista delle partorienti in interviste narrative sul "momento nascita"

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2012

L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di indagare il punto di vista delle partorienti su aspetti centrali per il proprio benessere e per la qualità della vita in ospedale, in una prospettiva di ricerca-intervento. Hanno partecipato alla ricerca 21 neo-mamme, ricoverate in un ospedale campano, sollecitate a rispondere alle domande di una intervista narrativa. La trascrizione delle interviste è stata sottoposta a una procedura di analisi testuale, con l’ausilio del software T-LAB. I risultati hanno evidenziato differenti posizionamenti tra le donne al primo parto vs le altre, nonché tra le donne al secondo parto vs quelle al terzo/ quarto parto. Questi risultati contribuiscono sul piano concettuale ad arricchire di nuovi nuclei problematici la ricerca sul tema e hanno favorito la realizzazione di un intervento formativo mirato al personale ospedaliero della struttura coinvolta, finalizzato ad incrementare i livelli di benessere delle partorienti tramite una revisione critica delle pratiche professionali.

Vincenza Capone

Ripensare alle competenze a scuola: un cambiamento organizzativo e non solo

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2023

Viene proposta una riflessione sulle competenze non cognitive a scuola e sulla necessità di cambiamento di tipo organizzativo e cultu-rale che l’introduzione di tali competenze comporta. Un particolare focus verrà dato al ruolo degli insegnanti come leva per il cambiamen-to.

In una prospettiva di medicina centrata sul paziente, l’aderenza alla terapia è determinata da diversi fattori psico-sociali che riguardano sia il medico che il paziente: la costruzione di una buona relazione, una comunicazione efficace, il sentirsi rispettato dal proprio medico sono alcuni di essi, soprattutto nella medicina generalista. L’obiettivo principale del lavoro è quello di indagare le relazioni tra autoefficacia comunicativa dei pazienti, stili comunicativi del medico di base, così come percepiti dal paziente, salute mentale positiva (benessere emozionale, psicologico e sociale), malessere psico-fisico e aderenza alle cure. Ulteriore obiettivo è stato quello di evidenziare eventuali differenze di genere per le variabili considerate. Sono stati contattati 60 pazienti di età compresa tra i 18 agli 80 ed equamente distribuiti per genere, subito dopo un colloquio con il proprio medico di medicina generale e dopo 15 giorni dallo stesso. È stata implementata una Path Analisys per verificare le relazione tra le diverse variabili. I risultati hanno evidenziato un ruolo centrale dell’efficacia comunicativa del paziente per l’aderenza e il benessere psicologico. Per quel che riguarda lo stile comunicativo del medico, così come percepito dal paziente, il problem solving, il rispetto e l’ostilità (con segno negativo) sono risultati un predittore significativo dell’aderenza alla terapia. Quest’ultima è risultata un fattore protettivo dal malessere psico-fisico. Sono emerse differenze per genere e per livello di istruzione. I risultati, oltre a fornire evidenze empiriche sul ruolo dell’autoefficacia comunicativa per il benessere dei pazienti in un setting complesso come quello sanitario, forniscono elementi utili per training finalizzati al miglioramento delle communication skills di medici di medicina generale e pazienti.

Vincenza Capone

Percezioni di efficacia comunicativa e burnout dei medici ospedalieri

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2011

Questo lavoro si propone di indagare le convinzioni di efficacia personale e collettiva nella comunicazione e il burnout in medici ospedalieri. Lo studio vuole inoltre approfondire le relazioni tra l’efficacia comunicativa personale e collettiva, il burnout e altre variabili psicosociali, quali l’autoefficacia sociale e il senso di appartenenza all’azienda ospedaliera. Un ulteriore obiettivo è quello di verificare se le variabili considerate sono predittori delle dimensioni del burnout. Sono stati contattati 286 medici che lavorano in aziende ospedaliere del Sud Italia, a cui è stato somministrato un questionario self-report. I risultati mostrano il ruolo protettivo, per il benessere dei professionisti della salute, delle percezioni di efficacia comunicativa personale e collettiva. L’autoefficacia percepita nella comunicazione medica risulta infatti negativamente e significativamente correlata con il burnout; le percezioni di efficacia collettiva risultano negativamente correlate con la mancanza di realizzazione professionale degli operatori. Infine tra i predittori negativi del burnout ritroviamo l’efficacia comunicativa personale e collettiva e il senso di appartenenza all’ospedale.