Le migrazioni internazionali sono processi sistemici dominati dall’azione trasformativa dei contesti culturali sulle condizioni di vita e sull’identità del migrante, soprattutto se bambino o adolescente, proiettato fuori dal proprio mondo di appartenenza. Lo sradicamento genera un problema esistenziale immediato, imposto dalla perdita o dal dissolvimento dei contenitori psichici e culturali (figure parentali, lingue, concezioni del mondo) che supportano e proteggono lo sviluppo del soggetto in movimento. Sbalzato in un mondo estraneo, il suo assetto personologico diventa vulnerabile a cambiamenti subentranti e incontrollabili anche perché non possiede meccanismi di adattamento efficaci con cui fronteggiare l’assenza dei contenitori originari. La forza traumatogena della migrazione perturba l’omeostasi soggettiva, esterna e interna (somatica, psichica e sociale), provocando un’alterazione identitaria dall’esito imprevedibile.