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Salvatore Inglese

Aiôresis. Processi migratori e alterità

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Le migrazioni internazionali sono processi sistemici dominati dall’azione trasformativa dei contesti culturali sulle condizioni di vita e sull’identità del migrante, soprattutto se bambino o adolescente, proiettato fuori dal proprio mondo di appartenenza. Lo sradicamento genera un problema esistenziale immediato, imposto dalla perdita o dal dissolvimento dei contenitori psichici e culturali (figure parentali, lingue, concezioni del mondo) che supportano e proteggono lo sviluppo del soggetto in movimento. Sbalzato in un mondo estraneo, il suo assetto personologico diventa vulnerabile a cambiamenti subentranti e incontrollabili anche perché non possiede meccanismi di adattamento efficaci con cui fronteggiare l’assenza dei contenitori originari. La forza traumatogena della migrazione perturba l’omeostasi soggettiva, esterna e interna (somatica, psichica e sociale), provocando un’alterazione identitaria dall’esito imprevedibile.

Laura Sanò

Identità e alterità. La figura ambivalente dello straniero

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

Il rapporto tra identità e alterità viene interrogato a partire dalla figura dello straniero, intesa nella sua costitutiva ambivalenza. Attraverso un percorso che intreccia riflessione filosofica, tradizione classica e pensiero contemporaneo, il saggio mostra come lo straniero non possa essere ridotto a una semplice figura esterna o opposta all’identità, ma costituisca piuttosto un elemento essenziale per la sua definizione. A partire dall’analisi delle categorie di xenos, hostis e hospes, viene messa in luce la duplice natura dello straniero, insieme ospite e nemico, dono e minaccia. In questa prospettiva, l’identità non appare come un dato originario e stabile, ma come il risultato di un processo che si costituisce nel rapporto con l’altro, entro una tensione mai risolvibile tra apertura e difesa, accoglienza e rifiuto. L’articolo si inserisce così nel dibattito contemporaneo interrogando la possibilità stessa di parlare oggi di identità, mostrando come essa si dia soltanto nella relazione con ciò che la espone, la mette in questione e, al tempo stesso, la rende possibile.

Mattia Marchi, Giulia Pollice, Maria Bologna

Editoriale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2026

A cura della Redazione

Libri ricevuti

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 128 / 2026

The Soviet pursuit of hegemonic balance in Europe, illustrated by the suppression of the Prague Spring and the NixonBrezhnev détente, faced growing resistance among Communist parties within and beyond the Warsaw Pact. In this context, the Pcr and the Pci converged in opposing hegemony and bipolarity in favor of multipolarity, viewing European détente as central to Europe’s political reconfiguration and to resisting Soviet control over the Communist movement. Despite different motivations, they shared notable similarities in political thinking, alongside tensions in their internationalist identity and limits to cooperation. While the Pcr emphasized the international dimension, the Pci combined international and ideological perspectives. Their inability to develop a common vision of Europe highlights both these differences and the longterm impact of their cooperation.