RISULTATI RICERCA

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Edoardo Caporusso, Francesca Cardinali, Filippo Bucciarelli, Luigi Razzano, Giuseppe Piegari

Current Perspectives on Computerized Cognitive Remediation: Efficacy and Application

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2024

Cognitive deficits are a significant feature of many psychiatric and neurological disorders, severely impacting daily functioning and quality of life. Cognitive Remediation (CR) has become an effective therapeutic approach aimed at improving cognitive impairments in a variety of conditions. Numerous studies have consistently shown that CR leads to significant improvements in cognitive performance, especially when integrated with psychosocial interventions. These interventions have been linked to better outcomes in areas such as employment, social interaction, and daily living skills. The digitalization of CR programs has brought important advancements, enhancing accessibility and engagement through personalized, homebased interventions that provide real-time feedback. While some challenges remain, particularly in ensuring the transfer of cognitive improvements to real-world contexts, the overall evidence supports the effectiveness of computerized CR in enhancing both cognitive and functional outcomes. Future research should aim to standardize outcome measures and further explore how to optimize CR’s integration into comprehensive treatment plans, ensuring long-term benefits.

Valerio De Lorenzo, Roberta Famulari, Donatella Ussorio

L’innovazione tecnologica in salute mentale: Realtà Virtuale e Intelligenza Artificiale come add-on della Riabilitazione Psichiatrica

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2024

Nonostante le crescenti conoscenze sull’eziologia dei disturbi mentali e l’aumento dell’accesso agli specialisti che si occupano del trattamento e della terapia dei disturbi mentali, il numero di persone che sperimentano questo tipo di problemi è ancora elevato. Fornire un trattamento efficace è diventata una necessità sempre più impellente e, in questo contesto, i dispositivi digitali, soprattutto Realtà Virtuale (RV) ed Intelligenza Artificiale (IA), si stanno affermando come strumenti essenziali, capaci di potenziare l’efficacia dell’intervento dei professionisti, migliorare l’accesso alle cure e ottimizzare l’efficienza delle terapie proposte, compresa la presa in carico degli utenti in percorsi di riabilitazione psichiatrica.

A cura della Redazione

Libri ricevuti

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 186 / 2024

A cura della Redazione

Schede

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 186 / 2024

Il dibattito sulla crisi della conoscenza storica, vivo da decenni pur con declinazioni differenti, sembra essersi intensificato nell’ultimo millennio, sollecitato, fra l’altro, dall’innovazione tecnologica, dalla pervasività dell’uso della memoria nello spazio pubblico, dalla marginalizzazione della storia nell’insegnamento scolastico. Partendo da queste premesse, il dossier si interroga sulla tenuta della ricerca storica e della ri-­ flessione storiografica. Dopo un’introduzione dei curatori, si riportano le risposte ad alcune domande poste ad Agostino Paravicini Bagliani (storia medievale), Francesco Benigno (storia moderna) e Carlotta Sorba (storia contemporanea). I loro interventi, ponendosi da prospettive storiografiche diverse, forniscono un contributo articolato alla riflessione, sollecitando, al tempo stesso, nuove domande e nuovi spunti di ap-­ profondimento.

Vittorio Criscuolo

Il dibattito sulla donna nell’Italia del settecento: due contributi di Luciano Guerci

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 186 / 2024

Pubblicati fra il 1987 e il 1988, i due studi di Luciano Guerci, ora raccolti in un solo volume, costituiscono ancora un contributo importante alla ricerca sulle discussioni settecentesche intorno al ruolo della donna nella società e al matrimonio. L’autore mo-­ stra come proprio sui problemi del ruolo femminile e del matrimonio anche molti am-­ bienti influenzati dalla cultura dei Lumi mostrarono reticenze ed ambiguità. Gli studi si concentrano tuttavia soprattutto su quegli autori che, contro le trasformazioni del co-­ stume e della vita sociale del loro tempo, considerate come una intollerabile corruzio-­ ne morale, riproposero il modello tradizionale della donna casta, mansueta e sottomes-­ sa al marito. A questi orientamenti rispose anche lo sviluppo delle devozioni mariane, favorito dalle scelte della curia di Roma. Queste voci, anche se apparvero a molti ana-­ cronistiche nel secolo dei Lumi, sopravvissero alla bufera rivoluzionaria e hanno con-­ tinuato a lungo ad orientare le coscienze e i comportamenti di larga parte della popola-­ zione italiana.

Tra il 1987 e il 1988 Luciano Guerci pubblicò due libri in cui analizzava la discussio-­ ne sulla donna nell’Italia del settecento, ora raccolti in un unico volume, Per una sto-­ ria delle donne nell’Italia del Settecento, a cura di Elisa Strumia (Alessandria, Edizio-­ ni dell’Orso, 2023). Essi hanno costituito un punto di riferimento per lo studio di quel-­ lo che Guerci definiva «l’altro settecento», quello cioè che non si configurava con il pensiero degli illuministi, ma in molti casi con una riflessione di matrice cattolica, dai tratti antilluministici più o meno marcati. Lo storico, per la prima volta, individuava le caratteristiche di una produzione editoriale che aveva invaso le librerie italiane del set-­ tecento, in alcuni casi producendo dei bestseller, in cui lettori e lettrici di estrazione so-­ ciale diversa avevano trovato considerazioni e prescrizioni sul matrimonio, sull’educa-­ zione e sul comportamento delle donne. Questo articolo ricostruisce una parte di questi discorsi: quella che Guerci dedica alla riflessione dei moralisti cattolici sull’istruzione delle donne e sugli effetti della lettura sul loro comportamento, tema, quello della let-­ tura, di cui Guerci è stato uno straordinario precursore, individuando nell’attrazione che certi libri – in particolare i romanzi – esercitavano sulle donne la vera motivazione per cui gli «scrittori devoti» ne temevano gli effetti sul loro comportamento e sull’ob-­ bedienza ai padri e ai mariti. Dall’analisi di quella ricca e variegata produzione editoriale, egli faceva emergere, in alcuni casi, le contaminazioni con il pensiero dei Lumi, scoprendo che molti dei cosiddetti ‘illuministi’, quando parlavano di educazione delle donne, rivelavano atteggiamenti non molto distanti dai più retrivi moralisti cattolici. Parole chiave: Illuminismo, Antilluminismo, storia delle donne, storia dell’editoria, lettura delle donne, educazione delle donne

Stefano Villani

Tirannia dell’inglese, modelli “anglosassoni” e globalizzazione

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 186 / 2024

Questo articolo esplora il dominio dell’inglese nel mondo accademico italiano, colle-­ gandolo a questioni più ampie come i meccanismi di valutazione burocratica e l’impat-­ to della globalizzazione sulla cultura europea e sulle discipline storiche. L’autore ri-­ flette sulla sua esperienza personale all’interno del sistema accademico italiano e ame-­ ricano, sottolineando che l’uso diffuso dell’inglese è sia un sintomo dell’americanizza-­ zione del mondo accademico italiano sia una conseguenza della globalizzazione. A suo avviso, la qualità della scrittura sta decadendo a causa della crescente enfasi sulla quantità rispetto alla qualità delle pubblicazioni – una conseguenza importante del si-­ stema di valutazione burocratico -­ e perché tutti leggono meno. In definitiva, l’articolo sostiene che la vera sfida consiste nel rivalutare il ruolo della ricerca storica in un con-­ testo globale e tecnologico in rapida evoluzione.

L’articolo si propone di investigare limiti e opportunità dell’uso dell’inglese da parte di storici e altri cultori di materie umanistiche italiani. Esso sottolinea i vantaggi del multilinguismo in ambito accademico, ma evidenzia anche come esso non combaci ne-­ cessariamente con l’anglicizzazione dell’accademia italiana e internazionale. Al con-­ trario, l’articolo conclude auspicando la promozione dell’uso anche di altre lingue vei-­ colari nella comunicazione scientifica, in modo tale da favorire rapporti più equi tra di-­ verse tradizioni di ricerca.

Andrea Capra

Scrivere in inglese: più luci che ombre?

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 186 / 2024

L’autore si sofferma su tre questioni variamente connesse con l’adozione della lingua inglese da parte di studiosi italiani in ambito umanistico: il reclutamento accademico, il rischio di una semplificazione dei contenuti e la traducibilità di sfumature di stile e significato in una lingua straniera. Ne emerge un panorama di luci e ombre, che l’avvento dell’intelligenza artificiale rende ancora più complesso. In questo quadro, l’uso dell’inglese – al netto di ovvi quanto inutili eccessi – può giocare un ruolo positivo, e non deve essere invocato come capro espiatorio per i problemi di tutt’altra origine che affliggono il sistema italiano.

Questo contributo affronta la storia dei romanzi coloniali nel contesto dell’Italia del se-­ condo dopoguerra. Attraverso lo studio di una serie di romanzi pubblicati dopo il 1945, ma profondamente radicati nel discorso coloniale emerso durante il fascismo, il saggio mostra la pervasività del discorso colonialista nella cultura diffusa italiana ben oltre la perdita delle colonie nel dopoguerra. Attraverso l’analisi delle testimonianze d’archivio della “Fondazione Giuliana Civinini” e del suo “Premio per il miglior romanzo colonia-­ le” tra il 1928 e il 1953, il contributo indaga inoltre il grado di continuità che ha caratte-­ rizzato la transizione dal fascismo alla Repubblica. Allo stesso tempo, prendendo in considerazione i giudizi di lettura delle giurie del premio, mostra anche le diverse forme di negoziazione verso il passato fascista e coloniale messe in atto nell’Italia del dopo-­ guerra.

Il presente lavoro analizza la struttura delle Società di mutuo soccorso operanti in Eu-­ ropa mediterranea tra il 1848 e il 1864. A partire dalla comparazione tra diversi statuti societari elaborati in Francia, Genova e nelle principali città dell’Andalusia nel periodo compreso tra la fine dell’esperienza rivoluzionaria del biennio 1848-­1849 e la fonda-­ zione dell’Associazione internazionale dei lavoratori, questo studio si pone l’obiettivo di dimostrare l’esistenza di un unico modello associativo elaborato in contesto repub-­ blicano. L’esperienza societaria mediterranea, ispirata dagli stessi valori democratici, elaborò simili strutture organizzative articolate nell’assemblea generale e nella cassa mutua. L’atto societario non si limitava tuttavia a definire i diritti e i doveri degli asso-­ ciati, ma individuava nella missione educativa e moralizzatrice l’obiettivo primario del mutuo soccorso repubblicano.

Nella primavera del 1807 una feroce polemica prese corpo fra i due lati delle Alpi dopo che un giornale letterario di Parigi pubblicò, sotto lo pseudonimo di Filebo, un duro attacco a Vincenzo Monti, ai tempi operante a Milano. Questi – che al tempo era considerato in patria il più prestigioso poeta vivente, ma che in Francia continuava ad avere pochi apprezzamenti – decise di rispondere attraverso un pamphlet nel quale cri-­ ticò con toni altrettanto accesi quelli che, a suo avviso, erano gli autori dell’attacco, os-­ sia alcuni esuli italiani operanti da diversi anni nella capitale francese. In questo artico-­ lo si analizzano i caratteri letterari della polemica inserendola nel suo contesto di rife-­ rimento e ricostruendo i conflittuali rapporti fra i suoi protagonisti. In tal modo, le ori-­ gini di quella contesa sono individuate nella stagione rivoluzionaria e il suo svolgi-­ mento è attribuito a più profondi connotati politici legati a modalità diverse di conce-­ pire l’impegno culturale nelle istituzioni napoleoniche.

Il saggio affronta il problema del ruolo delle assemblee popolari nel governo delle città italiane nel XII secolo attraverso lo studio del caso di Milano. Analizzando in particolare le cronache, si mette in luce che le assemblee venivano convocate spesso e su un gran numero di argomenti. Anche se le testimonianze non sono numerose, esse potevano anche respingere le decisioni prese dai consoli: questi ultimi dovevano dunque formulare con cura le loro proposte e esprimerle con discorsi abilmente costruiti secondo le formule della retorica, in grado di convincere la popolazione. Le assemblee, dunque, avevano un ruolo centrale nel governo delle città, non soltanto dal punto di vista ideologico, ma anche perché esercitavano un’influenza preventiva sull’azione dei consoli, condizionati dalla necessità di ottenere l’approvazione popolare alle proprie decisioni.

Francesco Gastaldi

Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

Vito Garramone, Roberta Capello, Simone Corrado, Francesco Scorza, Beniamino Murgante

Dibattito

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

La smartness e i territori. Come il sistema dell’innovazione e le tecnologie stanno impattando sul planning, sulla governance territoriale e sulle politiche di sviluppo locale / Modelli di innovazione e “politiche intelligenti” per le Regioni europee / Decoding territorial disparities: a GeoAI approach enhancing geospatial thinking

- Mentre esiste un generale consenso circa la necessità di politiche dell’innovazione focalizzate sulle caratteristiche interne alle regioni e sulla loro capacità di innovazione e assorbimento delle nuove idee, resta ancora ampiamente aperto il dibattito se sia necessario che ogni regione abbia una sua strategia di innovazione e non sia invece più appropriato identificare strategie simili per regioni con simili modelli di innovazione. Il lavoro presenta in un modo deduttivo l’identificazione di modelli di innovazione delle regioni, e suggerisce politiche per ognuno di essi.

- Decodificare le disparità territoriali: un approccio GeoAI che potenzia il pensiero geospaziale Lo studio mappa le disparità territoriali in Italia tramite la GeoAI, identificando le aree target per le politiche di coesione. Applicando modelli di IA interpretabili e manifold learning si rivela la struttura latente dei sistemi territoriali, identificando le caratteristiche che classificano aree “marginali”. I risultati evidenziano i fattori socio-economici cruciali. Lo studio mostra inoltre come il pensiero geospaziale potenziato dall’IA possa orientare i programmi di coesione territoriale.

Maria Angela Bedini, Fabio Bronzini

La città mutante e il rischio globale. Suggerimenti per la protezione dal rischio sismico, pandemico, bellico

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

La pandemia ha evidenziato come gli squilibri territoriali, sociali ed economici accentuino la fragilità delle fasce più deboli della popolazione. La guerra in Europa ha generato un senso diffuso di insicurezza. Si pone una domanda di ricerca sulle modalità di risposta urbanistica ai nuovi rischi insediativi. La ricerca, metodologica e applicata, definisce contenuti inediti delle componenti del Rischio Pandemico e Bellico e strategie per quattro Questioni urbane.

Giulia Massenz

I “percorsi ecclesiali” delle chiese pentecostali africane: il caso di Torino

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

L’articolo si basa sul concetto di housing pathways di Clapham (2002) per analizzare i modelli insediativi del pentecostalismo africano a Torino, alla luce della caratteristica di mobilità territoriale di questo segmento religioso in Italia. I risultati sono tre “percorsi ecclesiali” distinti fra loro dal tipo di movimento nello spazio cittadino e le attitudini dei pastori. Oltre ad approfondire le specificità del gruppo, l’articolo accenna a riflessioni in tema di pianificazione territoriale.

Francesca Bragaglia

Innovazione sociale: cosa cambia per la governance urbana? Una riflessione a partire dai casi di Inghilterra e Francia1

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

L’articolo indaga il tema dell’innovazione sociale, riconoscendo l’importanza attribuita a questo concetto nella governance urbana. Da un lato, l’innovazione sociale nasce dalle comunità per affrontare problemi contingenti, dall’altro le agende politiche dei governi stanno provando ad incanalare le energie innovative della società civile all’interno di processi istituzionali. Neighbourhood Plans e Conseils Citoyens sono esempi emblematici e sono perciò indagati nei loro limiti e opportunità.