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Jacopo Sala , Claudio Lucifora

The “Credibility Revolution” in Economics: Empirical Economics meets Policymakers and Lawmakers

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 181-182 / 2024

Negli ultimi decenni, gli studi di economia applicata hanno sperimentato un cambiamento radicale nelle metodologie empiriche utilizzate, ora ampiamente riconosciuto come la “Rivoluzione della Credibilità”. Questo cambiamento verso un’analisi empirica evidence-based ha avuto lo scopo di migliorare l’efficacia degli interventi e aumentare la fiducia del pubblico nel processo decisionale. Questo articolo discute le principali caratt ristiche del nuovo approccio empirico e passa in rassegna i principali studi nella letteratura economica che hanno affrontato una serie di questioni controverse, quali gli effetti economi- ci del salario minimo legale, l’impatto dell’immigrazione sul mercato del lavoro e il ruolo della contrattazione aziendale sulla performance. Sebbene il messaggio principale di questa revisione sia che i decisori politici e gli studiosi delle scienze sociali non possono ignorare l’approccio evidence-based per la valutazione delle politiche pubbliche, rimaniamo scettici riguardo al reale impatto che la nuova ondata di “studi della credibilità” ha avuto sul dibattito pubblico italiano. .

Salvo Leonardi

La direttiva europea sul salario minimo adeguato e le sue ripercussioni nel quadro italiano

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 181-182 / 2024

La più alta copertura contrattuale (presunta/stimata) di tutta l’Unione euro pea, e la peggiore dinamica salariale dei paesi Ocse. Il secondo miglior dato europeo, quanto a incidenza dei bassi salari, ma solo per i tempi pieni, indeterminati e coperti dalla contrattazione (leader). Altrimenti fra i peggiori di tutti, quanto a rischio povertà. Da queste, e su que- ste clamorose ambivalenze e contraddizioni, ha preso corpo un animato dibattito – politico, sindacale e accademico – intorno alla tenuta complessiva del nostro sistema contrattuale e salariale. Unici, fra i cinque Stati membri rimasti senza salario minimo legale, a contemplare un cambio di casella, verso l’adozione di un minimo orario legale. Rispetto alla quale, la direttiva 2022/2041 fornisce svariati spunti e stimoli per fare il punto e vagliare l’opportuni- tà e gli indirizzi di una riforma, ormai improrogabile. Attraverso un procedimento dialettico, questo articolo passa in rassegna, approfondendole una a una, le tesi e le antitesi dell’attuale dibattito italiano, segnalando di ciascuna i punti di forza e quelli di debolezza. Per suggerire infine una sintesi nella quale, col supporto costante della comparazione europea, si auspica un sostanziale adeguamento, nel segno di una sperimentalità incrementale. In cui una soglia minima oraria, di derivazione legislativa, possa conciliarsi con un potenziamento selettivo della contrattazione collettiva delle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Tzehainesh Teklè

Le fonti OIL nella giurisprudenza italiana: un inquadramento della questione

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 181-182 / 2024

Il contributo commenta criticamente il rapporto di S. Borelli, G. Orlandini e M. Tufo, Le fonti OIL nella giurisprudenza delle corti italiane, presentato al seminario organizzato dall’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino, tenutosi a Roma il 13 ottobre 2023, e pubblicato in questo numero del Giornale.

Guido Raimondi

Le fonti OIL nella giurisprudenza italiana: un commento

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 181-182 / 2024

Il presente contributo è il testo dell’intervento svolto in veste di discussant al rapporto di S. Borelli, G. Orlandini e M. Tufo, Le fonti OIL nella giurisprudenza delle corti italiane, presentato al seminario organizzato dall’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino, tenutosi a Roma il 13 ottobre 2023, e pubblicato in questo numero del Giornale.

Silvia Borelli, Giovanni Orlandini, Marco Tufo

Le norme internazionali del lavoro nella giurisprudenza italiana

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 181-182 / 2024

Il contributo espone i principali risultati di una ricerca tesa a verificare quanto e come le norme dell’OIL vengono utilizzate dai giudici italiani. Dopo aver illustrato brevemente i dati raccolti, sotto un profilo prevalentemente quantitativo, viene effettuata una analisi qualitativa degli stessi, leggendoli alla luce dei principi seguiti dalla nostra giurisprudenza nell’applicazione delle norme di diritto internazionale, per poi proporre nuove soluzioni inter- pretative utili a rendere efficaci le fonti OIL nell’ambito del nostro ordinamento.

Luca Nogler

La giungla delle agevolazioni fiscali e l’inefficienza delle relazioni industriali

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 181-182 / 2024

Il saggio si prefigge l’obiettivo di fare il punto sul cantiere dei meccanismi di determinazione dei livelli salariali mettendo a fuoco, nel primo e nel secondo paragrafo, le questioni della legge sui minimi e della riforma del sistema di relazioni industriali, per poi assumere nella sua parte più corposa l’ottica, per lo più trascurata, del ricorso alla leva fiscale. Nei due paragrafi finali vengono, infine, teorizzate due ipotesi sul perché si stenti a riformare il sistema italiano di relazioni industriali.

Giuseppe Grimaldi

Infrastrutture della marginalità. Carriere migranti in terra di lavoro

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Il lavoro considera le modalità attraverso cui modelli e strutture consustanziali alle forme della marginalità tipiche del Meridione italiano entrano in relazione con i percorsi biografici e lavorativi della componente migrante. Il paper si basa su una ricerca etnografica condotta nello spazio rururbano di Giugliano in Campania, parte della cosiddetta “Terra di Lavoro” e prende in considerazione le “carriere” che i migranti possono sviluppare - con particolare riferimento alla componente subsaha- riana presente sul territorio. Incrociando le strutture della marginalità che connotano l’area con la marginalità strutturale che insiste sulla componente migrante più fragile per status giuridico e condizione sociale, si va profilando una vera e propria infrastruttura informale che permette la riproduzione sociale tanto dei migranti quanto del territorio.

Giulia Storato

L’inclusione lavorativa dei rifugiati fuori dall’accoglienza: snodi, risorse e ambivalenze

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Questo contributo nasce da una ricerca condotta nella Provincia Autonoma di Trento, volta ad esplorare le traiettorie lavorative di rifugiati e richiedenti asilo al di fuori del sistema di accoglienza. Il mercato del lavoro locale è avido di forza lavoro da impiegare in lavori stagionali e rappresenta un’attrattiva forte, ma fragile. In questa situazione, i rifugiati e i richiedenti asilo fruiscono di alcune risorse del territorio tese a promuovere la loro inclusione lavorativa e sociale. Tuttavia, tali risorse non solo sono diversamente disponibili e accessibili a seconda del capitale sociale e culturale riconosciuto ai migranti, dello status giuridico, dell’esperienza e del luogo di accoglienza, ma presentano anche delle ambivalenze: se da un lato sono “boe” che li sostengono, dall’altro sono “reti” che li intrappolano in una condizione di precarietà, tuttavia non in grado di inibire completamente la loro agency.

Letizia Bertazzon, Stefania Maschio

Migrazioni e percorsi lavorativi nel settore agricolo. Un’analisi sul lavoro dipendente in veneto

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Negli anni più recenti il mercato del lavoro nel settore agricolo è stato interessato da un profondo cambiamento: si sono osservati un crescente ricorso alla manodopera esterna e una progressiva diffusione di rapporti di lavoro subordinato, oltre che l’intensificarsi della presenza di lavoratori immigrati. Per questi ultimi, l’esperienza in agricoltura è spesso transitoria: il tasso di permanenza è limitato e mancano segnali di stabilizzazione delle carriere dei lavoratori. In questo articolo, con specifico riferimento al contesto veneto, si descriveranno i principali cambiamenti che hanno interessato il settore e che hanno portato a un crescente ricorso alla manodopera esterna, per poi concentrarsi sul rafforzamento della componente immigrata impiegata nel settore e sulle nuove modalità di reclutamento. Infine, si presenteranno i risultati di un’analisi volta a identificare i percorsi occupazionali dei lavoratori immigrati transitati nel settore agricolo regionale.

Ilaria Rocco, Davide Girardi

Giovani, background migratorio e ingresso nel mercato del lavoro regionale

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Questo articolo sfrutta il potenziale informativo di dati amministrativi sull’occupazione in Veneto per proporre una fotografia sulle modalità di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro regionale ponendo un particolare focus sulla componente con background migrato- rio, strategica tanto in termini teorici quanto nel contributo effettivo alle dinamiche del si- stema d’impiego. Gli interrogativi che si pone sono: come si connotano le opportunità di inserimento occupazionale alla luce del background migratorio? In che misura l’anzianità migratoria favorisce le traiettorie più continuative e stabili? Quali gli eventuali pattern di mobilità sociale? L’articolo dapprima descrive il contesto regionale evidenziandone la va- lenza di “caso studio” nella disamina dell’evoluzione della partecipazione immigrata al la- voro, poi presenta le scelte metodologiche adottate e, infine, descrive le tipologie di traiet- torie identificate investigando le opportunità di mobilità per la componente immigrata.

Giulia Peruzzi, Valeria Piro

Cooperative e lavoro migrante in agricoltura e nella logistica

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Il contributo esamina il ruolo delle cooperative come declinazione dell’intermediazione di manodopera migrante nel settore agricolo e logistico del Veneto. Le ricerche hanno eviden- ziato come in diversi settori siano presenti “cooperative di convenienza”, costruite per favo- rire i processi di outsourcing delle aziende, generando spesso situazioni di precarietà nelle condizioni di lavoro. L’analisi approfondisce le specifiche modalità di funzionamento delle cooperative in questi due settori ed evidenzia come le cooperative – coinvolte in una relazione di intermediazione costantemente in tensione tra formalità e informalità, libertà e coercizione – siano diventate una forma di mediazione particolarmente diffusa nel mercato del lavoro del Veneto.

L’articolo indaga le condizioni di vita e di lavoro della manodopera impiegata nel distretto conciario della Valle del Chiampo, caratterizzato da una forte segmentazione di imprese medio piccole, che cooperano e competono all’interno della filiera della pelle, e da un ele- vato utilizzo di forza lavoro immigrata. Dopo una breve trattazione delle dinamiche di competizione che il distretto affronta nella fase attuale, si analizzano le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nelle imprese conciarie venete, la frammentazio- ne della manodopera, le difficoltà nella sindacalizzazione, la diseguale distribuzione della nocività dei luoghi di lavoro e le dinamiche discriminatorie che agiscono dentro e fuori la sfera della produzione sociale. L’articolo analizza le difficoltà che la forza lavoro affronta per riuscire ad innescare meccanismi di solidarietà e di mobilitazione collettiva dati dalla profonda frammentazione e stratificazione della manodopera.

Nicola Costalunga, Luigi di Cataldo

Immigrazione, lavoro e segregazione al tempo della gig economy

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Nel terziario avanzato delle piattaforme digitali, gli immigrati continuano a subire forme di segregazione, concentrandosi nelle aree occupazionali peggiori. In particolare, ciò sta accadendo nel settore dell’on-line food delivery. In mancanza di dati amministrativi completi non è ancora possibile cogliere la portata del fenomeno, né tanto meno capire se la concentrazione degli immigrati nel settore dipenda da un flusso continuo oppure da permanenze prolungate. Il presente contributo affronta la questione incrociando dati quantitativi secondari con il materiale di analisi qualitative raccolto nell’ambito di una ricerca esplorativa e multisituata, che si è svolta tra le città di Catania (06/2020-06/2021) e Milano (03/2023-03/2024). L’articolo fornisce una ricostruzione inedita della presenza degli immigrati nelle economie urbane italiane dell’on-line food delivery, tenendo in considerazione le informazioni di carattere quantitativo presenti in letteratura e i dati sul lavoro sommerso forniti dalla Magistratura. A quanto risulta, gli immigrati trovano nelle piattaforme una soluzione per fronteggiare bisogni immediati, ma finiscono col rimanervi intrappolati per periodi prolungati.

Giorgio Pirina, Francesco Della Puppa, Fabio Perocco

Lavoratori immigrati e lavoro digitale di piattaforma. Percorsi teorici, lavorativi e urbani

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo analizza il rapporto tra lavoro digitale di piattaforma e lavoro degli immigrati, attraverso la revisione critica degli studi esistenti e sulla base di una ricerca empirica. L’ipotesi principale, che affronta una tematica poco studiata in Italia, è che per gli immigrati – in particolare per gli immigrati neoarrivati, i richiedenti asilo – i settori a bassa qualifica della gig economy, in particolare le consegne a domicilio, rappresentino dei nuovi ambiti di primo inserimento lavorativo, dei settori di transito. Dopo aver delineato le caratteristiche della gig economy e del lavoro digitale di piattaforma, l’articolo prima mette a fuoco il mi- grant digital labour esaminando i nessi tra lavoro di piattaforma e lavoro degli immigrati, poi si focalizza sulla situazione italiana a partire da una ricerca sul campo condotta nel 2022 sulle consegne a domicilio a Venezia. La ricerca conferma quanto rilevato dalla lette- ratura internazionale sulla gig economy riguardo l’intermediazione algoritmica, il lavoro a cottimo, l’autonomia formale dei lavoratori; al contempo essa evidenzia la “flessibilità- vincolante” e il pendolarismo tra la città storica di Venezia e la terraferma che caratterizzano questi lavoratori di piattaforma.

Antonio Sanguinetti

La segmentazione del mercato del lavoro migrante in italia: dinamiche durante e dopo la pandemia da Covid-19

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Il paper indaga l’evoluzione della segmentazione del mercato del lavoro in Italia dal 2017 al 2022. L’obiettivo è capire i cambiamenti della struttura occupazionale degli stranieri du rante e dopo l’emergenza da Covid-19. Dalle analisi delle assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro registrati tramite le Comunicazioni Obbligatorie, si nota come l’occupazione dei migranti riparta prima di quella degli Italiani. Tuttavia, l’incremento di impieghi avve- nuto nel 2020 è stato caratterizzato in maniera significativa dall’aumento dei rapporti di lavoro nel settore domestico. Negli anni successivi, la ripresa economica ha ulteriormente rafforzato la segmentazione del mercato del lavoro dei migranti in Italia, restringendo la loro presenza in ambiti circoscritti e meno stabili della forza-lavoro.

Francesco Sucameli

Il “bene pubblico” bilancio come concetto

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2024

Il saggio analizza le ragioni e i significati implicati dalla definizione del bilancio come “bene pubblico”, cercando di dimostrare che non si tratta di una mera formula di stile ma di un concetto dogmatico coerente con la dottrina tradizionale. Si utilizzano i risultati della digressione sul concetto per baricentrare i vari rivoli della giurisprudenza costituzio-nale sull’equilibrio di bilancio, offrendo una possibile chiave di lettura del tema del rapporto tra debito (e spese a copertura pluriennali) e generazioni future.